L’autocandidatura

Nucleare, i comuni potranno candidarsi. Spinta alle filiere

Mercoledì 20 maggio le due Commissioni voteranno per il mandato ai quattro relatori. Il testo sarà presentato in aula martedì 26 maggio. Tra le modifiche apportate, spunta quella sulla possibilità per i comuni di presentare la candidatura per ospitare le future centrali

di Letizia Giostra

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L’autocandidatura dei comuni per ospitare i depositi nazionali per le scorie radioattive è solo uno dei nuovi emendamenti inseriti all’interno del disegno di legge sul nucleare. Le Commissioni Ambiente ed Attività produttive della Camera hanno concluso ieri la votazione degli emendamenti al testo del ddl presentato dal governo con l’obiettivo di approvare la legge delega prima della pausa estiva.

L’ok delle Commissioni

Sono passati quasi 40 anni dal referendum abrogativo del 1987. All’epoca gli italiani si sono espressi anche sul nucleare, optando sull’abbandono dell’energia atomica. L’appuntamento alle urne, tra l’altro, è stato un anno dopo il disastro di Chernobyl. Ora l’Italia fa un altro passo verso il ritorno al nucleare.

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Dopo il via libera delle due Commissioni, il prossimo step sarà il voto di oggi, mentre per la presentazione del testo al Senato bisognerà attendere il 26 maggio. Ad attendere l’esito delle votazioni è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Per lui si tratta di appuntamento parlamentare di grande importanza per costruire una cornice normativa che sia in grado di dare all’italia «una strategia energetica moderna, pragmatica e coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione e sicurezza energetica».

Il coinvolgimento dei comuni

La candidatura spontanea dei comuni per cedere i loro spazi alle future centrali rappresenta la principale novità tra le modifiche apportate dalle Commissioni. Dalla logica dell’imposizione si passa quindi alla partecipazione volontaria. La strada del consenso locale prevede che i comuni debbano presentare domanda per accogliere sia i depositi temporanei che definitivi delle scorie nucleari.

«Le integrazioni approvate, dalla valorizzazione delle filiere nazionali ed europee del nucleare alla possibilità per i Comuni di autocandidarsi a ospitare gli impianti - sottolinea il ministro - confermano la volontà di sviluppare un percorso trasparente, partecipato e orientato alle competenze industriali del Paese».

Le altre novità

Le due Commissioni chiamano a rapporto anche il ministero della Difesa che dovrà redigere i decreti legislativi che seguiranno alla legge delega. Previsto anche un riconoscimento del rischio di attacchi agli impianti in caso di guerra. In commissione è stata ampliata anche la competenza della legge: non solo alle centrali per la produzione di energia, ma anche ai motori per le navi.

Seguono gli strumenti di valorizzazione della filiera nazionale ed europea per dare il via libera a sostegni pubblici al settore. L’emendamento di Fratelli d’Italia punta alla costruzione di nuovi impianti nucleari con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’industria per puntare ad una maggiore autonomia strategica. L’ultima modifica affida ai carabinieri del Nucleo operativo ambientale (Noe) il compito di “polizia atomica”.

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