Il Premier Time

Nucleare, Meloni: entro l’estate via libera alla legge delega

L’apertura a Calenda, lo scontro con Renzi e Boccia, gli affondi sul Superbonus. E gli annunci: estensione semplificazioni Zes e intervento su investimenti dei fondi pensione

di Manuela Perrone

Premier time, Meloni al Senato: scontro su salari, fisco e inflazione

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Dopo l’informativa su Hormuz dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, che hanno confermato la partenza di due navi cacciamine verso Gibuti (approderanno a Hormuz solo a missione internazionale approvata, a tregua stabile e previo voto delle Camere), tocca a Giorgia Meloni affrontare l’arena parlamentare.

Nucleare, legge delega entro l’estate

«Approfitto per dire che entro l’estate sarà adottata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia», ha detto la presidente del Consiglio al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione di Carlo Calenda (Azione) sull’istituzione di una cabina di regia per affrontare le priorità strategiche del Paese.

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Cabina di regia? «Sono stata accusata di volere passerelle»

Una proposta a cui Meloni non chiude, elogiando l’atteggiamento costruttivo di Calenda, ma anche ricordando che «quando finora abbiamo provato ad aprire al confronto con le opposizioni la risposta non è stata di disponibilità. All’inizio del conflitto in Iran - ha sottolineato - mi è stato detto che volevano organizzare passerelle. Le porte del Governo sarebbero aperte a chiunque abbia voglia di anteporre interesse nazionale a interesse di partito».

Lo scambio acceso con Renzi: «Qui offese e insulti»

Lo scambio più duro va in scena con Matteo Renzi (Iv), che la incalza sul caso Giuli, sul Piano casa, chiedendole conto del coinvolgimento di Mario Abbadessa, «soggetto privato che partecipa senza alcuna gara», su un Governo «non all’altezza» e sui prossimi provvedimenti da adottare. A lui la premier, dopo aver denunciato che «ogni volta che si viene qui al netto di accuse e insulti c’è oggettivamente poco di cui parlare», dice di voler continuare il lavoro su tre priorità: rafforzare salari e potere d’acquisto, incentivare le aziende che assumono e investono, sostenere famiglie e natalità.

Novità in arrivo su Zes e investimenti dei fondi pensione

Poi annuncia la volontà di accelerare sulla legge per il nucleare, e l’estensione della Zes unica del Mezzogiorno all’intero territorio nazionale, per la parte delle semplificazioni. nonché il rafforzamento dei meccanismi già introdotti «per accrescere gli investimenti dei fondi pensioni nell’economia reale italiana perché qualcosa non funziona se ci sono 260 miliardi raccolti dagli italiani dei quali 40 miliardi solamente sono investiti in Italia». Quanto al Pnrr, riferisce la spesa al 31 marzo 2026: «117 miliardi spesa certificata più 24 miliardi di strumenti finanziari. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro».

Con salario minimo rischio di «soglia al ribasso»

Sugli stipendi Meloni difende il decreto legge che ha introdotto il salario giusto, ossia il trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali che vengono stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. «È una strada diversa da quella del salario minimo legale che viene invece proposta dalle opposizioni - ha spiegato - che però, come dimostra ad esempio il caso della Puglia, dove è stato applicato il salario minimo, rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più».

Giovani in fuga? «Con noi più occupati stabili e meno precari»

Ma la premier ha riconosciuto che su questo fronte bisogna continuare a insistere, come sul fronte dell’emigrazione giovanile, fenomeno su cui la ha incalzata Peppe De Cristofaro (Avs). «Per trattenere questi ragazzi servono crescita, salari dignitosi, un’occupazione stabile, investimenti e competitività. Mi pare che sia il grosso del lavoro fatto in questi anni. Sotto questo Governo - ha rivendicato - i precari sono diminuiti di 550mila unità e gli occupati stabili sono aumentati di 1,2 milioni in tre anni e mezzo, perché noi abbiamo nei nostri provvedimenti favorito e incentivato i contratti stabiliti e disincentivato la precarietà».

L’affondo al M5S sul Superbonus

A Stefano Patuanelli (M5S) che la ha interrogata sulle comunità energetiche, ha risposto che la norma a monte era mal scritta. «Perché le domande superano la capienza? Evidentemente la misura funziona». Sulla strategia energetica in generale, Meloni ha riepilogato quanto fatto sin qui, insistendo in particolare sul decreto Bollette: «Abbiamo costruito un sistema che consente di disaccoppiare prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, con una piattaforma che consente alle piccole imprese di sganciarsi dalla speculazione». Obiettivo: mettere in sicurezza la nazione. Poi ha attaccato: «Il rapporto debito-Pil cresce solo per il Superbonus».

Il duello con il dem Boccia

«Avevate promesso un Paese più forte, ci state lasciando un Paese più debole», ha esordito Francesco Boccia (Pd), elencando le riforme cadute nel vuoto, dal premierato all’autonomia, oltre che la giustizia bocciata al referendum, e chiedendole la posizione chiara sul superamento del diritto di veto nella Ue. Ma anche rimproverandola di non andare a fare la spesa e di non vivere in mezzo alla gente. «Siamo nel quizzone finale di un gioco a premi», ha replicato la premier. «Sono andata a fare la spesa al supermercato sabato scorso, non rinuncio a stare in mezzo alla gente e a fare la vita normale», ha replicato Meloni piccata. Citando le riforme varate: Codice appalti, fisco, fondi di coesione. E pungendo: «Ha dimenticato di citare Roma Capitale. Mi sembrava stessero insieme, poi il Pd ha deciso di fare retromarcia».

Unanimità nella Ue «non sblocca situazione»

Sul superamento dell’unanimità nella Ue la premier ha chiarito: «Non cambio posizione. Non è questo che può davvro sbloccare la situazione. I Governi sono fatti da politici e i politici sanno che le sintesi le devono trovare. Spesso lo fanno e la burocrazia decide di mettere in discussione quelle sintesi».

Il forum in Grecia con i Paesi del Golfo

In ogni caso, la premier ha intenzione di continuare a consolidare le alleanze utili a uscire dall’impasse di una guerra impopolare. Da venerdì a domenica è in programma in Grecia, nel Peloponneso, un blindatissimo “The Europe Gulf Forum”, piattaforma lanciata nel 2025 dall’Atlantic Council per promuovere la collaborazione tra le due regioni. Energia e difesa i temi in cima all’agenda; tra i presenti anche la direttrice Fmi Georgieva e la presidente Bce Lagarde. Sabato Meloni e l’emiro del Qatar al-Thani sono attesi come keynote speaker. E domenica la premier volerà a Cipro per un nuovo bilaterale con il presidente Christodoulidīs. Tutti segnali di vicinanza a quei Paesi, da Cipro al Golfo, con i quali ha voluto coltivare un rapporto privilegiato.

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