Nucleare, Meloni: entro l’estate via libera alla legge delega
L’apertura a Calenda, lo scontro con Renzi e Boccia, gli affondi sul Superbonus. E gli annunci: estensione semplificazioni Zes e intervento su investimenti dei fondi pensione
4' di lettura
I punti chiave
- Nucleare, legge delega entro l’estate
- Cabina di regia? «Sono stata accusata di volere passerelle»
- Lo scambio acceso con Renzi
- Novità in arrivo su Zes e investimenti dei fondi pensione
- Con salario minimo rischio di «soglia al ribasso»
- Giovani in fuga? «Con noi più occupati stabili e meno precari»
- L’affondo al M5S sul Superbonus
- Il duello con il dem Boccia
- Unanimità nella Ue «non sblocca situazione»
- Il forum in Grecia con i Paesi del Golfo
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Dopo l’informativa su Hormuz dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, che hanno confermato la partenza di due navi cacciamine verso Gibuti (approderanno a Hormuz solo a missione internazionale approvata, a tregua stabile e previo voto delle Camere), tocca a Giorgia Meloni affrontare l’arena parlamentare.
Nucleare, legge delega entro l’estate
«Approfitto per dire che entro l’estate sarà adottata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia», ha detto la presidente del Consiglio al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione di Carlo Calenda (Azione) sull’istituzione di una cabina di regia per affrontare le priorità strategiche del Paese.
Cabina di regia? «Sono stata accusata di volere passerelle»
Una proposta a cui Meloni non chiude, elogiando l’atteggiamento costruttivo di Calenda, ma anche ricordando che «quando finora abbiamo provato ad aprire al confronto con le opposizioni la risposta non è stata di disponibilità. All’inizio del conflitto in Iran - ha sottolineato - mi è stato detto che volevano organizzare passerelle. Le porte del Governo sarebbero aperte a chiunque abbia voglia di anteporre interesse nazionale a interesse di partito».
Lo scambio acceso con Renzi: «Qui offese e insulti»
Lo scambio più duro va in scena con Matteo Renzi (Iv), che la incalza sul caso Giuli, sul Piano casa, chiedendole conto del coinvolgimento di Mario Abbadessa, «soggetto privato che partecipa senza alcuna gara», su un Governo «non all’altezza» e sui prossimi provvedimenti da adottare. A lui la premier, dopo aver denunciato che «ogni volta che si viene qui al netto di accuse e insulti c’è oggettivamente poco di cui parlare», dice di voler continuare il lavoro su tre priorità: rafforzare salari e potere d’acquisto, incentivare le aziende che assumono e investono, sostenere famiglie e natalità.
Novità in arrivo su Zes e investimenti dei fondi pensione
Poi annuncia la volontà di accelerare sulla legge per il nucleare, e l’estensione della Zes unica del Mezzogiorno all’intero territorio nazionale, per la parte delle semplificazioni. nonché il rafforzamento dei meccanismi già introdotti «per accrescere gli investimenti dei fondi pensioni nell’economia reale italiana perché qualcosa non funziona se ci sono 260 miliardi raccolti dagli italiani dei quali 40 miliardi solamente sono investiti in Italia». Quanto al Pnrr, riferisce la spesa al 31 marzo 2026: «117 miliardi spesa certificata più 24 miliardi di strumenti finanziari. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro».







