Dl Lavoro

Nuovo bonus da valutare su requisiti e vincoli temporali

Il lavoratore non deve mai aver avuto un impiego stabile. Accesso dal 1° agosto

di Barbara Garbelli

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L’incentivo alla stabilizzazione previsto dal Dl Lavoro si inserisce nell’apparato già articolato di misure agevolative dedicate, in tutto o in parte, alla trasformazione dei rapporti a termine in rapporti a tempo indeterminato. Le aziende dovranno dunque valutare, in base alle caratteristiche del lavoratore e ai vincoli temporali previsti, se richiedere il nuovo bonus o un’altra delle agevolazioni già esistenti.

Gli incentivi strutturali

Sul piano degli incentivi strutturali, per categoria soggettiva, l’ordinamento riconosce da tempo l’esonero del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per la trasformazione di rapporti a termine di giovani under 30 (massimo 3mila euro annui per 36 mesi), di donne svantaggiate (bonus di 18 mesi, premio Inail incluso), di lavoratori over 50 disoccupati da almeno un anno (18 mesi, premio Inail incluso) e per le persone con disabilità (incentivo dal 35% al 70% della retribuzione lorda fino a 36 mesi).

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Bonus per condizioni specifiche

A questi bonus si affiancano gli incentivi legati a condizioni specifiche del lavoratore:

  • l’incentivo economico pari al 20% della Naspi residua per chi assume o stabilizza un percettore dell’indennità di disoccupazione (che vale al massimo per 24 mesi);
  • la riduzione al 10% dei contributi per chi assume o stabilizza lavoratori in Cigs da almeno tre mesi (che dura al massimo un anno);
  • l’esonero del 50% dei contributi (massimo 4.030 euro annui per 18 mesi) per i lavoratori in Cigs beneficiari dell’assegno di ricollocazione;
  • l’esonero contributivo del 100% (massimo 8mila euro annui per 24 mesi) per le trasformazioni di rapporti con percettori dell’Assegno di inclusione.

Le misure più recenti

Ci sono poi misure specifiche introdotte più recentemente, come l’esonero contributivo per le madri di tre o più figli minori previsto dalla legge di Bilancio 2026: è uno sgravio totale fino a 8mila euro annui, che dura 18 mesi in caso di trasformazione di un precedente rapporto a termine.

Inoltre, c’è l’incentivo per assumere donne vittime di violenza (articolo 1, commi 191-193 della legge 213/2023): un esonero contributivo totale fino al diciottesimo mese dalla data dell’assunzione a termine, in caso di trasformazione del rapporto a tempo indeterminato.

È applicabile anche alle trasformazioni a tempo indeterminato dei contratti, fino al 2027, la maxi deduzione Ires del 120%-130% del costo del lavoro ex articolo 4 del Dlgs 216/2023 ed ex lege 207/2024, compatibile con la maggior parte degli esoneri contributivi.

Il nuovo aiuto

Il profilo distintivo del nuovo incentivo a stabilizzare i contratti a termine previsto dal decreto Lavoro si coglie su quattro piani. Innanzitutto, la nuova misura non agevola qualunque trasformazione ma soltanto quella di rapporti di durata non superiore a 12 mesi, con giovani che non abbiano avuto in precedenza un’occupazione a tempo indeterminato, instaurati entro il 30 aprile 2026. Nessuno degli altri strumenti contiene una restrizione analoga sul rapporto a termine pregresso. Sul piano temporale, le trasformazioni agevolabili devono intervenire nella sola finestra 1° agosto - 31 dicembre 2026, mentre gli incentivi strutturali operano in via stabile.

Le trasformazioni effettuate fra il 1° maggio e il 31 luglio 2026 restano dunque escluse dal perimetro del nuovo incentivo e potranno trovare copertura solo nelle misure strutturali o in quelle temporanee già conosciute, ove ne ricorrano i requisiti.

Sul piano economico, il nuovo incentivo garantisce l’esonero contributivo del 100% nel limite di 500 euro mensili per 24 mesi: un valore nettamente superiore agli incentivi strutturali ordinari, fermi al 50%, e allineato alle misure più recenti dedicate a fattispecie soggettive specifiche.

Sul piano della cumulabilità, il nuovo incentivo alle stabilizzazioni esclude il cumulo con altri esoneri o riduzioni di aliquota e ammette la sola compatibilità con la super deduzione Ires. Una restrizione più rigida rispetto ad altre misure, che prevedono espressamente il cumulo con altre agevolazioni.

La lettura sistematica suggerisce dunque un’analisi caso per caso: la convenienza del nuovo bonus non è automatica e deve essere valutata contro la possibilità di applicare un incentivo strutturale meno generoso ma di durata maggiore o di perimetro cumulativo più ampio.

La scelta dipende dal profilo del lavoratore, dall’orizzonte d’impresa e dalla presenza di altri incentivi cumulabili.

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