Diplomazie

Ucraina, Aiea: drone colpisce torre di raffreddamento di una centrale nucleare russa

L’agenzia nucleare dell’Onu ha reso noto che l’unità era in funzione al momento dell’impatto, ma il suo regime operativo non ha subito variazioni e non si è sviluppato alcun incendio

I soccorritori ucraini sono al lavoro sul luogo di un attacco russo contro un centro commerciale a Zaporizhzhia, in Ucraina, nella tarda serata del 17 settembre 2026 (notizia diffusa il 18 settembre 2026), nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina. Il Servizio statale di emergenza ucraino (SES) ha dichiarato che almeno una persona è rimasta ferita nell’attacco e che i soccorritori hanno spento un incendio che ha interessato un’area di oltre 10.000 metri quadrati. EPA/DARYNA NAUMOVA

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Un drone ha colpito la torre di raffreddamento di un’unità reattore della centrale nucleare di Kursk, nella Federazione Russa, lo ha reso noto l’Aiea su X. L’agenzia nucleare dell’Onu ha reso noto che l’unità era in funzione al momento dell’impatto, ma il suo regime operativo non ha subito variazioni e non si è sviluppato alcun incendio. Il direttore generale Rafael M. Grossi ha dichiarato che tutti gli attacchi contro impianti nucleari sono inaccettabili, in quanto possono compromettere la sicurezza nucleare indipendentemente dal luogo in cui avvengono. Grossi ha inoltre ribadito l’appello alla massima moderazione per scongiurare il rischio di un incidente nucleare.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La Casa Bianca sta valutando la possibilità di firmare accordi economici con la Russia prima della fine della guerra in Ucraina. Lo scrive il New York Times, citando «due fonti vicine ai colloqui». Secondo il Nyt, ciò è in contrasto con l’approccio sostenuto finora secondo cui solo una maggiore pressione economica e militare sul presidente russo, Vladimir Putin, può costringerlo a scendere a compromessi.

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Filo diretto Washington-Mosca

Gli Usa adesso ritengono che la cooperazione economica possa diventare uno degli strumenti per far progredire i negoziati e convincere i falchi anti-americani della cerchia di Putin che Donald Trump vuole instaurare nuove relazioni.

Per il Nyt, questi sono possibili accordi che Washington potrebbe concludere con Mosca a prescindere dal raggiungimento o meno di un accordo di pace completo sull’Ucraina. Ciò riflette il desiderio di Trump di proseguire contemporaneamente i negoziati con il Cremlino e di cercare opportunità per ristabilire le relazioni economiche con la Russia. Tuttavia, all’interno dell’amministrazione statunitense non c’è un accordo unanime sulla rapidità con cui tali accordi con Mosca dovrebbero essere raggiunti.

Alcuni funzionari ritengono che fornire alla Russia incentivi economici fino alla fine della guerra potrebbe indebolire la sua capacità di esercitare pressioni sul Cremlino. Secondo il New York Times, tra le possibili aree di cooperazione prese in considerazione figurano l’energia, gli investimenti e altri settori in cui le imprese americane e russe potrebbero potenzialmente riprendere a interagire.

Allo stesso tempo, qualsiasi accordo economico serio dipenderà dal regime di sanzioni statunitensi. Alcune restrizioni contro la Russia rimangono in vigore e una nuova iniziativa del Congresso degli Stati Uniti prevede ulteriori pressioni sul settore energetico russo e su altre fonti di entrate del Cremlino. La guerra, in ogni caso, continua. Il ministero della Difesa russo annuncia la conquista nelle ultime 24 ore di due centri abitati nella regione ucraina di Donetsk. Si tratta dei villaggi di Verolyubovka e di quello di Zolotoy Kolodez, secondo quanto precisa il dicastero sul suo canale Telegram.

La Polonia fa volare i jet

Continua insomma a rimanere alta la tensione nell’Europa orientale. La Polonia ha fatto decollare questa mattina i suoi aerei da combattimento mentre la Russia lanciava un altro attacco contro l’Ucraina. Lo riferisce il comando operativo delle Forze armate polacche, scrive Ukrainska Pravda. I sistemi di difesa aerea terrestre e di riconoscimento radar sono stati messi in stato di allerta mentre per il terzo giorno consecutivo gli aeroporti di Rzeszow e Lublino hanno interrotto le operazioni. «Queste misure sono di natura preventiva e mirano a garantire la sicurezza e la protezione dello spazio aereo, soprattutto nelle aree adiacenti a zone minacciate», si legge in una nota. Il comando operativo sta monitorando la situazione attuale e le forze e i mezzi subordinati restano pronti ad intervenire immediatamente. Secondo quanto riferito dall’aeronautica militare ucraina, questa mattina sono stati avvistati droni russi, in particolare nelle regioni di Rivne e Vinnytsia.

Droni segnalati a Copenaghen

Droni sono stati segnalati questa mattina anche nei cieli di Copenaghen, dove la polizia ha chiuso l’area intorno all’ambasciata degli Stati Uniti. La presenza dei droni e il dispositivo di sicurezza nella zona vengono confermati all’Adnkronos da un testimone che si trova in questo momento sul posto. «È tutto chiuso, scuole ed edifici evacuati, ci sono gli elicotteri che volano sopra le nostre teste». La polizia di Copenaghen ha confermato ufficialmente la chiusura di Dag Hammarskjölds Allé, la strada nel quartiere di Østerbro dove ha sede l’ambasciata americana, invitando gli automobilisti a utilizzare percorsi alternativi. Le autorità riferiscono di essere impegnate nelle verifiche per un «evento sospetto», senza precisarne per il momento la natura né collegarlo ufficialmente alla presenza dei droni.

Lituania prepara piano d’evacuazione per Vilnius

La Lituania ha intanto predisposto un piano di evacuazione per i residenti di Vilnius in caso di minaccia militare o grave crisi. Una delle tre principali vie di fuga dalla capitale sarà il confine con la Polonia. Lo riferisce Rbc-Ucraina, citando l’emittente radiofonica lituana Rollskieradio. Le autorità di Voivodato di Podlaskie stanno già preparando la regione a un possibile ruolo di corridoio di transito per i residenti dei Paesi baltici. Oltre alla Polonia, sono previsti percorsi verso nord e ovest della Lituania. Secondo il piano, l’ordine di evacuazione dipenderà dalla posizione e dall’entità della minaccia. Oltre alla Polonia, sono previsti percorsi verso nord e ovest della Lituania.

Zelensky: speriamo di aprire due cluster entro ottobre con Ue

L’Ucraina prevede di avviare due gruppi di negoziato sull’adesione all’Unione Europea tra settembre e ottobre, e altri due entro la fine del 2026, ha dichiarato oggi Zelensky. «Speriamo che due cluster, come ho già accennato, siano aperti ai negoziati tra settembre e ottobre, e vorremmo sbloccarne altri due entro la fine dell’anno», ha dichiarato il presidente ucraino al vertice dei Carpazi.

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Macron: «Attacchi ibridi in Europa non resteranno senza risposta»

Gli attacchi ibridi russi «non resteranno senza risposta». Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, durante un incontro all’Eliseo con i principali candidati alle presidenziali del 2027 e i leader dei partiti. «Nessuno è al sicuro» dalla minaccia russa, ha affermato Macron, citando nuovamente l’attacco con un drone all’aeroporto di Lipsia. «Dobbiamo essere tutti vigili», ha detto ancora Macron. «La natura stessa della deterrenza consiste nel non rivelare ciò che si intende fare» ma «sarebbe un errore da parte della Russia continuare ad agire in questo modo nei confronti degli europei», ha concluso.

E ancora. L’intento alla base degli attacchi ibridi della Russia «è quello di intimidirci e di spezzare il nostro sforzo di sostegno agli ucraini. La conseguenza sarà l’opposto», ha detto Macron, citando l’esempio di Lipsia la scorsa estate. «Non ci lasciamo intimidire, perché sappiamo che in Ucraina si gioca la nostra sicurezza di oggi e di domani», ha avvertito il presidente.

Zelensky con il presidente romeno: «Grato per dialogo attivo e cooperazione»

«Durante il Vertice degli Otto dei Carpazi, ho avuto un incontro bilaterale con il Presidente della Romania Nicusor Dan», ha scritto su X oggi Volodymyr Zelensky. «Sono grato del fatto che tra i nostri Paesi vi siano un dialogo attivo e una cooperazione concreta. Oggi li stiamo ampliando con un’ulteriore dimensione: quella regionale, incentrata sui nostri Carpazi condivisi. Ciò offre un potenziale significativo non solo per le nostre economie, ma anche per la sicurezza e per rafforzare i legami tra i nostri popoli», ha spiegato il presidente ucraino.

«Abbiamo discusso dei progetti sui quali possiamo accelerare i tempi e aiutarci a vicenda. Tra questi figurano Safe e la produzione congiunta di droni, le infrastrutture e le questioni umanitarie e, naturalmente, la sicurezza nella regione del Mar Nero», ha aggiunto Zelensky. «Ringrazio la Romania per il sostegno all’Iniziativa dei Carpazi e per la sua costante assistenza all’Ucraina», ha concluso il leader ucraino.

Elezioni Duma, Putin vota online

Il presidente russo Vladimir Putin ha votato online nelle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato in corso in Russia e nei territori occupati dell’Ucraina. Il Cremlino ha diffuso l’immagine del Presidente seduto alla sua scrivania di fronte a un computer, la mano destra sul mouse e lo sguardo concentrato. Non è una novità. Putin aveva già votato in remoto nel 2024, alle elezioni Presidenziali. Il voto online viene criticato, non solo in Russia, per la mancanza di trasparenza e di controlli. In Paesi come la Russia, con una storia di brogli e altre irregolarità, viene considerato più pericoloso che altrove.

Media: Kiev e Mosca sempre più stanche di Witkoff

Kiev e Mosca sono sempre più frustrate dal processo di pace mediato dagli Stati Uniti e, in special modo, dall’inviato di Washington Steve Witkoff, secondo quanto riferito al Kyiv Independent da fonti a conoscenza dei fatti.

Dietro le quinte si starebbero delineando diverse iniziative separate per estromettere Witkoff dalla mediazione. Funzionari e persone vicine al processo di mediazione, sia a Kiev che a Mosca, starebbero mettendo in discussione il suo ruolo. Tuttavia, il presidente americano Donald Trump sembrerebbe riluttante a rimuoverlo dal suo incarico.

«Continuano a ripeterci che ’dovete porre fine a questa guerra’. Come se non volessimo porvi fine, dannazione», ha dichiarato al Kyiv Independent un funzionario ucraino coinvolto nei colloqui di pace. Funzionari ucraini che hanno partecipato ai colloqui di pace e che conoscono il pensiero del Cremlino hanno affermato che, a parer loro, i funzionari russi sarebbero sempre più convinti che Witkoff abbia avuto un ruolo nel fallimento del vertice dello scorso anno in Alaska e che a volte trasmetta informazioni a Trump in modi che non rispecchiano fedelmente le intenzioni di Mosca.

I funzionari ucraini hanno a lungo messo in dubbio la sua comprensione della guerra e il suo approccio alla diplomazia. Una persona che ha partecipato a un ciclo di negoziati trilaterali ha dichiarato al Kyiv Independent che Witkoff a volte lasciava i negoziati senza dire agli altri partecipanti dove stava andando. «È più interessato ai ristoranti e ad altre cose del genere», ha detto la fonte al giornale ucraino.

Zelensky: «Deficit finanziario cosmico ma ho parlato con von der Leyen per una soluzione»

L’Ucraina presenta un «deficit di finanziamento cosmico», ma si sta adoperando per trovare una soluzione: «Ieri abbiamo parlato con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e la incontreremo presto. Stiamo preparando alcune proposte per affrontarlo». Lo ha detto Zelensky durante un briefing con i media a margine dell’incontro del formato ’8 dei Carpazi’. Il presidente ha sottolineato che l’Ucraina troverà una via d’uscita da questa situazione: «Ne conosco già alcune. Esistono già degli accordi», ha aggiunto.

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