La ricerca

Obesità e cancro: chi ingrassa prima dei 30 anni rischia fino a cinque volte di più

Presentata al Congresso europeo di Istanbul una maxi-analisi svedese su oltre 600mila persone seguiti per decenni: aumentano soprattutto i tumori di fegato, endometrio, pancreas, colon e rene

di Francesca Cerati

Doctor measuring obese man waist body fat. Obesity and weight to loose. JPC-PROD - stock.adobe.com

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Non conta soltanto il peso raggiunto in età adulta. Conta quando si ingrassa, quanto rapidamente aumentano i chili e per quanto tempo l'organismo resta esposto all'obesità. È questa la conclusione di una delle più ampie analisi mai realizzate sul rapporto tra eccesso di peso e cancro, presentata al Congresso europeo sull'obesità (Eco 2026) in corso a Istanbul.

Lo studio, coordinato dai ricercatori Anton Nilsson e Tanja Stocks dell'Università di Lund, in Svezia, ha seguito oltre 630 mila persone - più di 251 mila uomini e quasi 379 mila donne - ricostruendo l'andamento del peso corporeo dai 17 ai 60 anni e mettendolo in relazione con l'insorgenza dei tumori fino al 2023.

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Il rischio di sviluppare diversi tipi di cancro

I risultati mostrano una relazione definita: più marcato è l'aumento di peso durante la vita adulta, maggiore è il rischio di sviluppare diversi tipi di cancro già associati all'obesità. Confrontando il 20% delle persone che hanno accumulato più peso con il 20% che ne ha accumulato meno, il rischio complessivo di tumore aumenta del 7% negli uomini e del 17% nelle donne. Ma è sui tumori obesità-correlati che emergono i dati più pesanti: il rischio cresce del 46% negli uomini e del 43% nelle donne.

Per alcune neoplasie gli incrementi risultano particolarmente marcati. Negli uomini, chi aumenta maggiormente di peso presenta un rischio di tumore al fegato 2,67 volte superiore e un rischio di adenocarcinoma dell'esofago più che doppio. Nelle donne, invece, il dato più impressionante riguarda il tumore dell'endometrio, con un rischio quasi quadruplicato rispetto a chi mantiene un peso più stabile nel tempo.

Lo studio evidenzia inoltre aumenti significativi per il tumore del colon-retto, il carcinoma renale, il tumore del cardias gastrico e il pancreas, oltre a una possibile associazione con neoplasie finora meno chiaramente collegate all'obesità, come i tumori ipofisari, alcuni linfomi e il melanoma maligno.

Conta l'età di comparsa dell'obesità

Ma il dato che colpisce maggiormente riguarda l'età di comparsa dell'obesità. Secondo i ricercatori, sviluppare obesità prima dei 30 anni amplifica ulteriormente il rischio oncologico. Negli uomini l'obesità precoce si associa a un rischio cinque volte maggiore di tumore al fegato, a un rischio raddoppiato di tumore del pancreas e carcinoma renale e a un aumento del 58% del rischio di tumore del colon rispetto a chi non è mai stato obeso.

Nelle donne che sviluppano obesità prima dei 30 anni il rischio di tumore dell'endometrio risulta 4,5 volte più alto, mentre aumentano del 67% i tumori del pancreas, raddoppiano i carcinomi renali e cresce del 76% il rischio di meningioma.

Per gli autori, questi risultati indicano che la durata dell'esposizione all'obesità è un elemento decisivo nello sviluppo del cancro. Più a lungo il metabolismo resta alterato, maggiore sarebbe l'effetto cumulativo dei processi biologici associati all'eccesso di peso.

Le differenze tra uomini e donne

Lo studio mette anche in evidenza differenze significative tra uomini e donne. Nelle donne, l'aumento di peso dopo i 30 anni appare fortemente collegato al tumore dell'endometrio, al tumore al seno dopo la menopausa e al meningioma, tutti tumori influenzati dagli ormoni sessuali. Negli uomini, invece, le associazioni più forti emergono quando l'aumento di peso avviene prima dei 45 anni, soprattutto per il tumore del fegato e quello dell'esofago.

Secondo i ricercatori, i principali meccanismi biologici che legano obesità e cancro comprendono infiammazione cronica, insulino-resistenza, alterazioni della segnalazione insulinica e del metabolismo degli ormoni sessuali. Nel caso del tumore dell'esofago potrebbe contribuire anche il reflusso gastroesofageo, più frequente nelle persone obese.

L'obesità è oggi riconosciuta come una delle principali cause prevenibili di cancro. L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) collega già l'eccesso di peso a tumori dell'esofago, colon-retto, fegato, pancreas, mammella post-menopausa, endometrio, ovaio e rene.

La ricerca presentata a Istanbul rafforza ulteriormente l'idea che la prevenzione oncologica debba iniziare molto prima della comparsa della malattia e considerare l'intera storia del peso corporeo lungo l'arco della vita.

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