Obesità: ecco il Tofa, accelera il metabolismo e aumenta il dispendio energetico
Il trattamento fa aumentare il consumo energetico nell'animale ed ha diverse attività metaboliche positive. In futuro potrebbe associarsi ai farmaci attivi su GLP-1 e non solo
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Quando una persona deve affrontare obesità e sovrappeso, sul fronte prettamente metabolico e senza parlare degli approcci cognitivo-comportamentali, ha sostanzialmente due vie per eliminare i chili di troppo e ridurre i rischi metabolici ed infiammatori ad essi associati. Limitare l'introito calorico o aumentare il dispendio energetico. Su queste secondo fronte, l'attività fisica regolare è basilare. Ma trovare una soluzione farmacologica è arduo, tremendamente difficile. Così la scienza è da decenni in cerca di un efficace “bruciagrassi” che dimostri in clinica un reale effetto sul metabolismo oltre che sui numeri amaramente riportati dalla bilancia. Ma ora si accende una speranza. Siamo solo nell'animale, va sempre ricordato.
La ricerca condotta dagli esperti dell'Università della California di Berkeley pubblicata su Science Advances e coordinata da Anders Näär, docente di di biologia metabolica e nutrizione, apre prospettive interessanti per il futuro. Anche perché il composto di cui si parla, ovvero TOFA (sigla che sta per acido 5-tetradecilossi-2-furoico) potrebbe associarsi ai farmaci che già oggi sono disponibili per obesità, diabete e problemi epatici, ovvero i GLP-1, come semaglutide e tirzepatide oltre a quelli in arrivo anche in formulazione orale come orforglipron e non solo.
Azione su diabete e sovrappeso
Lo studio mostra come il composto eserciti una doppia azione: da un lato favorisce l'inibizione della produzione di lipidi come colesterolo e trigliceridi, dall'altro “accende” i geni che favoriscono il consumo di grassi da parte delle cellule con conseguente liberazione di energia. In particolare, nei topi, stando alla ricerca il TOFA favorirebbe attraverso queste strade un miglioramento della sensibilità all'insulina da parte dei tessuti con conseguente miglior controllo della glicemia e aiuterebbe a la riduzione dei trigliceridi e la funzione del fegato. Il tutto, stando a quanto osservato nei topi, senza una significativa perdita di massa magra e quindi con un profilo metabolico davvero interessante. “Il peso corporeo risponde a due fattori: assumere meno calorie o spendere più energia – è il commento di Näär in una nota dell'ateneo californiano -.I GLP-1 agiscono quasi esclusivamente sul primo fattore, quindi ci siamo concentrati sul secondo”.
Un composto “antico”
Il TOFA è stato scoperto per la prima volta negli anni '70. Fa parte dei principi attivi che bloccano l'attività dell'acetil-CoA carbossilasi (ACC), un enzima chiave nella regolazione del metabolismo dei grassi. Al momento, va detto, nessuno di questi potenziali farmaci è diventato una terapia per i problemi del metabolismo, per potenziali effetti negativi sul rischio cardiovascolare. Il TOFA, stando allo studio, oltre ad agire come inibitore dell'ACC, ma attiva anche PPARα e PPARδ, recettori cellulari che attivano i geni che consentono alle cellule di assorbire i grassi e bruciarli per produrre energia. Nei topi, questo ha portato le cellule a bruciare fino al 18% in più di energia senza variazioni nell'attività fisica o nell'aumento della temperatura corporea. E soprattutto, non ci sono stati impatti sui trigliceridi, e quindi sul rischio cardiovascolare in aumento osservato con altri farmaci di questa classe. Il tutto, per finire, con una potenziale azione sinergica con i classici agonisti dei recettori GLP-1. Negli esperimenti (sempre su animali) TOFA ha agito in modo additivo o sinergico con i farmaci GLP-1 che riducono l'appetito, proponendosi come possibile integrazione nella terapia del futuro.
Cosa potrebbe cambiare
“Oggi le strategie per la gestione dell'obesità, comprese le terapie farmacologiche più recenti, agiscono soprattutto sulla riduzione dell'apporto energetico – commenta Daniela Martini, docente di Nutrizione Umana all'Università di Milano -. La possibilità di intervenire farmacologicamente anche sull'altra componente del bilancio energetico, aumentando l'energia utilizzata dall'organismo, potrebbe quindi aprire una prospettiva complementare particolarmente interessante, anche perché nei modelli animali il TOFA sembra favorire la perdita di peso preservando la massa magra, il che rappresenta un aspetto estremamente rilevante. È però doveroso sottolineare che è decisamente prematuro gridare al miracolo o pensare di aver finalmente trovato il “bruciagrassi”: si tratta di risultati ottenuti nell'animale, ancora molto lontani da un'applicazione clinica. Oggi, quando le condizioni individuali lo consentono, mantenersi fisicamente attivi rimane la strategia chiave per aumentare il dispendio energetico e, allo stesso tempo, preservare la massa e la funzionalità muscolare”.







