Obesità, la legge italiana primato da tradurre in un modello per l’Europa
Il successo della riforma dipenderà da quanto saremo capaci di tradurla nella riduzione del rischio di infarto, ictus, scompenso cardiaco e di tutte le complicanze che ancora oggi accompagnano questa malattia
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La vera sfida comincia adesso. La Legge italiana 149/2025 – prima al mondo a riconoscere ufficialmente l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante – ha segnato un passaggio storico, ma il suo valore non si misurerà nella sua portata simbolica. Si apprezzerà nella capacità di trasformare un principio giuridico in un cambiamento reale. Perché questo primato è soltanto il primo passo. Il successo di questa riforma dipenderà da quanto saremo capaci di tradurla nella riduzione del rischio di infarto, ictus, scompenso cardiaco e di tutte le complicanze che ancora oggi accompagnano questa malattia.
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Lo studio
È proprio questa la riflessione che emerge dal nostro lavoro “Italy passes obesity law: an opportunity to prevent cardiovascular disease across Europe”, appena pubblicato sull’European Heart Journal – Quality of Care and Clinical Outcomes. Lo studio dell’Irccs Policlinico San Donato non si limita a descrivere una novità legislativa senza precedenti, ma analizza come questa scelta possa rappresentare un modello di evoluzione delle politiche sanitarie europee, mettendo finalmente la prevenzione cardiovascolare e la cura dell’obesità all’interno della stessa strategia di salute pubblica.
L’Italia è il primo Paese al mondo ad aver percorso questa strada. È una posizione di leadership che rappresenta al tempo stesso un’opportunità e una responsabilità. Opportunità, perché oggi disponiamo delle conoscenze scientifiche necessarie per affrontare l’obesità come una vera patologia; responsabilità, perché il riconoscimento legislativo rischierebbe di rimanere incompiuto se non fosse accompagnato da un profondo cambio di paradigma.
Le prospettive
La legge, infatti, offre gli strumenti per costruire questo cambiamento. Pone le basi per il progressivo inserimento delle prestazioni dedicate all’obesità nei Livelli essenziali di assistenza, per l’integrazione della patologia nel Piano nazionale della Cronicità, per la realizzazione di Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali multidisciplinari e per lo sviluppo di un sistema nazionale di monitoraggio epidemiologico. Non si tratta di semplici adempimenti amministrativi, ma di condizioni necessarie affinché ogni paziente possa accedere a un percorso di presa in carico continuo e appropriato.
Il carico di malattia
Le motivazioni che rendono necessaria questa trasformazione sono ormai evidenti anche al nostro legislatore. Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale causa di morte nel nostro continente e assorbono ogni anno circa 282 miliardi di euro nell’Unione Europea, dei quali 42 gravano sul sistema sanitario italiano. Una quota importante di questo carico sanitario, economico e sociale è legata all’obesità, uno dei principali determinanti modificabili delle malattie cardiovascolari. Agire precocemente significa, quindi, intervenire sulla sostenibilità futura dei sistemi sanitari. E, ancora prima, sulla salute delle persone.







