La Giornata mondiale

Oggi la giornata della sindrome di Down, l’AI scende in campo per eliminare le parole usate come insulti

Rivoluzionare il linguaggio per renderlo sempre più inclusivo, al via la campagna “JUST EVOLVE”

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La “parola con la R” potrebbe essere un lontano ricordo. Usata per offendere - spesso non intenzionalmente - le persone affette dalla sindrome di Down, l’espressione potrebbe essere presto cancellata dall’intelligenza artificiale.

L’associazione CoorDown ha creato un agente AI - a cura del team di FAIRFLAI - addestrato per guidare gli utenti che navigano sul web a capire qualcosa di più sulla condizione genetica causata dalla presenza di un cromosoma in più. È soltanto una delle tante iniziative organizzate dal coordinamento nazionale e - tra i progetti - c’è anche un film.

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L’inventiva nata per sensibilizzare sulla condizione in occasione della Giornata Mondiale, istituita nel 2007 dalle Nazioni Unite, e che quest’anno come tema ha optato sulla solitudine.

Focus sui numeri, oltre 1000 bambini nel mondo nascono con la sindrome di Down

Un’anomalia genetica temuta, ma che è più comune di quel che si pensi. Diagnosticata durante la gestazione attraverso appositi esami, si stima che a nascere con la sindrome di Down sia un neonato ogni 1.000. Le conseguenze riguardano lo stile di apprendimento, oltre le caratteristiche fisiche e la salute stessa del nascituro.

Secondo i dati dell’Onu, ogni anno la trismonia è diagnosticata a circa 3.000-5.000 bambini, mentre sono oltre 250.000 le famiglie colpite negli Stati Uniti. In Italia sfondato il tetto dei 40.000 casi. Diventa necessario per migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome di rispondere alle loro esigenze sanitarie, in particolare attraverso controlli medici regolari per monitorare le loro condizioni fisiche e mentali e per fornire interventi quando necessario. Ma a destare preoccupazione è la loro solitudine, non a caso è il tema scelto per la quasi ventennale edizione della Giornata Mondiale.

La rivoluzione (gentile) della campagna “JUST EVOLVE”

Oltre 10 milioni di persone sono state coinvolte dal film “JUST EVOLVE” sulle diverse piattaforme social. Un movimento globale che sta mobilitando milioni di persone in tutto il mondo per creare una cultura del rispetto e dell’inclusione a partire dal linguaggio.

A dichiaralo è CoorDown che per quest’anno ha lanciato un film, vuole inoltre dare il via ad una vera e propria rivoluzione del linguaggio usato sul web grazie all’intelligenza artificiale.

Protagonista del film è un giovane con sindrome di Down - interpetato dal giovane attore inglese Noah M Matofsky - che dialoga con uomo per convincerlo a non usare più la “parola con la R”. Sullo schermo si alternano esempi storici di vecchie abitudini del passato, quali quella di lavare il bucato con l’urina e di vendere la propria moglie al mercato, per sfidare l’antagonista del cortometraggio.

L’intelligenza artificiale scende in campo in un altro progetto per aiutare gli internauti non solo ad eliminare dal proprio vocabolario termini che possono risultare offensivi, ma soprattutto per diffondere consapevolezza.

Presidente di CoorDown: «Le parole che scegliamo modellano la realtà».

Sono le parole di Martina Fuga, Presidente di CoorDown, a lanciare un messaggio di speranza: «Siamo consapevoli che il 90% delle volte che le persone usano queste parole non è per offendere direttamente le persone con disabilità. Ma il loro utilizzo contribuisce a creare un contesto culturale che associa la disabilità a incapacità, fallimento e marginalità. Le parole che scegliamo modellano la realtà sia quella degli altri che la nostra percezione di essa, possono includere o escludere e chiarire o confondere. Vogliamo chiedere - conclude - a ogni persona che ancora oggi pronuncia queste espressioni dannose di smettere. Non perché “non si può più dire niente”. Ma perché appartengono al passato».

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