Oggi la giornata della sindrome di Down, l’AI scende in campo per eliminare le parole usate come insulti
Rivoluzionare il linguaggio per renderlo sempre più inclusivo, al via la campagna “JUST EVOLVE”
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
La “parola con la R” potrebbe essere un lontano ricordo. Usata per offendere - spesso non intenzionalmente - le persone affette dalla sindrome di Down, l’espressione potrebbe essere presto cancellata dall’intelligenza artificiale.
L’associazione CoorDown ha creato un agente AI - a cura del team di FAIRFLAI - addestrato per guidare gli utenti che navigano sul web a capire qualcosa di più sulla condizione genetica causata dalla presenza di un cromosoma in più. È soltanto una delle tante iniziative organizzate dal coordinamento nazionale e - tra i progetti - c’è anche un film.
L’inventiva nata per sensibilizzare sulla condizione in occasione della Giornata Mondiale, istituita nel 2007 dalle Nazioni Unite, e che quest’anno come tema ha optato sulla solitudine.
Focus sui numeri, oltre 1000 bambini nel mondo nascono con la sindrome di Down
Un’anomalia genetica temuta, ma che è più comune di quel che si pensi. Diagnosticata durante la gestazione attraverso appositi esami, si stima che a nascere con la sindrome di Down sia un neonato ogni 1.000. Le conseguenze riguardano lo stile di apprendimento, oltre le caratteristiche fisiche e la salute stessa del nascituro.
Secondo i dati dell’Onu, ogni anno la trismonia è diagnosticata a circa 3.000-5.000 bambini, mentre sono oltre 250.000 le famiglie colpite negli Stati Uniti. In Italia sfondato il tetto dei 40.000 casi. Diventa necessario per migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome di rispondere alle loro esigenze sanitarie, in particolare attraverso controlli medici regolari per monitorare le loro condizioni fisiche e mentali e per fornire interventi quando necessario. Ma a destare preoccupazione è la loro solitudine, non a caso è il tema scelto per la quasi ventennale edizione della Giornata Mondiale.







