Ok dell’Eurocamera alla direttiva vittime, approvate tutele del ddl Zan
Il ddl Zan è stato affossato in Senato nel 2021. Dopo cinque anni, parte del disegno di legge sarà nuovamente messa al voto (ma dall’Eurocamera)
2' di lettura
I punti chiave
2' di lettura
Via libera dell’Eurocamera alle nuove norme Ue per rafforzare la tutela delle vittime di reato, con protezioni specifiche per chi ha subito violenza sessuale o crimini legati all’orientamento sessuale, all’identità di genere o alla disabilità. La direttiva sulle vittime, approvata in plenaria a Strasburgo con 440 voti a favore, 49 contrari e 84 astensioni, introduce anche alcune garanzie che in Italia erano state previste dal ddl Zan, affossato al Senato nel 2021. Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio Ue. I Paesi membri avranno poi due anni di tempo per recepirlo nei rispettivi ordinamenti nazionali.
La direttiva - firmata dagli eurodeputati Javier Zarzalejos e Lucia Yar - punta a prendersi cura delle persone che hanno subito violenze, stalking, abusi sessuali e reati d’odio. Il testo riprende un principio contenuto nell’articolo 6 del disegno di legge contro l’obitransfobia bocciato dal Senato nell’ottobre 2021.
Il ritorno del ddl Zan
L’eurodeputato del Pd Alessandro Zan è tornato a parlare della riforma - di cui lui stesso è stato relatore - alla vigilia del voto. Zan è infatti anche negoziatore del provvedimento per il gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici.
«Quello che la destra italiana ha cancellato con l’affossamento del ddl Zan potrebbe ora tornare in Italia dall’Ue, grazie a questa direttiva che vincolerà tutti gli Stati membri», tuona Zan che, nel caso ci dovesse essere il semaforo verde da parte della plenaria, i 27 paesi dell’Unione avrebbero due anni di tempo per attuare la direttiva.
Chi viene colpito per il proprio orientamento sessuale, la propria identità di genere, il genere o la disabilità - secondo l’eurodeputato Zan - deve avere una «protezione speciale». Ed è stato proprio questo uno degli aspetti più discussi quando il disegno di legge a tutela della comunità LGBTQ+ ha percorso il suo cammino legislativo. Dopo il sì della Camera (265 voti favorevoli) era arrivato lo stop del Senato (154 voti contro 131).







