Agroalimentare

Olio d’oliva, tolleranza zero su frodi e contraffazioni

Riunita la Cabina di regia sui controlli al Masaf: in tre anni verifiche aumentate del 21,1%. Le organizzazioni agricole chiedono attenzione sulle importazioni

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«Dal Governo tolleranza zero nei confronti delle zone d’ombra del settore dell’olio d’oliva. È infatti partito un giro di vite sui controlli che avrà nel mirino chi infrange le regole e punta a sfruttare il marchio made in Italy senza garantirne la qualità». È quanto ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida convocando questa mattina al Masaf la Cabina di regìa sui controlli agroalimentari. Organismo previsto dalla legge 75/2026 contro i reati agroalimentari e composto da esponenti delle forze dell’ordine ma anche da rappresentanti della filiera produttiva e che sta mettendo in campo una campagna straordinaria di controlli sul settore olivicolo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Forte incremento delle attività di controllo

«In soli dieci giorni dal 2 al 13 luglio – ha continuato Lollobrigida - solo l’Ispettorato per il controllo della qualità e la repressione delle frodi (Icqrf) ha controllato 5 milioni di chili di olio e sequestrato merce per 10,3 milioni di euro. Ma questo è solo l’inizio, per il periodo a venire la collaborazione tra le forze dell’ordine nella Cabina di regia e l’attenzione sull’olio sarà massima, rafforzeremo gli strumenti tecnologici a supporto dell’attività ispettiva per rendere ancora più difficile la vita di chi non gioca secondo le regole».

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Di fatto l’Ispettorato ha certificato un incremento dei controlli sull’olio d’oliva del 21,1% dal 2023 a oggi visto che nel 2025 sono state effettuate oltre 7.200 ispezioni. In forte aumento anche il numero degli operatori controllati (+26,6%) e i volumi di prodotto esaminati (+34,3%).

Sotto la lente d’ingrandimento il segmento dell’extravergine

Il giro di vite si è concentrato in particolare sul segmento dell’olio extravergine d’oliva: i controlli dal 2023 a oggi sono cresciuti del 26,4%. Nel 2025 sono state effettuate 2.500 ispezioni che hanno portato alla denuncia di 67 soggetti. Anche nel caso dell’olio extravergine sono cresciuti sia gli operatori controllati (+37,9%) che i volumi di prodotto verificato (+34,3%).

A Palermo sequestrate 60 tonnellate provenienti dalla Tunisia

Proprio nella giornata di ieri, l’Icqrf insieme ad Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza hanno sequestrato oltre 60 tonnellate di olio vergine proveniente dalla Tunisia e spacciato per extravergine.

«Continueremo - ha commentato Lollobrigida - a mantenere altissima l’attenzione sul comparto olivicolo, rafforzando la collaborazione tra le amministrazioni coinvolte e gli strumenti a disposizione delle attività ispettive, a difesa della qualità, della legalità e delle imprese che rispettano le regole».

Lollobrigida: in tre anni stanziate risorse per 1,9 miliardi

«L’olio di oliva italiano non ha eguali – ha aggiunto Lollobrigida - e noi lo proteggiamo rendendo le aziende più forti e per migliorare la produzione. In questi tre anni abbiamo reso disponibili quasi 1,9 miliardi di euro di risorse per rendere competitivo e forte un settore importante, esposto a una fortissima concorrenza. Lavoriamo anche per promuovere questa nostra eccellenza, dallo scorso fine settimana sulle reti Rai è partita una campagna pubblicitaria per sensibilizzare gli italiani, i primi consumatori di olio, all’importanza della sua origine e quindi della sua qualità».

Sicolo (Cia): più controlli alle frontiere sull’import

«Chiediamo per l’olio d’oliva – ha aggiunto il vicepresidente di Cia Agricoltori italiani, Gennaro Sicolo – controlli a tappeto come per il vino. Chiediamo controlli alle frontiere perché Spagna e Grecia a causa della siccità non hanno realizzato produzioni di qualità. Noi invece produciamo 250mila tonnellate e ne abbiamo 130mila in giacenza. Da gennaio non vendiamo un litro d’olio. Stiamo per presentare esposti alle procure di Bari, Catanzaro e Palermo perché abbiamo notizie di situazioni anomale ai danni dell’olio italiano».

«Siamo d’accordo che vengano rafforzati i controlli alle frontiere – ha aggiunto il dg di Confagricoltura, Roberto Caponi – sul prodotto importato. Notiamo che nelle verifiche effettuate si registra un miglioramento della capacità di incidenza. E questo significa che è anche migliorata l’attività di intelligence effettuata a monte della scelta del campione da controllare. Il sistema sta funzionando».

Prandini (Coldiretti): vietare le miscele di extravergine

«La Cabina di regìa – ha aggiunto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – è un importante momento di confronto con le forze dell’ordine. I numeri disegnano un importante incremento dei controlli e delle sanzioni. Vogliamo che vengano utilizzate tecnologie più al passo coi tempi come mappa isotopica e mappa genomica. Vogliamo che vengano collegati il registro Sian con i fascicoli aziendali, vogliamo che venga introdotto un preavviso prima di importare oli sfusi, vogliamo che vengano vietate le miscelazioni tra oli di diversa origine e vogliamo che vengano rafforzati i controlli sui luoghi di somministrazione perché c’è una legge del 2014 (la n. 161 ndr) che impone il ricorso a tappi antirabocco ma non è mai stata fatta rispettare»

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