Olio, la Sicilia cerca più valore: la sfida è l’innovazione
Dalle giacenze alla modernizzazione degli impianti, fino ai modelli di aggregazione e al biologico: a Mondello il confronto sul futuro della filiera olivicola siciliana
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Sedici mila tonnellate di olio ancora nei magazzini a fine luglio, una nuova campagna alle porte e una struttura di trasformazione che conta oltre 600 frantoi. Per l’olivicoltura siciliana la partita non si gioca più soltanto sulla quantità e sulla qualità della produzione, ma sulla capacità di trasformarle in valore: impianti più efficienti, tecnologia, aggregazione tra operatori, servizi e maggiore forza commerciale. Un passaggio decisivo per una regione che produce circa il 12% dell’olio italiano, contro il 51% della Puglia, ma dispone di una rete di frantoi numericamente non molto distante da quella della regione leader.
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Il peso della filiera e il nodo delle giacenze
Il mercato arriva alla nuova campagna con scorte decisamente superiori a quelle di un anno fa. Al 31 luglio in Italia erano detenute 233.377 tonnellate di oli di oliva, il 43,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La Sicilia ne concentrava 15.908 tonnellate, di cui 9.950 di extravergine. Il confronto restituisce le diverse dimensioni delle principali regioni produttrici: le giacenze raggiungevano 73.559 tonnellate in Puglia e 29.735 in Calabria.
È in questo scenario che da oggi (10 settembre) al 12 settembre a Mondello torna L’Isola del Tesolio 2026, promosso da Oro Sicilia, Cofiol e Oleifici Barbera con il sostegno dell’assessorato regionale dell’Agricoltura. Tre le direttrici: integrazione e solidarietà di filiera, innovazione e formazione, internazionalizzazione e sviluppo commerciale.
Oltre 600 frantoi, la sfida è innovare
Il vero nodo industriale è quello della trasformazione. La Sicilia, con 616 frantoi attivi, è terza in Italia dopo Puglia, con 746, e Calabria, con 718. Una rete capillare, che rappresenta una forza ma pone anche un problema di dimensione degli impianti, efficienza e capacità di investimento.
Il Pnrr ha assegnato alla Regione 12,69 milioni di euro per l’ammodernamento degli impianti di lavorazione, stoccaggio e confezionamento e per migliorarne sostenibilità ed efficienza. La dotazione è stata successivamente indicata dalla Regione in circa 13,5 milioni, con 45 progetti finanziati.








