Oltre i Leoni, cosa resterà di questa Mostra di Venezia?
Il “mondo dell’informazione” e il “passato per parlare del presente”: bilancio di un’edizione davvero eccellente
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Concluso un grande festival, l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori finisce naturalmente sul palmarès, andando a discutere se i premi assegnati siano stati appropriati oppure no.
Dall’assenza di film italiani alla vittoria del Leone d’oro di “Woman Unknown”, i motivi per fare polemica certo non mancano, ma il valore di un festival non può e non deve essere ridotto solo a commentare gli esiti del lavoro della giuria: oltre ai Leoni, infatti, c’è molto da analizzare, soprattutto dopo un’edizione così importante e ricca di film di alto livello com’è stata questa 83esima Mostra del Cinema di Venezia.
Giornalismo e mondo dell’informazione
Partiamo da una tematica, assoluta protagonista di questa edizione. Sarà per le costanti paure di imbattersi in fake news, sarà per il crescente potere dell’intelligenza artificiale anche nel mondo dell’informazione, ma l’universo giornalistico è stato decisamente al centro di un’edizione che si è interrogata a fondo su come dovrebbero essere raccontati i fatti nel mondo di oggi e in quello di ieri.
È uno spunto già presente nel film d’apertura del concorso: “Ink” (un buon lungometraggio di Danny Boyle, capace di sposare forma e contenuto) racconta la rinascita del quotidiano The Sun, dopo l’acquisizione di Rupert Murdoch e la scelta di Larry Lamb come direttore, mostrando come quella ricerca di notizie scioccanti e di contenuti che oggi definiremmo “acchiappaclick” sia una sorta di anticipazione del mondo mediatico odierno.















