Crociera

Focolaio di hantavirus sulla crociera Mv Hondius: nuovo caso in Argentina non collegato ai contagi a bordo

La nave olandese con passeggeri infetti arriva alle Canarie, mentre in Argentina si registra un caso isolato di hantavirus, confermando la complessità della diffusione del virus.

di Enrico Bronzo

aggiornato il 6 maggio ore 21:55

La nave da crociera MV Hondius è ormeggiata in un porto di Praia, a Capo Verde, mercoledì 6 maggio 2026. Sabato sarà a Tenerife. (Foto AP/Misper Apawu) -    Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna APN

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Le autorità argentine hanno ricostruito il viaggio della coppia olandese che per prima ha mostrato i sintomi da hantavirus a bordo della Mv Hondius determinando un itinerario compatibile con un contagio contratto in una delle zone endemiche del ceppo andino. I coniugi avevano viaggiato tra Cile, Uruguay e Argentina prima di imbarcarsi sulla nave da crociera, ha dichiarato il ministero della Salute argentino. La coppia, marito e moglie, era arrivata in Argentina il 27 novembre, per poi recarsi in Cile e Uruguay prima di tornare in Argentina il 27 marzo e imbarcarsi sulla nave il primo aprile.

La nave da crociera oceanica olandese Mv Hondius, 82 cabine, con un focolaio di hantavirus a bordo, arriverà sabato 9 maggio all’isola di Tenerife alle Isole Canarie, in Spagna. L’evacuazione della nave avverrà probabilmente lunedì 11 maggio, ha informato il ministero spagnolo degli Interni in una nota. Sono 14 gli spagnoli che saranno portati su un volo militare alla struttura militare, dove saranno sottoposti a quarantena. Per gli altri passeggeri europei, il governo spagnolo offrirà a ogni Stato membro della Ue la possibilità di rimpatriare i propri connazionali e, nel caso in cui alcuni non sia possibile, sarà la Commissione europea a farsi carico del trasferimento.

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“Per l’evacuazione dei passeggeri provenienti da Paesi terzi, domani si svolgerà una riunione specifica con il ministero degli Esteri per coordinare le azioni previste”, segnala la nota. “Tutti i passeggeri resteranno sulla nave crociera fino all’arrivo dei propri aerei” inviati dai Paesi d’origine, conclude il ministero.

I passeggeri stranieri saranno evacuati nei rispettivi Paesi d’origine. Lo ha annunciato il 6 maggio la ministra spagnola della Sanità, Monica Garcia, nella conferenza stampa successiva alla riunione interministeriale alla Moncloa - sede della Presidenza del Governo - sulla crisi sanitaria.

Un aereo a bordo del quale si trovava uno dei passeggeri evacuati dalla nave è atterrato in serata ad Amsterdam, dopo la partenza d’urgenza da Capo Verde. Lo ha constatato l’Afp. Altri due evacuati che si trovavano a bordo di un altro aereo ambulanza, costretto a uno scalo tecnico alle Canarie per riparare la bolla protettiva di un paziente, dovranno invece cambiare aereo prima di riprendere il viaggio verso l’Olanda, ha fatto sapere il ministero della Sanità spagnolo.

I 14 spagnoli che viaggiano sulla nave saranno sottoposti a controlli alle Canarie e trasferiti in aereo a Madrid, dove resteranno in quarantena all’ospedale Ulla di Madrid.

Territorio d’Oltremare britannico nel Sud Atlantico

Sant’Elena, Ascensione e Tristan da Cunha

Ma la notizia del giorno è che 23 passeggeri della nave da crociera MV Hondius erano già sbarcati più di due settimane fa, sull’isola di Ascensione, 10 giorni dopo il primo decesso a bordo (Sant’Elena, Ascensione e Tristan da Cunha formano un Territorio d’Oltremare britannico nel Sud Atlantico, ndr).

Da lì, il 21 aprile, hanno iniziato il ritorno verso i loro Paesi. Lo riferisce al quotidiano spagnolo El Pais un passeggero spagnolo. “Nei Territori d’Oltremare sono scese 23 persone e, fino a tre giorni fa, nessuno le aveva contattate”, ha detto il crocierista.

Una di questa 23 persone è a Zurigo. “Le autorità svizzere hanno confermato un altro “caso di hantavirus . Lo comunica l’Organizzazione mondiale della sanità, in un post diffuso anche via X. “L’uomo di nazionalità svizzera - spiega l’agenzia Onu per la salute - aveva risposto a un’e-mail dell’operatore della nave, che informava i passeggeri (anche quell sbarcati, ndr) dell’evento sanitario” verificatori a bordo “e si è presentato in un ospedale di Zurigo, in Svizzera, dove sta ricevendo le cure necessarie.

Al 6 maggio, riepiloga l’Oms “si registrano 8 casi, di cui 3 confermati come hantavirus tramite test di laboratorio. 

Il paziente si è presentato in ospedale lunedì “con lievi sintomi respiratori” spiegando di “essere stato un passeggero di questa nave da crociera, di essere a conoscenza della situazione relativa all’hantavirus, il che gli ha permesso di essere trattato in isolamento fin dall’inizio”, ha dichiarato all’Afp Manuel Schibler, responsabile del laboratorio di virologia degli Ospedali Universitari di Ginevra, struttura che ha eseguito il test sull’uomo.

La moglie, che “non ha ancora manifestato alcun sintomo, si è autoisolata per precauzione”, ha spiegato il ministero della Salute svizzero. Le autorità stanno indagando per accertare se il paziente abbia avuto contatti con altre persone durante il periodo di malattia.

Anche il ministero svizzero ha precisato che, “a differenza degli hantavirus europei, che si trasmettono attraverso gli escrementi di roditori infetti, la variante americana può essere trasmessa da persona a persona, sebbene tali casi siano rari”.

Tuttavia, è stato sottolineato, la trasmissione è possibile solo “in caso di stretto contatto”.

Pertanto, si ritiene “improbabile che si verifichino ulteriori casi in Svizzera” e viene definito “basso il rischio per la popolazione”.

Nuovo caso di hantavirus in Argentina, non legato ai contagi sulla nave

Un nuovo caso di hantavirus è stato riscontrato nelle ultime ore in Argentina nella città andina di San Carlos de Bariloche, provincia di Rio Negro, regione riconosciuta dalle autorità sanitarie nazionali e dall’Oms come uno dei serbatoi di origine del ceppo andino del virus che ha causato il focolaio sulla nave da crociera Mv Hondius.

Il nuovo caso, riferiscono le autorità sanitarie locali, riguarda un uomo di 45 anni ricoverato da domenica in terapia intensiva ma in “condizioni stabili e senza assistenza respiratoria”. “In conformità con i protocolli sanitari vigenti nella provincia - si legge in un comunicato - sono stati identificati e isolati due contatti stretti: la sua attuale compagna e suo figlio.

Entrambi rimangono nelle rispettive abitazioni sotto sorveglianza epidemiologica per escludere la comparsa di eventuali sintomi compatibili con la malattia”. Il caso non è tuttavia ancora riconducibile al focolaio della nave Hondius.

Sebbene la provincia di Rio Negro è riconosciuta dalle autorità sanitarie nazionali e dall’Oms come uno dei serbatoi endemici del ceppo andino del virus riscontrata nel focolaio della crociera olandese, la città di Bariloche si trova tuttavia a oltre 2000 chilometri a nord del porto di Ushuaia, nella Terra del Fuoco, da dove salpò la Mv Hondius il primo aprile e non sono ancora emersi indizi su una eventuale visita di passeggeri in questa zona.

Il virus

Il tipo di virus responsabile di questo focolaio è stato confermato come hantavirus ceppo Andes dall’Istituto nazionale per le malattie infettive in Sudafrica e gli Ospedali Universitari di Ginevra in Svizzera.

La conta

 Le 149 persone - di 23 nazionalità - di cui si era parlato finora, quindi, in principio erano 172. Ma mentre la maggior parte rimane sulla nave, sotto rigide misure igieniche e di isolamento, 23 come detto sono tornate a casa e conducono una vita senza alcun controllo. “L’australiano in Australia, quello di Taiwan a Taiwan, gli americani in ogni angolo del Nord America. L’inglese in Inghilterra, gli olandesi a casa loro. Non ricordo da dove venissero gli altri, ma nessun spagnolo”, ha specificato un passeggero.

A bordo si trovano 19 passeggeri e quattro membri dell’equipaggio britannici. Uno di essi, un medico di 56 anni, è stato evacuato dalla nave, dopo aver mostrato sintomi, ed è in “condizioni stabili”. Il Foreign Office sta organizzando il rientro.

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Possibile la trasmissione di hantavirus da uomo a uomo

E’ possibile la trasmissione da uomo a uomo dell’hantavirus. Lo afferma l’Oms: «Riteniamo che possa esserci una trasmissione da uomo a uomo tra i contatti più stretti», ha dichiarato Maria Van Kerkhove, direttrice per la preparazione e la prevenzione delle epidemie e pandemie dell’Oms.

«Considerata la durata del periodo di incubazione dell’hantavirus, che può variare da una a sei settimane, presumiamo che siano stati infettati al di fuori della nave», e «riteniamo che possa esserci stata una trasmissione da uomo a uomo tra coloro che sono stati a stretto contatto».

 Il focolaio, comunque, presenta un basso rischio per la popolazione. Lo ha dichiarato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, il belga Hans Henri P. Kluge. “Il rischio per la popolazione in generale rimane basso. Non c’è bisogno di panico o di restrizioni di viaggio”, ha affermato Hans Kluge in una dichiarazione, aggiungendo che le infezioni da hantavirus sono “rare e solitamente legate all’esposizione a roditori infetti”.

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Crociera Mv Hondius iniziata il 1° aprile

L’incubo a bordo della nave da crociera assediata dall’hantavirus mentre era in viaggio sull’Oceano Atlantico, comincia il 6 aprile, pochi giorni dopo la partenza.

L’imbarcazione salpa l’1° aprile da Ushuaia, in Argentina.

Il 6 aprile un olandese (70 anni) comincia ad accusare dei sintomi a bordo: febbre, mal di testa, diarrea lieve. Sembra inizialmente qualcosa di gestibile, ma il paziente peggiora e l’11 aprile comincia a manifestare difficoltà respiratorie. Lo stesso giorno muore sulla nave (caso 1).

Non vengono effettuati test microbiologici e la salma del passeggero viene trasportata a Sant’Elena (territorio britannico d’oltremare) il 24 aprile.

Ma è solo l’inizio di una catena di malori che porterà poi successivamente le autorità sanitarie a lanciare un’indagine ad ampio raggio per tracciare ogni possibile contatto.

Quel 24 aprile a Sant’Elena viene sbarcata anche la moglie sempre olandese (69 anni) che era stata a stretto contatto con il caso 1 e lamenta sintomi gastrointestinali. Le sue condizioni peggioreranno proprio durante il viaggio in aereo per Johannesburg, in Sudafrica, il 25 aprile.

Muore in pronto soccorso il 26 aprile.

Un passeggero, poi deceduto a causa di un’infezione da hantavirus, era salito brevemente a bordo di un volo Klm da Johannesburg ai Paesi Bassi, ma fu fatto scendere dall’aereo prima del decollo. Lo ha dichiarato la compagnia aerea. “A causa delle condizioni del passeggero in quel momento, l’equipaggio ha deciso di non consentirgli di viaggiare su questo volo”, ha affermato Klm, riferendosi al volo KL592 da Johannesburg ad Amsterdam del 25 aprile alle 23:15 ora locale.

Sulla nave, che arriverà alle isole Canarie sabato, ci sarà anche la salma di un passeggero tedesco, non essendo stato possibile procedere alla cremazione a Capo Verde, come riferito dall’Organizzazione mondiale della sanità. “La salma è stata conservata in una cella frigorifera e verrà trasportata via mare”, ha dichiarato Ann Lindstrand, rappresentante dell’Oms nel Paese. L’Oms ha precisato che non è ancora stato verificato se il passeggero fosse un caso confermato di hantavirus.

Nessun italiano a bordo

“A bordo della nave non sono presenti passeggeri di nazionalità italiana”. Lo afferma il ministero della Salute in riferimento alla nave da crociera Hondius teatro di un focolaio di hantavirus.

L’ipotesi birdwatching prima della partenza

L’hantavirus sarebbe arrivato a bordo della nave Hondius dopo un’escursione di birdwatching fatta da una coppia in una discarica. Lo scrive l’Ap citando due funzionari argentini che indagano sull’epidemia. L’ipotesi principale è che la coppia olandese - entrambi deceduti - abbia contratto il virus durante un’escursione a Ushuaia - quindi prima della partenza, in Argentina, dove hanno visitato una discarica dove potrebbero essere entrati in contatto con i topi portatori dell’infezione.

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