Oncologi: Parlamento acceleri su legge per aumentare il prezzo delle sigarette
La proposta di iniziativa popolare “5 euro contro il fumo” promossa da Aiom, Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Aiom è stata depositata a Palazzo Madama
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A poche settimane dal raggiungimento delle 50mila firme richieste dalla Costituzione per portare in Parlamento la legge di iniziativa popolare sull’aumento del prezzo dei prodotti da fumo, i promotori della campagna “5 euro contro il fumo” richiamano le istituzioni alla tempestività. “Chiediamo che la legge sia quanto prima calendarizzata in Senato e discussa in Aula”, affermano i promotori dell’iniziativa - Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom - che oggi hanno tenuto una conferenza stampa sul tema.
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In quattro mesi raccolte 52mila firme
La campagna ha raccolto in quattro mesi oltre 52 mila firme, che sono state consegnate al Senato. “Entro 3 mesi, secondo quanto previsto dal regolamento, ci aspettiamo l’esame del disegno di legge e la calendarizzazione della sua presentazione in Assemblea”, sottolineano il presidente di Fondazione Aiom Francesco Perrone, il consigliere delegato di Fondazione Airc Daniele Finocchiaro, Giulia Veronesi, membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi, e il presidente Aiom (Associazione italiana dio oncologia medica) Massimo Di Maio.
In Italia ogni anno si stimano 93mila decessi l’anno attribuibili al tabagismo, mentre i costi economici correlati ammontano a 23 miliardi di euro l’anno. “In Italia il prezzo medio delle sigarette ammonta a circa 6 euro ed è molto basso rispetto al resto d’Europa - sottolinea Silvano Gallus, responsabile del Laboratorio di ricerca sugli stili di vita dell’Istituto Mario Negri -. Secondo l’Oms e la Banca Mondiale il forte aumento del prezzo rappresenta la via maestra da seguire. È importante che il provvedimento sia per tutti i prodotti fumo correlati, come le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato”.
Investire sulla prevenzione
“Nonostante le norme sempre più restrittive, oltre 10 milioni di persone nel nostro Paese fumano regolarmente - aggiunge Perrone -. Spaventa soprattutto la grande diffusione tra i giovanissimi. Più del 10% degli under 19 è tabagista e di questi uno su dieci consuma già più di mezzo pacchetto al giorno”. “Il fumo non è solo responsabile di numerose neoplasie ma è anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) – spiega Veronesi -. Favorisce poi l’insorgenza di patologie cardiovascolari e metaboliche. Una persona che fuma tutta la vita ha il 50% di probabilità di morire per una malattia fumo-correlata”. Per Finocchiaro “finanziare la ricerca oncologica significa anche promuovere una cultura della prevenzione”. ”. “Il tumore del polmone è paradigmatico circa il pericolo rappresentato dalle sigarette ed è, infatti, responsabile dell’85-90% di tutti i casi registrati in Italia – sostiene Di Maio -. Ma esistono altri stili di vita associati a rischi per la salute, come l’uso di alcol, la sedentarietà o l’eccesso di peso. Anche questi vanno contrastati attraverso iniziative sia legislative che di sensibilizzazione della popolazione. Era importante partire dal fumo, ma non intendiamo certo fermarci qui”.
Ottimisti i promotori dell’iniziativa, che auspicano si ripeta quanto avvenuto con la legge sul diritto all’oblio: “chiediamo un impegno forte e responsabile del Senato che permetta una discussione della legge in tempi rapidi e la sua approvazione con il voto unanime di tutte le forze parlamentari”, concludono.






