La novità

Opit lancia il “Professional Doctorate in Applied Artificial Intelligence”

L'istituzione accademica fondata da Francesco Profumo e Riccardo Ocleppo rafforza il posizionamento internazionale con un nuovo percorso d'eccellenza progettato per chi lavora e basato su ricerca applicata, flessibilità e standard europei (EQF/MQF livello 8)

di Redazione Scuola

Francesco Profumo  Imagoeconomica

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OPIT (Open Institute of Technology), istituzione accademica leader nell'erogazione di lauree triennali e magistrali online in ambito tecnologico, annuncia il lancio del “Professional Doctorate in Applied Artificial Intelligence”, un dottorato professionale internazionale interamente online dedicato all'Intelligenza Artificiale in partenza a settembre 2026. Il nuovo percorso di dottorato è un titolo di livello 8 secondo il sistema europeo delle qualifiche EQF/MQF, consiste in 180 ECTS su tre anni. È pensato per professionisti con esperienza, dirigenti e manager interessati a un percorso di ricerca applicata sull'uso dell'IA per guidare il cambiamento e l'innovazione nel proprio settore.

Il programma

Il programma, completamente online, si posiziona tra le prime iniziative in Italia e in Europa nell'ambito dei dottorati professionali applicati all'IA e rappresenta una tappa fondamentale di OPIT, dopo tre anni di presenza sul mercato dell'education: l'istituzione accademica nasce infatti nel 2023 grazie all'intuizione di due personalità di primo piano, Francesco Profumo (Rettore di OPIT, già Ministro dell'Istruzione) e Riccardo Ocleppo (imprenditore e fondatore).

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La risposta

Il “Professional Doctorate in Applied Artificial Intelligence”, frequentabile anche in modalità part-time, nasce per rispondere a una domanda crescente di percorsi dottorali più vicini alle esigenze del mondo del lavoro, in un contesto in cui l'adozione dell'IA sta trasformando rapidamente processi, regole e modelli organizzativi. A differenza del PhD tradizionale, più orientato alla ricerca accademica, questo dottorato valorizza la ricerca applicata: rigore metodologico e sviluppo di progetti di ricerca applicata che puntano a un impatto diretto e a risultati concreti e misurabili.

L'impatto nel mondo reale

Tra gli elementi distintivi del programma c'è l'attenzione all'impatto nel mondo reale: la valutazione non riguarda solo la solidità della ricerca, ma anche la capacità di produrre soluzioni trasferibili e utilizzabili in contesti operativi. Inoltre, la formula interamente online offre un percorso rigoroso ma compatibile con l'attività professionale, come alternativa a molti dottorati sull'IA che richiedono presenza continua e un'impostazione fortemente laboratoriale. “In un mondo in cui la conoscenza evolve a una velocità senza precedenti, l'educazione non può più essere considerata una fase della vita, ma un processo continuo” - dichiara Francesco Profumo, rettore di OPIT. “Programmi di dottorato innovativi come quello di OPIT rappresentano un passo importante per formare professionisti capaci di guidare il cambiamento tecnologico e sociale. Investire nel lifelong learning significa investire nel futuro delle persone e delle nostre società”.

I destinatari

Il programma si rivolge a professionisti di settori come tecnologia, sanità, finanza, istruzione, manifattura, politiche pubbliche e consulenza ma anche a specialisti e ricercatori orientati all'applicazione che vogliono integrare l'IA nella propria disciplina e anche a docenti e ricercatori interessati a rafforzare il proprio profilo, collegare ricerca e insegnamento e guidare l'adozione dell'IA nel proprio ambito.
“Un percorso strutturato di ricerca applicata è il naturale completamento di un percorso accademico che tradizionalmente si conclude con la laurea magistrale. Alla luce dei grandi cambiamenti sociali e professionali derivanti dalla rivoluzione in corso, vi sarà sempre più bisogno di leader che - supportati da un forte approccio metodologico - sappiano usare l'IA in modo responsabile e produttivo, traducendo possibilità tecniche in decisioni e risultati concreti” - aggiunge Riccardo Ocleppo, fondatore e direttore di OPIT. “Questo dottorato nasce per colmare un vuoto: non un percorso incentrato solo sulla teoria o su ambiti troppo specifici, ma un dottorato che mette l'IA al centro come leva strategica per affrontare sfide reali di aziende, istituzioni e società, con la flessibilità necessaria per chi lavora”.

Ammissione su selezione

L'ammissione è su selezione e richiede la pre-approvazione di un “research proposal” da parte del Comitato Scientifico del dottorato. Possono candidarsi persone con laurea magistrale (EQF 7) in discipline STEM; in alternativa, con laurea magistrale in altre discipline e almeno cinque anni di esperienza professionale in ambiti in cui l'IA esercita un impatto rilevante. È inoltre richiesto un livello adeguato di inglese, dimostrabile mediante un titolo di studio conseguito in inglese o con certificazioni riconosciute (ad esempio TOEFL, IELTS, Duolingo o Cambridge). Il programma prevede anche un'uscita intermedia: dal secondo anno, chi non prosegue fino al titolo di dottorato può ottenere il Master of Philosophy (MPhil) in Applied Artificial Intelligence (livello EQF 7), a condizione di aver completato con successo parte del percorso e di aver presentato una proposta di ricerca valutata positivamente.
“La sfida non è sapere cos'è l'IA, ma saperla governare e applicare in modo rigoroso e responsabile per generare valore”, conclude il professor Lorenzo Livi, direttore del programma e responsabile accademico di OPIT. “Formiamo figure capaci di progettare e condurre ricerca applicata solida dal punto di vista metodologico, guidare trasformazioni abilitate dall'IA, fare da ponte tra competenze tecniche e bisogni delle organizzazioni, e promuovere un'adozione etica e sostenibile dell'intelligenza artificiale”.

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