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Oppo Reno 14 è uno smartphone tuttofare (per la fascia media)

Debutta in Italia la famiglia Reno del produttore cinese che punta su Gemini e sulla fotografia. Ecco la nostra recensione

3' di lettura

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Dopo il debutto in Cina arriva anche in Italia Oppo Reno14. La nuova famiglia include Serie Reno14, che include i nuovi Reno14 5G e Reno14 F e FS 5G. La promessa è chiara: portare l’intelligenza artificiale al centro dell’esperienza fotografica. Non solo filtri o miglioramenti marginali, ma strumenti di scatto e di editing che usano reti neurali per gestire luce e colore in tempo reale.

La nostra prova

 Abbiamo provato Oppo Reno 14 in queste settimane e al produttore cinese va dato il merito di essere una azienda di telefonini coraggiosa che non va mai data per scontata. Come ad esempio le scelte stilistiche e di design che rompono con il passato e con la concorrenza. Il design è diverso degli altri e deve piacervi. La qualità della fotografica è buona per essere fascia media. E’ un telefonino costruito e pensato bene. Mentre la batteria non è il suo punto di forza.

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I punti di forza

Il cuore della proposta è l’AI Flash Photography: foto più nitide anche in condizioni di scarsa luminosità, affiancate da un set di strumenti di ritocco intelligente. Per chi usa lo smartphone come videocamera portatile, la stabilizzazione e le funzioni dedicate ai creator diventano un asset competitivo. La batteria da 6.000 mAh con ricarica rapida a 80W e sistema di raffreddamento mantiene le temperature sotto i 43°C anche in sessioni di gaming estivo e il display AMOLED a 120Hz con certificazione HDR10+ garantisce fluidità. Il design “Mermaidcore”, con scocca ultrasottile da 7,4 mm e certificazioni IP66, IP68 e IP69, posiziona il Reno14 come uno degli smartphone più resistenti e al tempo stesso più leggeri della sua categoria. Quanto al look, deve piacere: finiture iridescenti, giochi di luce multistrato. In un mercato dove le specifiche tecniche tendono ad assomigliarsi, Oppo punta sul linguaggio estetico per differenziarsi. A questo si aggiunge un ecosistema in crescita, con smartwatch e accessori integrati.

Le debolezze

Il posizionamento è quello di fascia media-alta: non intacca i top di gamma di Apple e Samsung, ma rischia di scontrarsi con concorrenti aggressivi come Xiaomi e Honor. Quindi è un ottimo smartphone di fasica media con tante cose che gli altri non hanno. Tecnicamente e in quella fascia di prezzo c’è poco da rimproveragli. Un limite resta quello della percezione del marchio in Europa. Oppo, pur essendo tra i primi cinque produttori globali, deve ancora consolidare la fiducia degli utenti italiani dopo un periodo di incertezza dovuto a tensioni normative e commerciali.

Come è Oppo Reno 14

Il nuovo modello introduce un triplo flash fotografico e un teleobiettivo da 50 megapixel con zoom 3,5x, pensato per migliorare le foto in condizioni di scarsa luminosità. L’intelligenza artificiale corregge espressioni, rimuove riflessi e sfocature, genera nuove varianti delle immagini e si integra con i social. Non è solo un esercizio estetico. Grazie alla partnership con Google, il modello porta Gemini dentro le app OPPO – Note, Calendario, Orologio – permettendo di riassumere documenti, estrarre informazioni da un video YouTube e salvarle direttamente nelle note. Una funzione che anticipa il futuro del rapporto tra smartphone e AI: meno tempo a navigare tra app, più azioni completate in linguaggio naturale. La durata della batteria migliora dopo 2-3 settimane, una volta che si adatta all’uso. Non aspettatevi una durata della batteria super, con un uso intensivo si arriva al massimo a 7 ore. Il prezzo consigliato è 599,99 euro che è giusto se guardiamo alle specifiche tecniche ma è forse troppo vicino a quelli di prima classe scontati.

Cosa cambia nel panorama

La Reno14 Series segna il passaggio dallo smartphone come semplice dispositivo “all-in-one” a piattaforma AI distribuita. Non è più il numero di lenti o la potenza del processore a definire l’esperienza, ma la capacità del telefono di semplificare la vita quotidiana attraverso assistenti generativi integrati. Se questa logica prenderà piede, il Reno14 potrebbe essere ricordato come uno dei primi modelli a rendere l’AI non un optional da smanettoni, ma un servizio plug-and-play per milioni di utenti.

In un mercato maturo e stagnante, dove i cicli di sostituzione superano i quattro anni, la vera innovazione non è tecnica ma di paradigma: far sì che un telefono diventi il ponte naturale tra il mondo reale e l’ecosistema AI. È qui che OPPO, con Google al fianco, prova a giocarsi la partita.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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