Orologi, nella prima metà dell’anno serie di record nelle aste
I nuovi collezionisti disposti a spendere qualsiasi cifra spingono al rialzo le vendite: se nel 2012 i segnatempo battuti per oltre 1 milione di dollari erano stati 13, solo nei primi sei mesi del 2026 sono già 70
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Una casa d’asta, tre città, tre record, nel giro di poco più di un mese: fra il 9 maggio e il 13 giugno, Phillips in Association with Bacs & Russo è riuscita scrivere tre capitoli della storia delle aste di orologi, organizzando prima a Ginevra l’asta con il risultato più alto della storia (96,3 milioni di dollari), poi vendendo a Hong Kong l’orologio più costoso mai battuto nell’intero continente asiatico, e infine a New York quello di una maison indipendente dal prezzo più alto di sempre. Per un altro risultato da record, nella sua storia che quest’anno celebra 230 anni, vendite complessive per 235 milioni di dollari: una cifra mai raggiunta da nessuna casa d’aste in un anno, e che Phillips ha totalizzato in sei mesi.
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Gli orologi che hanno permesso questi risultati sono stati a Ginevra un Patek Philippe Ref. 2523 con sul quadrante dipinto il Sud America (10,3 milioni di dollari); a Hong Kong un altro Patek Philippe Ref. 2499 del 1951, in oro rosa (10,3 milioni di dollari, peraltro il primo orologio a superare questa soglia in Asia); a New York, il F.P. Journe Chronomètre à Résonance “Souscription No. 007 in oro, venduto per 13,9 milioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per un orologio del XXI secolo.
Anche se possono facilmente alimentare una sorta di vertigine con i loro molteplici zero, tali numeri esprimono chiaramente lo stato delle aste di orologi, dove ad alimentare questi prezzi stellari sono diversi fattori. Un report di EveryWatch sottolinea con efficacia la tendenza a spendere sempre di più per assicurarsi l’orologio dei sogni: se nel 2012 i segnatempo battuti per oltre 1 milione di dollari erano stati 13, sono passati a ben 81 nel 2025. E nel 2026, di cui è trascorsa solo la prima metà, si è già raggiunta quota 70.
Sulle cause, gli esperti si dividono, accomunati da buone argomentazioni: per alcuni ad alimentare questo rialzo è una rosa di collezionisti sempre più ristretta e abbastanza nuova nel settore, che spesso ha come protagonisti imprenditori del tech (peraltro stanno aumentando i rivenditori, anche sul mercato secondario, che accettano pagamenti in Bitcoin o Etherium), dalle grandi disponibilità finanziarie e con una cultura orologiera in costruzione, che punta ad accaparrarsi soprattutto i trophy watch e a qualunque costo; per altri, invece, la platea di acquirenti si sta ampliando, poiché oggi attrae collezionisti di altre categorie, come quelli di arte contemporanea, che ne riconoscono un’estensione anche negli orologi. In ogni caso, il 30% dei clienti delle aste da record Phillips era nuovo, e il 35% aveva meno di 40 anni.
Come andrà la seconda parte dell’anno lo vedremo al riaprirsi della stagione, in autunno. I cataloghi per i prossimi appuntamenti stanno prendendo forma proprio in queste settimane, ma qualche annuncio ha già suscitato l’interesse degli appassionati: per esempio, a novembre il primo orologio che Zinedine Zidane si regalò 35 anni fa con il suo primo stipendio di calciatore di prima fascia, un Cartier Pasha, verrà battuto da Christie’s a Ginevra nell’ambito dell’asta benefica Watches For ELA. Sarà anche il voler contribuire alla ricerca medica a spingere i prezzi verso possibili, nuovi record?








