Orticaria che non passa mai? La colpa potrebbe essere di una carenza vitaminica
I ricercatori hanno analizzato il legame tra i livelli della vitamina B12, fondamentale per il sistema immunitario e per la funzionalità del sistema nervoso e diversi parametri della malattia
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Pomfi che bruciano, prurito che non dà tregua, notti insonni a grattarsi senza capire perché. Chi convive con l'orticaria cronica spontanea conosce bene questa routine di disturbi che arrivano all'improvviso, apparentemente senza un motivo. Ma adesso uno studio indiano, effettuato da ricercatori di All India Institute of Medical Sciences (Bibinagar, Hyderabad) e condotto su 57 pazienti adulti seguiti presso un reparto di dermatologia tra settembre 2023 e agosto 2024, accende i riflettori su un nuovo sospettato: la vitamina B12, o meglio, la sua carenza.
I ricercatori hanno analizzato il legame tra i livelli di questa vitamina, fondamentale per il sistema immunitario e per la funzionalità del sistema nervoso e diversi parametri della malattia: la durata dei pomfi, l'intensità del prurito, la presenza di angioedema, i punteggi di attività dell'orticaria e persino la componente autoimmune, valutata con il test cutaneo con siero autologo.
I dati sulla carenza di vitamina B12
Il dato più interessante riguarda proprio la durata dei pomfi. Nei pazienti con carenza di vitamina B12, definita da valori inferiore ai 200 pg/mL, i pomfi restavano visibili in media per 120 minuti, il doppio rispetto ai 60 minuti osservati in chi aveva livelli normali della vitamina. Una differenza che raggiunge la significatività statistica e che si accompagna a una correlazione negativa generale tra livelli di B12 e durata delle manifestazioni cutanee: più bassa la vitamina, più a lungo dura il pomfo. Anche il prurito sembra seguire la stessa direzione, con una tendenza verso una maggiore persistenza nei pazienti carenti di questa vitamina, anche se qui il risultato non ha raggiunto una piena significatività statistica. Diverso il discorso per altri aspetti della malattia: la vitamina B12 non è risultata collegata alla durata complessiva della malattia, al punteggio di attività dell'orticaria, alla presenza di angioedema, alla positività dei test di autoimmunità, né ai livelli di IgE.
Le ipotesi dello studio
Nel campione studiato, la carenza vera e propria di vitamina B12 ha riguardato circa il 16% dei partecipanti, mentre la stragrande maggioranza presentava valori nella norma. Il test per l'autoimmunità è invece risultato positivo in circa un paziente su cinque, un dato coerente con quanto già noto: le forme autoimmuni di orticaria cronica tendono a essere più severe e più resistenti agli antistaminici tradizionali. Perché una vitamina importante per il buon funzionamento del sistema nervoso dovrebbe influenzare la pelle? Gli autori dello studio ipotizzano diversi meccanismi possibili. La vitamina B12 partecipa alla regolazione del sistema immunitario e al metabolismo della metionina; una sua carenza potrebbe favorire l'infiammazione attraverso l'aumento dell'omocisteina nel sangue o alterare le vie immunitarie coinvolte nell'attivazione dei mastociti, le cellule protagoniste dei pomfi orticarioidi. Si tratta però di ipotesi biologiche “plausibili”, ma non verificate direttamente in questo lavoro.
Le domande in sospeso
Prima di correre a fare il pieno di integratori vitaminici, vale dunque la pena ricordare i limiti dello studio: il campione studiato è piccolo, la ricerca è stata condotta in un solo centro e il disegno trasversale non permette di stabilire un rapporto di causa-effetto. Mancano inoltre informazioni su dieta, eventuale uso di integratori, fumo e alcol, tutti fattori che potrebbero aver influenzato i risultati. Ciò nonostante, gli autori suggeriscono che dosare la vitamina B12 possa essere utile nei pazienti con orticaria cronica spontanea particolarmente severa, persistente o resistente alle terapie standard, come parte di una valutazione più ampia. Resta da capire, attraverso studi prospettici futuri, se correggere l'eventuale carenza di vitamina B12 si traduca davvero in un miglioramento dei sintomi: la strada è aperta, ma la parola definitiva spetta ancora alla ricerca.

