Osteopatia, il decreto sulle equipollenze è atteso in Gazzetta Ufficiale
Il passaggio successivo è una maggiore integrazione nel Servizio sanitario nazionale
2' di lettura
2' di lettura
Firmato dal ministero della Salute, controfirmato dal Sottosegretario alla Presidenza del consiglio e registrato dalla Corte dei conti. Il decreto sulle equipollenze in osteopatia è ormai in dirittura d’arrivo: la sua pubblicazione è attesa in Gazzetta Ufficiale. Lo ha fatto sapere Cristina Rinaldi, della Direzione generale delle professioni sanitarie del ministero della Salute, durante l’11° Congresso nazionale del Registro Osteopati d’Italia (Roi), svoltosi lo scorso weekend a Roma.
Questo passo è la conclusione di un percorso lungo, iniziato con la legge 3/2018 che ha portato all’istituzione dell’osteopatia come professione sanitaria e alla definizione dell’ordinamento didattico del corso di laurea in osteopatia all’interno della classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione (L/SNT/4). A restare in sospeso era proprio il tema delle equipollenze.
Con il decreto si consente, quindi, il riconoscimento dei titoli pregressi, l’attivazione degli elenchi speciali e l’istituzione dell’Albo professionale all’interno del maxi ordine delle professioni sanitarie (Fno Tsrm-Pstrp). Sarà anche più agevole inserire docenti delle discipline caratterizzanti negli atenei che avviano corsi di laurea in osteopatia.
«L’obiettivo non è solo finalizzare il percorso di regolamentazione della professione, ma anche promuovere un’integrazione sempre più concreta dell’osteopata all’interno del Sistema sanitario nazionale» – ha commentato Mauro Longobardi, presidente del Roi – «valorizzando il suo contributo in tutti i livelli della prevenzione, il dialogo transdisciplinare con le altre professioni sanitarie, l’eccellenza della formazione e il passaggio ai corsi di studi universitari».
Una definizione più precisa dei compiti dell’osteopata potrà rendere più serena anche la collaborazione con i fisioterapisti, dopo anni di rapporti non sempre facili, come ha sottolineato il tesoriere della Fnofi, Angelo Giovanni Mazzali. «Ritengo che le nostre professioni potranno collaborare fattivamente proprio grazie al ruolo che svolgeranno le due federazioni. Il futuro richiederà sempre di più capacità d’integrazione e confronto interdisciplinare, una collaborazione fondata sulla chiarezza dei ruoli».







