La maxi operazione

Ostia, smantellata la piazza di spaccio delle “Case Rosse”

Gli indagati vendevano fino a 200 dosi di stupefacenti al giorno, con introiti di oltre un milione di euro nei soli nove mesi di indagini. Disposte 24 misure cautelari in carcere e 2 arresti domiciliari

di Pietro Menzani

Lido di Ostia Fotia Francesco / AGF

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La Guardia di Finanza di Roma ha smantellato la piazza di spaccio delle “Case Rosse”, una delle più importanti e strutturate di Lido di Ostia. L’organizzazione poteva contare su un sofisticato sistema tenuto in piedi da pusher attivi 24 ore su 24, consegne di stupefacenti a domicilio e introiti milionari. L’attività investigativa è culminata in una maxi-operazione che ha portato all’arresto di 26 persone.

Il blitz

L’indagine della Gdf riguarda in totale 29 soggetti, tutti cittadini italiani. I reati contestati sono l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e la produzione, il traffico e la detenzione di queste sostanze, ma anche la violazione di sigilli e l’autoriciclaggio.

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L’operazione ha preso il via all’alba e ha visto scendere in campo più di duecento militari delle Fiamme Gialle, supportati da unità cinofile antidroga e da un elicottero del Reparto operativo aeronavale di Civitavecchia. Le forze dell’ordine hanno applicato 24 misure cautelari in carcere e due agli arresti domiciliari su richiesta dalla Direzione distrettuale antimafia locale.

Parallelamente agli arresti, la Guardia di Finanza ha perquisito le abitazioni degli indagati per sequestrare beni e denaro di cui i soggetti non potevano giustificare la provenienza o l’ingente quantità, sproporzionata rispetto al reddito e all’attività economica ufficialmente dichiarati.

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Le “Case Rosse”

Nella piazza di spaccio, secondo quanto emerge dalle indagini, operava un vero e proprio sodalizio criminale, organizzato in maniera capillare sul territorio. Il gruppo gestiva un’attività altamente redditizia di traffico di cocaina ed eroina: venivano cedute tra le cento e le centocinquanta dosi ogni giorno. Durante i soli nove mesi di indagine, gli introiti stimati superano il milione di euro.

I pusher delle “Case Rosse” erano attivi 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno, e - aiutati da vedette in grado di segnalare con anticipo la presenza delle forze dell’ordine - assicuravano un flusso continuo di stupefacenti. Nei giorni festivi e prefestivi le vendite di droga aumentavano ulteriormente e la quantità di dosi vendute poteva superare quota 200.

Droga a domicilio e riciclaggio

In più, la Guardia di Finanza spiega che, per massimizzare i proventi e fidelizzare i clienti, il gruppo metteva a disposizione degli acquirenti anche un servizio di recapito a domicilio, realizzato da corrieri che usavano mezzi propri ma anche veicoli forniti dall’organizzazione.

Si trattava dunque di un sodalizio efficiente e articolato, capace di occultare la provenienza illecita dei profitti reinvestendo i capitali accumulati e immettendoli in circuiti di autoriciclaggio.

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