Il governatore di Banca d’Italia

Panetta, la tecnologia non può sostituire le banche centrali nella moneta

Il governatore avverte sui rischi concreti delle stablecoin

di Nicol Degli Innocenti

Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ANSA/CIRO FUSCO ANSA

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La tecnologia non basta: il ruolo di una banca centrale indipendente e credibile resta indispensabile per un’innovazione “sicura”. Lo ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in un discorso che ha tenuto oggi all’Ambasciata d’Italia a Londra sul tema “Dall’interconnessione alla stabilità: lo sviluppo dei pagamenti transfrontalieri in un mondo frammentato”.

Nell’incontro, organizzato in collaborazione con l’Institute of International Finance e la Committee on Payments and Market Infrastructures della Banca per i Regolamenti Internazionali, Panetta ha sottolineato la necessità di rafforzare i pagamenti transfrontalieri, sia per favorire il commercio e l’integrazione a livello globale, sia per aiutare le fasce più vulnerabili della popolazione globale.

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La questione dei pagamenti transfrontalieri, ha sottolineato il governatore, non è solo tecnica ma «anche sociale, dato che tocca le persone più vulnerabili. Sono strumenti geopolitici». Nell’ultimo decennio infatti le rimesse degli emigranti sono aumentate del 60% e la previsione è che continuino a crescere, dato l’aumento dei flussi migratori.

«Nel processo di modernizzazione dell’economia, i pagamenti transfrontalieri restano ancora un cantiere incompiuto -, ha detto il governatore -. Ciò nonostante, i pagamenti oltre i confini nazionali restano spesso lenti, costosi e vincolati da regole frammentate. Non è solo una questione di natura finanziaria. È una sfida per l’economia mondiale, un banco di prova della sua capacità di rimanere interconnessa in un contesto di crescente rivalità strategica. Il rafforzamento dei pagamenti transfrontalieri non soddisfa unicamente un’esigenza economica: rappresenta una condizione essenziale per rendere l’economia globale più efficiente e inclusiva».

L’innovazione tecnologica può essere un aiuto prezioso ma non può sostituire il ruolo delle banche centrali, ha affermato Panetta: Benché la trasformazione digitale possa modificare l’architettura monetaria, le sue fondamenta restano immutate. La tecnologia può rendere più funzionale l’uso della moneta, ma non può sostituire la credibilità di una banca centrale indipendente e l’autorità dello Stato - gli elementi essenziali su cui poggia la fiducia riposta nella moneta stessa

In alcuni Paesi, famiglie e imprese si affidano agli stablecoins per effettuare le rimesse e i pagamenti transfrontalieri, perchè promettono trasferimenti più rapidi e, per gli utenti di paesi con valute deboli o controlli sui movimenti di capitale, una forma di riserva di valore alternativa ai canali ufficiali.

Non vi sono però prove solide dell’efficienza delle stablecoin, ha avvertito Panetta, ricordando che secondo un’analisi preliminare condotta dalla Banca d’Italia, i pagamenti effettuati con tali strumenti non offrono vantaggi di costo sistematici.

«Per di più, l’utilizzo dei stablecoins comporta rischi concreti, quali le “corse ai riscatti”; minacce alla sovranità monetaria nelle economie più piccole; perdite irreversibili dovute a problemi operativi - chiavi di accesso smarrite, errori nei codici di programmazione, attacchi cibernetici; gravi timori per l’integrità finanziaria quando gli operatori utilizzano reti e infrastrutture opache -, ha detto -. A ciò si aggiunge un interrogativo cruciale: chi risponde in caso di controversie, quando i pagamenti avvengono su un registro digitale (la distributed ledger) privo di una giurisdizione di riferimento»?

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Non bisogna certo chiudere all’innovazione, ma serve una maggiore regolamentazione, che però da sola non basta: «Servono soluzioni di pagamento efficienti, ancorate alla sicurezza della moneta di banca centrale – ha spiegato Panetta -. La risposta che dobbiamo fornire agli utenti dei pagamenti è chiara: non solo regole, ma alternative migliori. Molte sono già operative, altre sono in fase di sviluppo».

Per accelerare il percorso verso alternative migliori è essenziale la collaborazione tra Paesi e istituzioni, e riaffermare lo scopo della Roadmap lanciata nel 2020 dal G20 e che da allora ha fatto significativi progressi. Iniziative come l’introduzione di requisiti armonizzati per la messaggistica secondo lo standard ISO 20022 (che Panetta ha definito la «lingua franca» dei pagamenti) stanno già producendo segnali tangibili di cambiamento nei sistemi di pagamento a livello globale.

Nonostante questi progressi infrastrutturali, nessuno dei quattro obiettivi del G20 (velocità, costo, trasparenza e accessibilità) è stato ancora raggiunto nel segmento delle rimesse, quindi resta ancora molto lavoro da fare. L’importante è continuare a lavorare insieme e soprattutto evitare la frammentazione. “Il rischio è che il proliferare di sistemi paralleli, scarsamente connessi o segmentati su base politica, potrebbe ridurre l’interoperabilità, aumentare i costi ed erodere i guadagni di efficienza che la Roadmap del G20 intende conseguire, a beneficio soprattutto dei paesi a basso reddito”, ha avvertito il governatore.

L’Europa «si sta già muovendo in questa direzione: Tips, il sistema di pagamento istantaneo dell’Eurosistema, è oggi la piattaforma regionale per i pagamenti transfrontalieri ed è in procinto di essere connesso bilateralmente con altri Paesi sui pagamenti transfrontalieri». Quindi, in conclusione, ha detto il governatore, «interconnettersi per rafforzare la stabilità: questo è il principio guida e la via da seguire per il futuro».

A una domanda sulle prospettive del dollaro, Panetta ha risposto che «non ci sono alternative facili, dato che il dollaro domina i pagamenti transfrontalieri, ma certamente l’Euro può avere un ruolo maggiore e noi stiamo lavorando da tempo per rafforzarlo. Il sistema finanziario internazionale è dollaro-centrico, ma noi preferiremmo fosse multipolare».

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