La visita

Papa Leone oggi a Lampedusa, omaggio ai migranti nel segno di Francesco

L’arcivescovo di Agrigento Damiano: «È un messaggio chiaro, una carezza a quegli uomini e a quelle donne che a Lampedusa hanno trovato la fine del loro viaggio»

Papa Leone si ferma davanti al memoriale “Porta d’Europa” durante la sua visita all’isola di Lampedusa, punto di ingresso fondamentale per i migranti che attraversano il Mar Mediterraneo, nel corso di un viaggio pastorale, Italia, 4 luglio 2026. REUTERS/Remo Casilli

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Tredici anni dopo Francesco, papa Leone XIV torna a Lampedusa per rilanciare il suo messaggio a sostegno dell’accoglienza e della dignità umana, lo stesso che aveva pronunciato meno di un mese fa nel porto di Arguineguín, a Gran Canaria. L’iniziativa dimostra la continuità sul tema dell’immigrazione con il pontificato di Bergoglio, che proprio dall’isola siciliana, nel 2013, aveva denunciato la «globalizzazione dell’indifferenza» gettando una corona di fiori in mare per rendere omaggio a chi ha perso la vita attraversando il Mediterraneo.

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Il programma

Leone è arrivato sull’isola intorno alle 9 e verrà accolto in aeroporto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. La giornata comincerà al cimitero, dove il papa ha deposto un omaggio floreale su alcune tombe.

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Prevost si è recato anche alla Porta d’Europa, la scultura dedicata alla memoria dei migranti deceduti e dispersi in mare, per poi fare tappa al molo Favarolo. Qui il pontefice ha benedetto una targa che intitolerà lo stesso molo - approdo per i migranti che da qui vengono trasferiti nell’hotspot situato al centro dell’isola - a papa Francesco.

Sempre al molo ha incontrato alcune migranti per poi recarsi allo stadio per la messa, che radunerà circa 10.000 persone. Alle 12:30 Leone farà ritorno in Vaticano.

Leone XIV, la visita a Lampedusa

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Le reazioni

Sull’isola è presente anche don Mattia Ferrari, il cappellano di bordo di Mediterranea Saving Humans, l’associazione nata nel 2018 per soccorrere i migranti. Ferrari ha ribadito che «compito del Papa è confermare nella fede. E la fede in Cristo ci dice di abbracciare il dramma dei più fragili e indifesi come chi rischia la vita nel Mediterraneo».

La visita di papa Leone a Lampedusa è stata accolta con grande favore anche da Alessandro Damiano, arcivescovo dell’Arcidiocesi di Agrigento. Secondo l’arcivescovo il viaggio di Prevost rappresenta «un messaggio chiaro, una carezza a quegli uomini e a quelle donne che a Lampedusa hanno trovato la fine del loro viaggio».

Il messaggio agli Usa

Alla vigilia della visita all’isola siciliana, Leone XIV ha ricordato l’importanza che l’immigrazione ha avuto nella storia del suo paese, gli Stati Uniti, definendosi «figlio di questa grande nazione, fondata da uomini e donne coraggiosi che sognavano la libertà e una vita migliore per sé stessi e per i propri figli».

Il pontefice ha anche sottolineato che «negli ultimi duecentocinquant’anni, per tante popolazioni in tutto il mondo, è stata ferma la determinazione a realizzare la nobile visione dei padri fondatori a rendere l’America sinonimo di libertà, mentre il paese apriva le porte a ondate successive di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione».

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