Medio Oriente

Parigi rinuncia a richiesta dimissioni di Albanese all’Onu

Da parte sua la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi ha già fatto sapere che non ha alcuna intenzione di lasciare l’incarico

aggiornato il 26 febbraio 2026 ore 11:55

Francesca Albanese (EPA/OLIVIER HOSLET)

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Contrariamente agli annunci fatti nelle scorse settimane in parlamento a Parigi dal ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot, la Francia ha rinunciato a chiedere le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, Francesca Albanese, nel corso del consiglio per i diritti umani Onu che si è tenuto ieri a Ginevra. Optando alla fine per un semplice richiamo.

Politico scrive che la rappresentante permanente della Francia all’Onu di Ginevra, Céline Jurgensen, non avrebbe più chiesto esplicitamente le dimissioni della giurista italiana, accontentandosi di denunciare ’’dichiarazioni ripetute e estremamente problematiche’’ da parte di Albanese. Quindi l’invito della rappresentante francese a tutti i relatori speciali Onu a dar prova della ’’sobrietà, moderazione e discrezione, richiesti dal loro mandato’’.

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Parigi: Albanese dovrebbe avere la dignità di dimettersi

’’Dovrebbe avere la dignità di dimettersi’’: il portavoce del ministero degli Esteri di Parigi, Pascal Confavreux, intervistato da Politico sulla mancata richiesta di dimissioni di Francesca Albanese da parte della Francia.

Per Convafreux, Barrot è ancora dell’idea che le ’’ripetute provocazioni” di Albanese, dovrebbero indurla a lasciare l’incarico alle Nazioni Unite. Intervenendo in parlamento il 18 febbraio, Barrot era tornato a condannare la ’’lunga lista di provocazioni’’ della relatrice speciale dell’Onu. Non solo le parole su un presunto “nemico dell’umanità” seccamente smentite da Albanese ma anche “la giustificazione del 7 ottobre”.

’’Queste ripetute provocazioni - aggiungeva Barrot - richiederebbero che la signora Albanese abbia la dignità di dimettersi”. Sul piano istituzionale, il margine di manovra della Francia resta tuttavia limitato. Gli Stati membri dell’Onu non dispongono infatti di meccanismi per costringere un relatore o una relatrice speciale a dimettersi prima del termine del mandato.

Quello di Albanese arriverà a compimento nel 2028, salvo adozione di una specifica risoluzione da parte del Consiglio dei diritti umani. Ipotesi ritenuta poco probabile.

Da parte sua, Albanese ha già fatto sapere che non ha alcuna intenzione di lasciare l’incarico come invocato dalla Francia.

Due settimane fa la richiesta ufficiale

La Francia chiede le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, Francesca Albanese. “La Francia condanna senza riserva alcuna le parole oltraggiose e irresponsabili della signora Albanese” pronunciate sabato scorso, “che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è consentito criticare la politica, ma Israele in quanto popolo è in quanto nazione”, ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, lo scorso 12 febbraio intervenendo all’Assemblea Nazionale di Parigi, annunciando che la Francia chiederà le dimissioni di Albanese il prossimo 23 febbraio al Consiglio dei diritti umani dell’Onu.

Gaza, alla Corte suprema israeliana il ricorso sull'accesso dei media

In una lettera aperta pubblicata ieri, una quarantina di deputati del campo macroniano avevano chiesto al capo della diplomazia francese, Jean-Noel Barrot, di chiedere le dimissioni di Francesca Albanese, per le sue parole riguardanti Israele pronunciate il 7 febbraio scorso durante un forum organizzato da Al-Jazira a Doha. Tra i firmatari, deputati come Constance Le Grip, Olivia Grégoire, Sylvain Maillard o l’ex premier Élisabeth Borne.

Osservatorio Israele: «Dimissioni necessarie per credibilità Onu»

“L’Osservatorio Israele esprime soddisfazione per la posizione assunta dalla Francia e, in particolare, dal ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, che ha chiesto formalmente le dimissioni di Francesca Albanese dal suo incarico di relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi”. Lo scrive in una nota lo stesso osservatorio, il cui presidente Nicolae Galea lo definisce “un passaggio necessario e direi improrogabile.

Le istituzioni internazionali non possono trasformarsi in piattaforme di delegittimazione sistematica contro Israele. La credibilità degli organismi delle Nazioni Unite si fonda su criteri di imparzialità, equilibrio e rigore giuridico, che devono valere innanzitutto per chi ricopre incarichi di responsabilità internazionale.

Ora ci aspettiamo che altri Paesi seguano l’esempio francese e che, finalmente, le Nazioni Unite decidano di interrompere ogni rapporto con la signora Albanese”.

Albanese prende atto della retromarcia francese: «Mi aspettavo scuse di Parigi«

Prendo atto che la diplomazia francese ha infine cambiato idea. Mi sarei aspettata una parola di chiarimento e di scuse perché mi hanno insultata in modo duro e inaccettabile». È quanto afferma Francesca Albanese, intervistata da BFMTV dopo la retromarcia della Francia sulla richiesta di dimissioni all’Onu di Ginevra.

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