Parigi rinuncia a richiesta dimissioni di Albanese all’Onu
Da parte sua la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi ha già fatto sapere che non ha alcuna intenzione di lasciare l’incarico
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Contrariamente agli annunci fatti nelle scorse settimane in parlamento a Parigi dal ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot, la Francia ha rinunciato a chiedere le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, Francesca Albanese, nel corso del consiglio per i diritti umani Onu che si è tenuto ieri a Ginevra. Optando alla fine per un semplice richiamo.
Politico scrive che la rappresentante permanente della Francia all’Onu di Ginevra, Céline Jurgensen, non avrebbe più chiesto esplicitamente le dimissioni della giurista italiana, accontentandosi di denunciare ’’dichiarazioni ripetute e estremamente problematiche’’ da parte di Albanese. Quindi l’invito della rappresentante francese a tutti i relatori speciali Onu a dar prova della ’’sobrietà, moderazione e discrezione, richiesti dal loro mandato’’.
Parigi: Albanese dovrebbe avere la dignità di dimettersi
’’Dovrebbe avere la dignità di dimettersi’’: il portavoce del ministero degli Esteri di Parigi, Pascal Confavreux, intervistato da Politico sulla mancata richiesta di dimissioni di Francesca Albanese da parte della Francia.
Per Convafreux, Barrot è ancora dell’idea che le ’’ripetute provocazioni” di Albanese, dovrebbero indurla a lasciare l’incarico alle Nazioni Unite. Intervenendo in parlamento il 18 febbraio, Barrot era tornato a condannare la ’’lunga lista di provocazioni’’ della relatrice speciale dell’Onu. Non solo le parole su un presunto “nemico dell’umanità” seccamente smentite da Albanese ma anche “la giustificazione del 7 ottobre”.
’’Queste ripetute provocazioni - aggiungeva Barrot - richiederebbero che la signora Albanese abbia la dignità di dimettersi”. Sul piano istituzionale, il margine di manovra della Francia resta tuttavia limitato. Gli Stati membri dell’Onu non dispongono infatti di meccanismi per costringere un relatore o una relatrice speciale a dimettersi prima del termine del mandato.







