Parlamento Ue: dobbiamo garantire un ambiente online sicuro per i minori
Tra le misure richieste, accesso graduale ai social, più trasparenza sui sistemi algoritmici e codice di condotta per gli influencer
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Nel giorno in cui la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’adozione dell’Eu Kids Act - il regolamento che prevede limiti all’uso dei social network da parte dei minori -, anche il Parlamento europeo chiede «una strategia europea integrata» che coinvolga legislatori, famiglie e scuole per garantire che i social media e Internet siano sicuri, in particolare per gli utenti più giovani. Con 395 voti a favore, 136 contrari e 80 astensioni, gli eurodeputati hanno adottato una serie di proposte per obbligare le piattaforme, i paesi dell’Ue e la Commissione a garantire un ambiente online sicuro per i minori che vivono nell’Unione europea.
Chiedilo al Sole
Pur riconoscendo che il digitale offre opportunità di apprendimento e sviluppo della creatività, il Parlamento Ue sottolinea i rischi di dipendenza dai social media e di esposizione al cyberbullismo, che possono portare a problemi di salute mentale. Per questo, viene chiesto alle piattaforme di assumersi maggiori responsabilità nella protezione dei giovani da contenuti dannosi o manipolatori e di mitigare l’impatto del design persuasivo e fonte di dipendenza, implementando misure di salvaguardia basate sul rischio per i sistemi di raccomandazione, nonché misure per vietare le pratiche che creano maggiore dipendenza.
Reazioni e dati
«L’Eu Kids Act della presidente von der Leyen è un passo avanti positivo e va nella direzione indicata dalla nostra relazione sui social media e i giovani», ha commentato il relatore del rapporto sull’impatto dei social media e dell’ambiente online sui giovani, Sandro Ruotolo (S&D, IT). «Gli algoritmi non si fermano alle frontiere: l’Europa ha bisogno di norme comuni. Niente social media al di sotto dei 13 anni, accesso supervisionato dai 13 ai 15 anni, compreso un limite di un’ora al giorno, e maggiore autonomia in seguito. La responsabilità non può ricadere solo sui minori e sulle famiglie: le piattaforme devono rendere sicuri i loro prodotti».
L’appello si inserisce in un contesto di grandissima diffusione del digitale nella vita quotidiana: secondo i dati Eurostat, nel 2025 il 98% dei giovani tra i 16 e i 29 anni nell’Unione europea ha utilizzato Internet quotidianamente, a fronte del 90% della popolazione complessiva. La partecipazione ai social network è risultata l’attività online più diffusa tra i giovani lo scorso anno: la creazione di profili e la pubblicazione di messaggi rappresentano una pratica abituale per una media dell’89% dei giovani.
Le richieste del Parlamento Ue
La strategia di tutela dei minori online da parte del Parlamento europeo si articola, dunque, in tre punti:







