Sviluppo sostenibile

Parte dai superyacht in Sardegna la rivoluzione verde della nautica

ll biodigestore del Cipnes Gallura (con il Politecnico di Milano e Sanlorenzo tra i partner) produrrà carburanti verdi dai rifiuti organici per l’alta gamma. L’obiettivo è coinvolgere l’intera filiera

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Dai rifiuti organici il biometanolo per far funzionare gli yacht. Il tutto, attraverso un sistema di collaborazioni, studi e ricerche, che mettono assieme istituzioni, università (il Politecnico di Milano) e imprese. È l’iniziativa che porta avanti il Cipnes Gallura, ossia il consorzio per la valorizzazione e il sostegno delle imprese nel nord est sardo. Punto di partenza di questa iniziativa è il biodigestore del Cipnes a Spiritu Santu, già approvato, finanziato con fondi Pnrr e in fase di ultimazione.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«L’impianto nasce per produrre biometano per la rete di Olbia - sottolineano dal Cipnes -. L’evoluzione allo studio punta a trasformare quella stessa piattaforma in una filiera per produrre biometanolo destinato a yacht e superyacht». Tra i partner industriali del progetto c’è Sanlorenzo, secondo produttore mondiale della nautica di alta gamma. « L’azienda ha già avviato colloqui per valutare la possibilità di essere rifornita dal futuro biometanolo prodotto a Olbia, in vista dei prossimi superyacht innovativi orientati all’utilizzo di carburanti alternativi e soluzioni a minore impatto ambientale - rimarcano dal Cipnes -. La presenza di Sanlorenzo consente di collegare il progetto non solo alla ricerca e alla gestione ambientale, ma anche a una domanda industriale concreta: la transizione energetica della nautica di lusso richiede carburanti sostenibili, infrastrutture di rifornimento e territori capaci di integrare tecnologia, portualità e filiere locali».

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Il punto di forza

Punto di forza di questo progetto è la circolarità, giacché residenti, turisti e superyacht producono rifiuti organici. Compito del Cipnes è quello di intercettarli e poi trattarli nel biodigestore che li trasforma in biometano. L’upgrade tecnologico allo studio punta a produrre biometanolo da destinare alla nautica internazionale. Basti solo qualche dato: nel 2024 il Ciipnes Gallura ha gestito 167.110 quintali di rifiuti organici. Nel 2025 il dato è salito a 189.595 quintali, con una crescita del 13,5 per cento. Secondo l’analisi del Centro Studi Cipnes Gallura UniOlbia, nel 2025 sono stati rilevati in Gallura 3.114 yacht unici, con una crescita del 15,8% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Il Nord Est Sardegna, secondo lo studio, è «uno dei luoghi più adatti» per sperimentare una filiera di carburanti alternativi per lo yachting: qui si concentrano domanda nautica, infrastrutture portuali, flussi turistici e disponibilità di matrici organiche da valorizzare. Più turisti, più yacht, più biometanolo.

«Il Cipnes, con il finanziamento della Regione Sardegna, è impegnato a rafforzare l’internazionalizzazione dell’industria nautica sarda e ad accompagnare la transizione energetica del settore - commenta Livio Fideli, presidente del Cipnes Gallura - . Il progetto sul biometanolo va in questa direzione: trasformare competenze, impianti e presenza dei superyacht in una leva strategica per una nuova filiera industriale sostenibile».

L’area dove sorgerà il biodigestore di Olbia

Una dimensione regionale

Il progetto ha una dimensione regionale. Non a caso, alla Fiera Nautica di Sardegna Domenico Bagalà, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sardegna, ha richiamato il lavoro per attrezzare i porti sardi alla distribuzione di carburanti verdi. Un passaggio considerato decisivo, perché il biometanolo «diventa una vera filiera solo se alla produzione si affianca una rete di rifornimento». L’ipotesi è partire dalla Gallura e da Olbia, ma con una prospettiva estesa alla rete portuale dell’isola, coinvolgendo porti commerciali e marina turistici. «La Sardegna - conclude Fideli -può così candidarsi a diventare un laboratorio europeo della transizione energetica della nautica: non soltanto destinazione per yacht e superyacht, ma territorio capace di produrre carburante verde a partire dai propri rifiuti organici».

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