Decreto accise

Partite Iva, rispunta la sanatoria fiscale sul passato

Emendamento di Forza Italia al Senato per introdurre il ravvedimento speciale anche a chi aderirà o riaderirà al concordato preventivo biennale per il periodo 2026-2027

di Marco Mobili e Giovanni Parente

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Parte in Parlamento il pressing per il ravvedimento speciale da collegare a chi aderirà al concordato preventivo 2026-2027. Tra gli emendamenti parlamentari presentati al terzo decreto accise ora all’esame del Senato, e in cui è destinato a confluire anche il quarto decreto sulle misure contro il caro carburanti, spunta anche l’emendamento di Forza Italia (a prima firma di Claudio Lotito) per introdurre una sanatoria sul passato dal 2020 al 2024. Lo schema è simile a quello previsto per gli anni passati e prevede una sostitutiva crescente in base alla minore affidabilità “misurata” attraverso il punteggio nelle pagelle fiscali. Per ora è solo una proposta parlamentare e si tratterà di capire se ha un futuro o meno, con un primo appuntamento per capire cosa potrebbe accadere già alla ripresa dei lavori in commissione Finanze al Senato prevista per il pomeriggio di martedì 26 maggio.

Il calcolo

La base imponibile dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali è costituita dalla differenza tra il reddito d’impresa o di lavoro autonomo già dichiarato alla data di entrata in vigore della norma (coincidente con quella della legge di conversione del decreto) in ciascuna annualità e il valore dello stesso incrementato in una misura variabile tra il 50% per chi ha un punteggio nelle pagelle fiscali inferiore a 3 e 5% per chi, invece, ha un punteggio pari a 10 (quindi ritenuto a massima affidabile. Le aliquote poi da applicare - sempre secondo quando previsto dall’emendamento - saranno del 15% per chi ha voto inferiore a 6, del 12% per chi ha voti tra 6 e 8 e del 10% per chi ha voti superiori a 8. Questo per il triennio 2022-2024. Per gli anni 2020 e 2021 caratterizzati dalle restrizioni del Covid è previsto uno sconto del 30% sull’aliquota.

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Sull’Irap, invece, il meccanismo di calcolo della base imponibile è simile mentre si applica un’aliquota unica del 3,9% con un abbattimento del 30% sempre solo per il 2020 e 2021.

Quanto e quando pagare

Secondo la proposta, il versamento potrebbe essere effettuato in un’unica soluzione (la prima o unica rata va versata nel periodo tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027) o in un massimo di 10 rate mensili di pari importo. In ogni caso, il valore complessivo dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e sulle addizionali da versare per ciascuna annualità oggetto dell’opzione non può essere inferiore a 1.000 euro.

L’estensione del divieto di telemarketing

Tra gli emendamenti ritorna anche quello sul telemarketing che era stato presentato al decreto fiscale ma poi era stato trasformato in ordine del giorno. La proposta targata Lega (primo firmatario Massimo Garavaglia) punta a estendere al settore delle telecomunicazioni il divieto di telemarketing previsto per energia elettrica e gas. Secondo l’emendamento, si allargherebbe lo stop a effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche mediante l’invio di messaggi a consumatori. Inoltre il professionista può contattare il consumatore per telefono, anche mediante l’invio di messaggi, qualora vi sia stata una richiesta effettuata direttamente al professionista stesso attraverso interfacce informatiche di quest’ultimo oppure nel caso in cui il contatto sia stato effettuato nei confronti dei propri clienti di energia elettrica e gas che abbiano espresso specifico consenso a ricevere proposte commerciali relative a forniture di beni, prodotti o servizi offerti.

Dalle sanzioni sui Pos alla proroga ai Comuni per la rottamazione

Come anticipato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo durante il suo intervento al Festival dell’Economia, nella conversione accise potrebbero entrare anche una soglia di tolleranza del 5% sugli errori veniali commessi nell’allineamento tra i dati di Pos e scontrini. Tema su cui già durante la conversione del decreto fiscale il presidente della commissione Finanze del Senato Massimo Garavaglia (Lega) aveva presentato una sua proposta, che però non era arrivata al traguardo dell’approvazione.

In agenda poi potrebbe entrare anche la proroga del termine per i Comuni per deliberare l’adesione alla rottamazione quinquies di multe, tributi locali ed entrate patrimoniali. Servirebbe a consentire ai 980 enti al voto di aver un margine temporale adeguato per decidere dopo il rinnovo di consigli comunali e giunte. Al momento l’ipotesi su cui si sta lavorando è lo spostamento del termine del 30 giugno al 31 luglio.

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