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Calendario Pirelli 2027: l’India raccontata con modelle e gente comune

«The Cal» 2027 celebra l’India attraverso gli scatti di Sølve Sundsbø, Raghu Rai e sua figlia Avani, che ha portato a termine l’opera del padre scomparso ad aprile, ritraendo per le strade del Paese modelle come Padma Lakshmi e Freida Pinto insieme alla gente comune

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«Ci sono così tanti universi in un unico spazio. Tutto accade contemporaneamente e tu devi aspettare che si allinei con te. Sento ogni città, ogni stato, la sabbia, le montagne e l’oceano. E poi c’è l’emozione e poi c’è il colore. È come un’esplosione, ma se riesci ad allinearti con essa, allora sei in grado di trovare la pace in tutto questo insieme».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’India, secondo Avani Rai, non puoi raccontarla se non la senti. E il Calendario Pirelli 2027 prova a farlo affidandosi a tre grandi fotografi. Per la prima volta nella sua storia l’iconico The Cal è stato realizzato contemporaneamente da Sølve Sundsbø, già autore del Calendario Pirelli 2026, dal maestro indiano Raghu Rai, scomparso poco dopo l’avvio del progetto e dalla figlia Avani Rai chiamata a portare a termine l’opera del padre. Al centro, c’è un Paese, l’India appunto, narrato attraverso i loro obiettivi: da un lato l’estetica distintiva e l’approccio ispirato alla moda dell’artista norvegese, dall’altro la visione dell’India coltivata per tutta la vita dal maestro indiano e reinterpretata in una chiave più contemporanea sotto la guida di sua figlia.

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Il calendario Pirelli 2027

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«L’idea di questo Calendario è nata da Pirelli. Il desiderio era quello di dedicare l’edizione 2027 all’India e, fin dalle prime conversazioni, è apparso chiaro che una collaborazione con qualcuno come Raghu Rai, che dal 1965 è stato uno degli sguardi più autorevoli e profondi sul Paese, avrebbe potuto dare al progetto una dimensione unica. L’idea era che lui si concentrasse sull’anima dell’India mentre io mi dedicassi alle persone, realizzando soprattutto ritratti», spiega Sølve Sundsbø.

Si preannuncia, così, un calendario unico nel suo genere. La presentazione ufficiale è in agenda a fine ottobre, naturalmente in

India, ma il backstage svela già molto di questo progetto. Il set si divide tra il Rajasthan, Jaipur e Nuova Dehli, e protagonista indiscussa del Calendario Pirelli 2027 è la gente comune, ritratta per strada e in luoghi simbolo della cultura indiana. Sono le persone a dominare la scena alternandosi a muse come Padma Lakshmi, Rupi Kaur, Bhavitha Mandava, Lakshmi Menon, Freida Pinto, Aditi Rao Hydari, Anouska Shankar, Avantika Vandanapu e Avani Rai, nel duplice ruolo di modella e regista. Nei dodici mesi del Calendario convivono così molteplici inquadrature che in alcuni casi, come per il lavoro di Raghu e Avani Rai, si sovrappongono, pur mantenendo ben distinti i ruoli tra padre e figlia e le loro forti identità. In che misura, lo racconta la storia di questo Calendario.

Il calendario 2027

Il maestro indiano Raghu Rai è scomparso lo scorso 26 aprile, ma negli ultimi tre mesi si era dedicato allo sviluppo del progetto del Calendario attraverso una serie originale di fotografie che riflettevano le sue radici e la sua visione del Paese. «Quando abbiamo iniziato mio padre e mia madre avevano discusso molte idee e avevano dato al progetto un nome: Past Forward (Passato in avanti). Il “passato” era la cornice che lui aveva costruito con i suoi lavori inediti scattati negli ultimi 60 anni. Il “presente” era il fronte, ovvero il casting, street casting e gente comune che lui incontrava per le strade di tutto il Paese. Era questo che volevamo fare: il fronte e il retro», racconta Avani Rai.

«Inizialmente abbiamo pensato di realizzarlo in studio perché lui non era in grado di muoversi, ma poi, con l’evolversi delle cose, è come se mio padre mi avesse detto: “È meglio che lo faccia tu”». Secondo Avani, fino a quel momento il lavoro realizzato dal padre «era un omaggio all’India: univa la visione che aveva maturato nel corso della sua vita a una rappresentazione più contemporanea della sua gente e della sua straordinaria diversità, aspetti che lo hanno sempre profondamente affascinato». A lei, così, il compito di dare forma alle idee del maestro indiano: «Portarlo a termine è qualcosa di profondamente personale, come se stessi entrando nel suo sguardo e nel modo in cui vedeva l’India attraverso la sua macchina fotografica. La fotografia è stata il dono che mio padre mi ha lasciato: non solo come mestiere, ma come modo di osservare il mondo. È stato attraverso questo che abbiamo costruito un legame silenzioso e profondo. Portare avanti questo lavoro è un modo per sentirmi ancora vicina a lui e per mantenere viva una parte di lui dentro di me», ha dichiarato Avani Rai.

Tutto questo, però, non significa per la giovane fotografa limitarsi ad eseguire fedelmente le direttrici già individuate dal maestro indiano e scomparire dalla scena. «Non cercherò di ricreare ciò che farebbe lui, perché questo toglierebbe qualcosa a lui e a me. Ma creerò tenendo lui in tutte le mie inquadrature», chiarisce, raccontando un aneddoto della sua infanzia: «Ho sempre protetto la mia visione facendo a modo mio. E questo significa che, fin da quando ero bambina, scattavo la fotografia che lui voleva che scattassi e poi scattavo quella che volevo io. Gestivo così sia il peso delle sue aspettative. E a volte ci incontravamo a metà strada». Fatta questa premessa, Avani sceglie la strada come cornice del suo lavoro, perché è lì che Raghu Rai si è formato. «Inizierò dal mercato dei fiori, andremo in uno dei più antichi cinema della Vecchia Delhi e guarderemo l’India dalle strade, attraverso i vicoli, nel cuore di Delhi».

Un approccio che rappresenta una novità nella storia del Calendario Pirelli e che sarà completato dalla visione del fotografo norvegese, per la seconda volta chiamato a dare il proprio contributo: «È un grande onore essere stato invitato ancora una volta a contribuire al Calendario Pirelli. Sono molto felice di farlo insieme ad Avani Rai e di rendere omaggio all’eredità lasciata da suo padre. È un’opportunità straordinaria per esplorare l’India. Faremo entrambi tutto il possibile per celebrare questo Paese e la memoria del signor Rai attraverso questa collaborazione», ha dichiarato Sølve Sundsbø.

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  • Marigia Mangano

    Marigia Manganoinviato

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Finanza, automotive, tlc, holding di famiglia, banche e assicurazioni

    Premi: Premio internazionale Amici di Milano per i giovani, 2007, categoria giornalista

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