Approccio integrato

Patente di guida, la start up italiana Brum: un’autoscuola “digitale” al mese per tre anni

L’azienda ha chiuso un round di investimenti da 5 milioni di euro per accelerare il piano di espansione nazionale

di Davide Madeddu

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Una nuova autoscuola al mese per i prossimi 3 anni. In un viaggio digitale tra innovazione, tecnologia e un po’ di tradizione e un piano di investimenti che vale 5 milioni di euro. È l’iniziativa della start up Brum che con il nuovo programma punta ad accelerare il piano di espansione nazionale con un obiettivo: «Aprire una nuova autoscuola al mese per i prossimi tre anni, costruendo una rete capillare in grado di raggiungere potenzialmente fino al 50% degli aspiranti neo-patentati italiani».

L’innovazione in un settore tradizionale

«Questo nuovo round ci permette di fare un salto di scala decisivo - commenta il cofondatore Luca Cozzarini-. Vogliamo dimostrare che anche in un settore tradizionale come quello delle autoscuole è possibile innovare davvero, combinando tecnologia, qualità didattica e presenza sul territorio. Sentiamo una forte responsabilità verso studenti, famiglie e istituzioni: l’obiettivo è offrire a sempre più persone un’esperienza migliore e costruire un nuovo standard per il mercato».

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Veicoli con dashcam e Ai

Una parte significativa dell’investimento sarà destinata all’acquisto di nuovi veicoli, tutti dotati di dashcam con sistemi di intelligenza artificiale, progettati per supportare la formazione, migliorare l’analisi delle guide e affiancare il lavoro quotidiano degli istruttori.

La formazione al centro

Al centro del modello portato avanti dalla start up «c’è anche la volontà di valorizzare e rinnovare la professione dell’istruttore di guida». Parallelamente all’espansione, partiranno gli investimenti per la selezione, formazione e assunzione di nuovi istruttori e insegnanti certificati, con «strumenti digitali avanzati, maggiore autonomia operativa e percorsi di crescita professionale». «In questa direzione, nel 2026 verrà lanciata la prima Academy Brum - sottolineano dalla start up -, un progetto dedicato alla formazione di nuovi istruttori con l’obiettivo di rendere la professione più attrattiva e alzare lo standard qualitativo della didattica a livello nazionale».

Il 2025 chiuso positivamente

Gli investimenti di quest’anno partono dopo un 2025 considerato positivo: «Il servizio è oggi attivo in 4 province, con altre 2 aperture già pianificate - sottolineano in azienda -, e registra una crescita costante sia sul piano operativo che su quello dei risultati didattici. Negli ultimi sei mesi l’app Brum ha superato 117mila download, con oltre 450mila quiz completati. Il team interno è raddoppiato nell’ultimo anno».

Il programma per il 2026

Ora il programma per i prossimi tre anni, accolto positivamente anche da Italian Founders Fund - fondo che riunisce alcuni dei principali imprenditori tech italiani - che ha guidato il round in qualità di lead investor. «Il team ha dimostrato execution, attenzione alla qualità con una visione chiara di lungo periodo- commenta Lorenzo Franzi di Italian Founders Fund - . Crediamo che Brum possa diventare il punto di riferimento italiano per una formazione alla guida moderna, in linea con le aspettative del mercato di oggi». Per Paolo De Nadai, Presidente di OneDay Group al cui interno è nata la startup «i risultati e questo nuovo round dimostrano che quella visione, di diventare un riferimento nazionale, era corretta».

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