In vigore la legge Brambilla

Legge Brambilla: pene più severe e nuovi reati contro maltrattamento animali

In vigore dal 1° luglio la modifica del codice penale e altre normative per rafforzare la tutela penale degli animali, diventando soggetti di diritto e oggetto di tutela diretta

di Martina Amante

Aggiornato il 1° luglio 2025. ore 13:35

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2' di lettura

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Via libera definitivo ai reati contro gli animali, dopo l’approvazione il 29 maggio 2025 al Senato le legge è in vigore da oggi 1° luglio 2025. La norma segna un cambio di paradigma definitivo: gli animali non sono più tutelati in quanto segno di affezione umana, ma come soggetti tutelari di diritti, coerentemente con il principio europeo del riconoscimento degli animali come esseri senzienti.

Le principali novità

L’obiettivo della legge è rafforzare la tutela penale degli animali, riconosciuti come esseri senzienti. Il provvedimento introduce 15 articoli che modificano e integrano il Codice penale, il Codice di procedura penale e il D.lgs. 231/2001. Per i delitti contro gli animali aumenta la pena fino a ⅓ se compiuti: in presenza di minori; su più animali; con diffusione tramite strumenti online. Aumenta da 1-3 a 2-4 anni il periodo di reclusione per chi è proprietario, partecipa o promuove i combattimenti d’animali. Anche in questo caso le aggravanti sono: in presenza di minori e diffusione di immagini online. Correlato a questo si aggiungono i nuovi reati di: allevamento e addestramento per i combattimenti e scomesse su tali eventi. Divieto totale anche di utilizzare pellicce di gatti domestici per fini commerciali. D’ora in poi neppure mai più cani legati alla catena: ne è fatto divieto su tutto il territorio nazionale. Ed ancora più attenzione anche alle specie protette: per l’ uccisione, cattura, o detenzione è previsto l’arresto da 3 mesi a 1 anno con ammenda fino a 8 mila euro. Attenzione da fare agli animali esotici da tenere in casa, che non devono rientrare in specie vietate in Italia. Ed infine anche sulla provenienza dei cuccioli che si vogliono acquistare: il loro traffico d’ora in poi è punito con la reclusione da 4 a 18 mesi ed una multa da 6 mila a 30 mila euro.

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Inasprimento delle pene

Nel riconoscimento del diritto Ue che dichiara il riconoscimento degli «animali come esseri senzienti» è previsto un importante inasprimento repressivo nei reati di uccisione e maltrattamento, con carcere da 6 mesi fino a 4 anni e una multa fino a 60.000 euro. La pena prevista è estesa anche a chi partecipa; nuove aggravanti (uso di minori, armi, diffusione immagini). Sanzioni più severe e aumento di pena per sevizie e morte. Riformulato e reso più severo anche l’uccisione o danneggiamento di animali altrui con reclusione da 1 a 4 anni. Salgono le sanzioni invece per chi abbandona o non identifica il proprio animale domestico. Si introduce poi il divieto di «abbattimento degli animali coinvolti, che dovranno rimanere sotto custodia fino alla fine del processo». 


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