Per gli avvocati la sfida della riforma
Il disegno di legge delega interviene per regolamentare a 360 gradi le modalità di esercizio della professione emerse negli anni. Una ricognizione fra i settori in cui si esercita l’attività legale: dal penale al tributario, dal diritto del lavoro alle fusioni e acquisizioni
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Dalle aggregazioni ai compensi, dalla monocommittenza alle incompatibilità, fino alle attività riservate. È un intervento a 360 gradi sulla professione quello contenuto nel disegno di legge delega della riforma forense, che dovrebbe arrivare all’approvazione definitiva entro l’estate. Partirà poi il percorso dell’attuazione, affidato ai decreti legislativi che il Governo dovrà mettere a punto entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.
Il testo all’esame del Parlamento è basato sulla proposta elaborata dal Consiglio nazionale forense per riformare la legge professionale del 2012, con l’obiettivo di offrire un quadro normativo ad alcune delle novità che hanno investito l’avvocatura negli anni. Così, le nuove reti tra avvocati potrebbero offrire una formula agile per esercitare la professione in forma aggregata, in un panorama dove lo studio autonomo è ancora prevalente. Guarda a chi entra nel mercato l’intenzione di regolamentare la monocommittenza e la collaborazione continuativa. Mentre le aperture sul fronte delle incompatibilità potrebbero aprire nuovi spazi di azione.
Certo, la riforma non è la risposta a tutte le sfide aperte per l’avvocatura, che si muove in uno scenario in rapido mutamento, segnato dall’innovazione tecnologica e dalla diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale. Segnali di dinamismo arrivano dai diversi settori, monitorati nelle pagine che seguono: come l’M&A, che ha accelerato l’evoluzione, rendendo più sofisticato anche il lavoro legale; l’ambito tributario, che si confronta con il tax control framework; e il real estate, con un mercato in crescita oltre le aspettative.
Riflette anche questi cambiamenti l’indagine realizzata da Statista per Il Sole 24 Ore, che raccoglie gli studi legali segnalati da avvocati, giuristi d’impresa e clienti. Quest’anno sono 346 gli studi legali segnalati, con 24 nuovi ingressi, divisi per 15 settori di competenza e per cinque aree territoriali.

