Innovazione

Per l’agroalimentare del futuro più investimenti su agritech, digitale e nuovi ingredienti

Secondo dati Porsche Consulting solo il settore dell’agricoltura 4.0 ha raggiunto nel 2025 un giro d’affari di 2,23 miliardi di euro. Il focus delle imprese è su automazione e hi-tech per ridurre i costi e produrre i cibi funzionali richiesti dai consumatori

di Giorgio dell'Orefice

Vertical farming

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Un settore in transizione. L’agroalimentare made in Italy, sta evolvendo secondo alcuni trend delineati. Le chiavi per lo sviluppo futuro del comparto saranno: nutrizione funzionale, agricoltura 4.0, la digitalizzazione della filiera e lo sviluppo di ingredienti di nuova generazione. È quanto emerge dallo studio di Porsche consulting su “Il FoodTech italiano: un ecosistema in trasformazione”. Si tratta di linee di sviluppo dettate, da un lato, dalla crescente domanda da parte dei consumatori di alimenti in grado di preservare se non di implementare la salute e l’efficienza fisica e, dall’altro, dalle necessità del mondo produttivo di ridurre i costi e l’impatto ambientale delle produzioni.

Nutrizione funzionale e nuovi ingredienti

Rispondono alla prima esigenza il primo e il quarto dei grandi trend individuati da Porsche Consulting, ovvero, la spinta alla nutrizione funzionale e lo sviluppo di ingredienti di nuova generazione. Mentre rispondono alle esigenze delle imprese gli investimenti in agricoltura 4.0 e la digitalizzazione della filiera.

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«La filiera alimentare del Paese – scrivono da Porsche Consulting – si trova al centro di una rivoluzione silenziosa ma profonda, guidata da queste quattro grandi direttrici: con un valore che supera i 520 miliardi di euro, pari al 28% del Pil nazionale, il settore deve accelerare per consolidare e sviluppare ulteriormente una filiera che rappresenta un patrimonio del paese».

Secondo i dati riportati da Porsche Consulting il mercato italiano della nutrizione funzionale vale oltre 5 miliardi di dollari (4,5 miliardi di euro) e il 57% dei consumatori europei orienta le proprie scelte verso prodotti funzionali, tracciabili e a basso impatto ambientale. Molto importanti sono anche gli investimenti nelle tecnologie di agricoltura 4.0 e in quelle che riguardano la digitalizzazione delle imprese agricole. Si tratta di iniziative che hanno l’obiettivo di economizzare i mezzi tecnici come gli agrofarmaci con benefici sia sulla struttura dei costi che sulla riduzione dell’impatto ambientale. Secondo le analisi di Porsche Consulting il settore AgriTech ha raggiunto nel 2025 un giro d’affari di 2,23 miliardi di euro.

Crescono i deal nel Foodtech

Un angolo visuale determinante dal quale osservare le trasformazioni in atto nel settore agroalimentare è poi quello degli investimenti in imprese del FoodTech. Secondo Porsche Consulting le risorse investite nel corso del 2025 in questo specifico settore hanno toccato quota 256,1 milioni di euro con una crescita del 123% rispetto all’anno precedente.

«Nel 2025 – si legge nel rapporto di Porsche Consulting – sono state realizzate 86 operazioni, il 28% in più rispetto al 2024. Le destinazioni dei capitali rivelano le priorità del settore: l’AgriTech guida con una quota del 51% del totale degli investimenti (136,2 milioni +166%), seguito dai Cibi Innovativi (22,9 milioni), dal Digital Food (20,6 milioni) e dalle Tecnologie Anti-Spreco (13,8 milioni, +148%).

Sul fronte degli investitori, la galassia Cdp guida con 18 operazioni, seguita da LaGemma Venture con 11 e da fondi privati come P101, Doorway e Vertis. I round pre-seed, seed e serie A crescono in modo significativo.

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