Per l’immobiliare primo semestre 2026 da record: in Italia 7 miliardi di investimenti
Il real estate archivia uno dei semestri migliori di sempre, in crescita del 28% sul 2025 e del 62% rispetto alla media degli ultimi dieci anni
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I punti chiave
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Il mercato immobiliare italiano chiude il primo semestre del 2026 con un nuovo massimo storico. Secondo la fotografia scattata dal Team Research di Dils, gli investimenti raggiungono i 7 miliardi di euro, in crescita del 28% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 62% rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Dopo i 2,6 miliardi dei primi tre mesi dell’anno, il secondo trimestre ha accelerato ulteriormente con circa 4,3 miliardi di investimenti, confermando la capacità del mercato italiano di attrarre capitali nazionali e internazionali.
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Il retail resta protagonista
Il retail si conferma la principale asset class del semestre con investimenti per circa 2,3 miliardi. Determinante il secondo trimestre, che ha registrato il miglior risultato trimestrale di sempre (1,6 miliardi), sostenuto da due maxi operazioni su trophy asset: Via Montenapoleone 8 a Milano e un portafoglio paneuropeo di outlet comprendente Serravalle Designer Outlet e Castel Romano Designer Outlet. Torna inoltre l’interesse per i centri commerciali, che negli ultimi dodici mesi hanno raccolto oltre 1 miliardo di investimenti.
Logistica ai massimi degli ultimi quattro anni
La logistica sfiora 1,2 miliardi di investimenti nel semestre: si tratta del miglior risultato registrato negli ultimi quattro anni e di una crescita di circa il 50% rispetto allo stesso periodo del 2025. La spinta arriva soprattutto da importanti acquisizioni di portafogli da parte di investitori istituzionali internazionali. Parallelamente, la domanda di spazi resta molto sostenuta: il take-up raggiunge 1,6 milioni di mq nei primi sei mesi, nuovo record storico, trainato dai principali hub del Nord Italia. La scarsità di immobili di qualità continua inoltre a sostenere i canoni prime.
Hospitality ancora solida
L’hospitality raccoglie circa 1,1 miliardi nel semestre, mantenendosi sopra la media storica nonostante il confronto con l’eccezionale 2025. Roma ospita le operazioni più rilevanti, mentre Milano si conferma il mercato più dinamico, attirando circa il 40% dei capitali investiti. Cresce anche l’interesse verso le destinazioni alpine dedicate al turismo di fascia alta.
Uffici: investimenti in crescita, ma manca prodotto di qualità
Gli investimenti nel comparto uffici salgono a circa 880 milioni (+13%), concentrandosi prevalentemente su Milano e Roma. Sul fronte occupier, Milano registra un rallentamento dell’assorbimento per effetto della forte carenza di immobili prime, soprattutto nel Central Business District e a Porta Nuova, con vacancy intorno al 2% e canoni saliti fino a 900 euro al metro quadrato annuo. Roma, invece, evidenzia una crescita del take-up del 27%, sostenuta dalla domanda di spazi di grandi dimensioni e di elevata qualità.
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