L’intervista

«Per rafforzare il sistema elettrico penso a micro reti per interventi rapidi»

Adriano Casu, dottorando all’Università di Cagliari, è tra i primi partecipanti all’Hub Giovani ed Energia, lanciato da Enel foundation, con l’obiettivo di creare un sistema interdisciplinare. «Uno dei punti che cercherò di trattare sarà capire come strutturare soluzioni tecniche sempre più innovative per il rinnovo della rete di fronte a eventi estremi»

Un momento della presentazione e del lancio di Hub Giovani ed energia

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In un contesto in cui le difficoltà legate ai colli di bottiglia energetici - tra lo Stretto di Hormuz e interferenze nello Stretto di Bab-el-Mandeb - e gli effetti sempre del cambiamento climatico, Enel foundation ha lanciato l’Hub Giovani e Energia, un’iniziativa interdisciplinare che punta a coinvolgere le nuove generazioni nella definizione del nuovo sistema di transizione energetica. L’obiettivo, colmare il divario tra generazioni, crea una rete permanente di giovani leader provenienti da istituzioni, organizzazioni internazionali, università, centri di ricerca ed enti attivi nella comunicazione su energia, clima e scienza, mettendo le loro competenze al servizio delle politiche pubbliche e della strategia industriale, per accelerare la transizione energetica. La particolarità dell’iniziativa non sta solo nel dare ai giovani, i più esposti alle conseguenze future della crisi climatica, un ruolo da protagonisti, ma nel creare legami concreti tra loro e gli esperti già affermati nel settore. Come ha spiegato Edoardo Italia, presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani e tra i relatori dell’evento di lancio, l’Hub rappresenta un «modello [che] ci permette di trasformare le nostre idee in proposte concrete, offrendo un contributo generazionale decisivo per lo sviluppo sostenibile». All’inaugurazione, seguita in presenza e online da numerosi promotori del progetto - tra cui il ministro dell’Energia Gilberto Pichetto Fratin e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, oltre allo stesso Italia - la necessità di accelerare la transizione energetica è stata data per scontata: il focus si è spostato piuttosto sui vantaggi di un approccio basato sul dialogo tra generazioni, sul coinvolgimento dei giovani e su un maggiore ricorso all’intelligenza artificiale e alla digitalizzazione. La presenza di altri relatori e dei primi partecipanti al programma testimonia un coinvolgimento già solido da parte di atenei italiani come il Politecnico di Torino, l’Università di Cagliari e la Bocconi.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

 

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«L’obiettivo è creare una comunità di giovani leader capace di contribuire concretamente alle priorità e alle strategie che accompagnano il futuro dell’energia in Italia e nel mondo. Viviamo in un momento storico unico: per la prima volta convivono cinque generazioni, ciascuna portatrice di competenze, esperienze e sensibilità diverse. La sfida non è scegliere una visione rispetto a un’altra, ma riuscire a integrarle», ha affermato Giulia Genuardi, direttore di Enel foundation.

In un momento in cui le grandi potenze globali, prima fra tutte gli Stati Uniti, hanno di fatto abbandonato l’obiettivo della transizione verso l’energia pulita, l’Italia si trova davanti a un’urgenza di adattamento ancora maggiore. Lo scoppio della guerra in Iran e il suo andamento incerto, hanno mostrato la dipendenza europea. Un’osservazione condivisa da Adriano Casu, dottorando all’Università di Cagliari e tra i primi partecipanti all’Hub: «il futuro va comunque verso quella direzione; dobbiamo essere bravi a seguirla, altrimenti rischiamo di rimanere indietro e non sfruttare alcune opportunità».

Coerentemente con il proprio campo di ricerca, incentrato sul miglioramento della resilienza della rete di distribuzione elettrica, Casu ha sottolineato quanto il tema sia cruciale in un periodo segnato da sbalzi termici estremi e piogge sempre più imprevedibili, fenomeni che mettono a dura prova la rete elettrica. Alla domanda su quale sarà il suo contributo all’Hub Giovani e Energia, ha risposto: «Uno dei punti che cercherò di trattare sarà capire come strutturare soluzioni tecniche sempre più innovative per il rinnovo della rete che è stata pensata per un clima più stabile». Queste «possono essere soluzioni fisiche - quindi interventi di irrobustimento e rinnovamento della rete - o anche soluzioni più smart, innovative. Un esempio è l’utilizzo di micro reti per il ripristino del servizio elettrico agli utenti prima ancora che vengano ripristinati i componenti danneggiati da eventuali eventi estremi», ha aggiunto. Per quanto riguarda ciò che rende distintivo il nuovo Hub dal punto di vista intergenerazionale, «uno dei vantaggi che penso emergerà dell’Hub è la capacità di dialogare con persone che hanno competenze e sensibilità diverse», conclude Casu. «La tecnologia è sicuramente uno strumento che permette di raggiungere gli obiettivi della transizione; un punto cardinale è la capacità di guidare la tecnologia e l’innovazione basandosi su evidenze scientifiche: usare l’evidenza scientifica come strumento parallelo alle scelte politiche per raggiungere questi obiettivi».

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