Camere di Commercio-Isnart

Per i siti Unesco arriva la Carta nazionale della sostenibilità

L’obiettivo è guidare le destinazioni verso modelli di sviluppo sostenibile, valorizzando il patrimonio culturale, le comunità locali e le filiere

di Enrico Netti

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Un carta per la sostenibilità delle aree della Penisola che ospitano i beni Unesco. L’obiettivo è salvaguardare i territori e i tesori dal loro stesso successo, salvaguardando l’equilibrio complessivo dei territori che li ospitano. Se ne è parlato venerdì a Treviso presso la sede della Camera di commercio di Treviso-Belluno in un incontro organizzato dallo stesso Ente camerale e dall’Istituto nazionale ricerche turistiche e culturali (Isnart), nell’ambito delle attività previste dall’edizione 2025/2026 del Progetto Speciale Mirabilia, promosso da 22 Camere di Commercio italiane insieme a Unioncamere.

Con questo obiettivo è stata presentata la Carta nazionale della sostenibilità delle destinazioni che ospitano un sito Unesco, strumento elaborato da Isnart, per guidare le destinazioni verso modelli di sviluppo sostenibile, valorizzando il patrimonio culturale, le comunità locali e i sistemi di filiera e fungendo da framework di coordinamento per l’allineamento delle politiche territoriali di sostenibilità ai principi e agli indirizzi Unesco, con l’obiettivo di fornire strumenti condivisi per analizzare, monitorare e migliorare la sostenibilità delle destinazioni turistiche. Il progetto Mirabilia coinvolge quasi 600 comuni e 24 siti Unesco che, pur rappresentando circa il 7% dei Comuni italiani, generano il 19% delle presenze turistiche nazionali secondo i dati del Centro studi Tagliacarne.

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«Quando nel 2022 presentammo la Carta della Sostenibilità di Cison di Valmarino - ha detto Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno-Dolomiti - eravamo convinti che quel documento potesse diventare un modello condiviso. Lo presentammo infatti anche a livello europeo, all’ambasciatore Francesco Genuardi dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles. Oggi, a distanza di pochi anni, quella intuizione ha trovato conferma nel percorso comune di tutta la rete Mirabilia e ora prende forma in una Carta Nazionale che sintetizza quanto costruito insieme. È una soddisfazione profonda vedere che ciò che è partito dal nostro territorio ha alimentato un lavoro corale capace di offrire alle Camere di Commercio italiane indirizzi comuni per leggere e governare lo sviluppo turistico sostenibile dei siti Unesco di cui siamo custodi. Siamo convinti che non esista crescita duratura senza la capacità di prendersi cura dei territori straordinari che la rete Mirabilia rappresenta».

La Carta si propone come una vera e propria “cassetta degli attrezzi” per Camere di Commercio, amministrazioni e operatori economici che si basa su un modello centrato sulle tre dimensioni fondamentali della sostenibilità - ambientale, economica, sociale - alle quali è stata aggiunta la dimensione culturale, che diventa fondamentale quando la sostenibilità si applica a territori sede di beni riconosciuti dall’Unesco. Un’attenzione particolare è quella dedicata alla governance territoriale che deve lavorare in modo integrato, analizzata attraverso indicatori che permettono di monitorare aspetti come la pressione turistica, il consumo di suolo, la qualità ambientale, l’occupazione, la vitalità delle imprese culturali, l’accessibilità, l’inclusione sociale e la percezione dei visitatori. La Carta inoltre traccia un percorso di miglioramento progressivo, basato sulla condivisione di dati, strumenti e buone pratiche. In questo contesto un ruolo centrale è affidato alle Camere di Commercio del Progetto speciale Mirabilia, chiamate a favorire il coordinamento territoriale, il dialogo tra istituzioni e imprese e la diffusione di un possibile modello capace di conciliare concretamente sviluppo che porti benessere ai territori e tutela che permetta il mantenimento dei beni, pensando anche alle generazioni future.

Si cerca di governare, gestire il turismo culturale visto in costante crescita. I dati Isnart evidenziano che la cultura è per il quarto anno consecutivo la prima motivazione di visita degli stranieri nel nostro Paese e muove da sola il 45% di visitatori internazionali mentre nei siti Unesco l’aumento tra il 2024 e il 2023 dei visitatori è del 14,87%, oer i dati Unitelma Sapienza di Roma. La crescita va però guidata: borghi ed entroterra diventano parte attiva dell’offerta turistica e poi overtourism, cambiamenti climatici, pressione urbanistica e spopolamento delle aree interne impongono dunque un nuovo approccio: costruire modelli di sviluppo turistico sostenibile capaci di valorizzare il patrimonio, conciliandolo con la qualità della vita delle comunità residenti e l’identità dei luoghi.

«La Carta che abbiamo presentato oggi nasce dai territori è il risultato di un lavoro costruito nel tempo, insieme ai territori e alle Camere di Commercio del network Mirabilia - ricorda Loretta Credaro, presidente Isnart -. Un lavoro fatto di confronto, sperimentazione e progressiva messa a fuoco di un tema centrale: la sostenibilità delle destinazioni, in particolare quelle che ospitano un bene/sito Unesco. Un contesto che va non solo fotografato, ma anche monitorato costantemente. Un lavoro che d’ora in avanti sarà possibile grazie all’apporto che Isnart ha assicurato, individuando un metodo e strumenti per misurare la capacità di carico turistica delle destinazioni secondo i principi della sostenibilità. La volontà è stata quella di tracciare la strada per l’elaborazione di una Carta nazionale che sia cornice e base per dotare ciascuna destinazione “dotata” di un bene Unesco di una propria carta della sostenibilità, basata su pilastri comuni alle altre realtà. Ed è proprio per questo che vuole essere uno strumento utile, concreto e soprattutto applicabile».

Tra i siti Unesco nella Penisola ci sono Matera con i Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri, la Reggia di Caserta, Castel del Monte, le Cinque Terre, il Val di Noto, le Isole Eolie, Verona, il centro storico di Urbino e Assisi con la Basilica di San Francesco.

Cosa prevede la Carta

La Carta Nazionale è il quadro di riferimento strategico per la preparazione delle Carte territorioli locali e contempla tutta una serie di interventi sia preventivi che di promozione dei beni del territorio. Si dovranno applicare politiche di conservazione attiva e gestione preventiva dei rischi ma anche ridurre le emissioni grazie alle rinnovabili e la mobilità a basso impatto, difendere la biodiversità e adottare piani di adattamento climatico per la tutela degli ecosistemi oltre al contrastro alla cementificazione e la promozione della rigenerazione urbana e il sostegno ad eventi culturali accessibili e a basso impatto.

Per quanto riguarda la sostenibilità economica si dovranno adottare piani di gestione integrata coerenti con i principi Unesco e con la Carta europea del turismo sostenibile, adottare sistemi di monitoraggio della capacità di carico antropico dei siti ed introdurre strumenti di finanza verde e promuovere il turismo etico. Un percorso che porta alla sostenibilità culturale, ovvero favorire progetti culturali che la interpretino e promuovere le imprese turistiche responsabili, con certificazioni ambientali. Uno sviluppo che coinvolge le comunità locali, con la promozione di un turismo lento e consapevole, basato su esperienze locali, favorendo anche la partecipazione attiva di gruppi vulnerabili e integrare la diversità culturale come elemento di arricchimento.

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