Piano casa, un commissario per gestire l’edilizia popolare
Recupero di 61mila alloggi popolari inagibili e focus su altri 53mila immobili pubblici inutilizzati. Regia centralizzata e risorse affidate a Invitalia che partirà con 970 milioni di euro
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I punti chiave
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Il puzzle del Piano casa ha preso forma e il testo pubblicato in Gazzetta ufficiale il 7 maggio scorso mette a sistema risorse, che per lo più hanno radici altrove, con l’obiettivo primario di aumentare l’offerta abitativa «senza consumo di suolo» - come precisato dalla stessa premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di presentazione del provvedimento - e ridurre così il fenomeno dell’emergenza abitativa.
Il primo capitolo di intervento, quello dai contorni più definiti, punta al recupero dei 61mila alloggi dell’edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata, attualmente inagibili, secondo l’ultima ricognizione Federcasa-Nomisma. Il perimetro di intervento, poi, potrebbe coinvolgere fino a 53mila immobili pubblici inutilizzati: il censimento è del ministero dell’Economia, il quale sottolinea che questi alloggi «potrebbero essere destinati sia a edilizia residenziale pubblica, che sociale, che integrata». In pratica, sommando le unità abitative potenzialmente interessate, il Piano casa interesserà circa 114mila alloggi.
L’operazione potrebbe soddisfare solo una parte delle 250mila richieste in liste d’attesa per un alloggio sociale al 31 dicembre 2024 (di cui 60mila a Milano e hinterland), ultimo dato diffuso da Federcasa che riunisce 85 enti gestori dell’edilizia residenziale pubblica (tra cui Atc, Ater, Iacp, Aler, Arca e altri) .
Le risorse in campo
La scommessa innanzitutto parte dalle risorse finanziarie. Il piano rimette in circolo fondi giacenti, già stanziati sia dal governo in carica sia da quelli precedenti, e parte da 970 milioni di euro distribuiti nei cinque anni tra il 2026 e il 2030. Di questi 100 milioni provengono dalla riduzione dell’autorizzazione di spesa iscritta nel bilancio di previsione per il 2024; i restanti 860 dalla cancellazione dell’autorizzazione del bilancio 2024. Entrambe le norme prevedevano la realizzazione di programmi con le stesse finalità, ora raggruppate sotto l’insegna del Piano casa.
È inoltre previsto l’utilizzo del 50% delle risorse destinate dal Fondo sociale per il clima (regolamento Ue 2023/955) a sostegno delle famiglie vulnerabili: per il periodo 2026-2032 il ministero dell’Ambiente destina all’edilizia residenziale pubblica 1,47 miliardi di euro, di cui quindi 735 milioni dovrebbero essere dati in dote al Piano casa.







