Alla guida della Nazionale

Pirlo Ct dell’Italia, giallo sulla mancata ufficialità. Scoppia il caso dello sponsor russo

Politica divisa sul ruolo di testimonial dell’agenzia russa di scommesse Fonbet, ma l’ex campione azzurro si difende: «Sempre rispettato le leggi»

di Redazione Roma

Aggiornato il 27 luglio 2026, ore 8,30

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 ANSA

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Andrea Pirlo ancora non è stato indicato ufficialmente come nuovo commissario tecnico dell’Italia, dopo il “corteggiamento” di Pep Guardiola non andato a buon fine da parte di Paolo Maldini e Leonardo, anche perché l’ex centrocampista di Milan e Juventus deve risolvere il contratto con il Dubai United, di cui è allenatore. Intanto scoppia un caso politico perché Pirlo è testimonial della società russa di scommesse Fonbet. Con il Codacons che annuncia un formale esposto all’Autorità per le comunicazioni chiedendo di aprire una indagine alla luce della violazione del divieto di pubblicità e sponsorizzazione alle scommesse e giochi in denaro. E, aggiungono dall’associazione, «se la Figc lo nominerà Commissario tecnico della Nazionale, scatterà un ricorso immediato al Tar del Lazio per bloccare tale nomina».

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Vannacci: sponsor russi? La politica non si schieri contro Pirlo ct

Roberto Vannacci afferma all’Ansa: «Non vedo questione etica, la sponsorizzazione non deve interessare a nessuno: cultura, arte e sport devono restare fuori da politica e relazioni internazionali. Questa non è una cosa che va presa in considerazione per valutare incarichi eventuali a Pirlo, dove invece vanno valutate la competenza e certo non gli affari con agenzie varie. Come feci con Buttafuoco a Venezia, dunque, a lui do la mia solidarietà».

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De Bertoldi (Lega): la scelta di Pirlo non sia influenzata da suoi rapporti con Russia

Anche il deputato leghista e presidente Lcd Andrea de Bertoldi chiede di sgomberare dal campo la pregiudiziale antirussa: «Non so se il grande calciatore Andrea Pirlo possa essere la scelta giusta per allenare la Nazionale, ma certamente tale scelta non dovrà essere influenzata dai suoi rapporti commerciali con la Russia, anzi. Le sue relazioni con Mosca, così come quelle di molti altri artisti e sportivi italiani, potrebbero infatti rappresentare un valore aggiunto per riallacciare finalmente nuovi rapporti di collaborazione politica ed economica tra i nostri Paesi, nell’ottica della pace. Le crisi internazionali e il perdurare delle tensioni, compresi i blocchi nello Stretto di Hormuz, potrebbero infatti portare i costi energetici a livelli insopportabili per famiglie e imprese già dal prossimo autunno. Torniamo quindi subito, magari anche grazie ad Andrea Pirlo, a parlare con Mosca di pace e di interscambi commerciali».

Sensi (Pd): non può essere Pirlo nuovo ct, avanti un altro

Di tutt’altro avviso il Partito democratico. «Non può essere Pirlo il nuovo Ct. Non sarà Pirlo il nuovo Ct. Avanti un altro». Lo scrive su X Filippo Sensi, senatore del Pd.

Della Vedova: auguri a Pirlo ma prenda le distanze da Putin

Il tema dei rapporti con la Russia è già posto già nella giornata di sabato 25 luglio. «Non si può che fare gli auguri più sentiti a Pirlo e alla nazionale italiana di calcio. Con un “ma”: Pirlo pochi mesi fa ha fatto una scelta per me incomprensibile e sbagliata, quella di diventare ambasciatore nel mondo di Fonbet, prima agenzia di scommesse in Russia». A dichiararlo sui suoi canali social è stato il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova. Il settore delle scommesse non è colpito dalle sanzioni europee, ma questo non toglie che un personaggio pubblico della levatura di Andrea Pirlo dovrebbe riflettere sul significato pubblico di scelte private e di affari. Personalmente mi auguro che il nuovo Ct della Nazionale senta l’esigenza di rescindere il contratto con Fonbet, anche considerando la posizione attuale dell’Italia nei confronti della Russia. Anzi, voglio pensare che lo abbia già fatto». «Quando Putin interromperà la sua invasione violenta e illegale dell’Ucraina e la sua guerra ibrida contro noi europei - conclude - si potrà cominciare e parlare di Russia in altri termini. Oggi no».

Picierno: Pirlo ha prestato proprio prestigio a regime di Putin

«Dopo l’ennesima disfatta e un’altra qualificazione mondiale mancata, il calcio italiano avrebbe avuto bisogno di una rivoluzione culturale, etica e gestionale. La scelta di Andrea Pirlo» per guidare la Nazionale azzurra «va nella direzione opposta. Pirlo è stato un campione straordinario. Da allenatore, fin qui, ha mostrato ben poco. E c’è un tema che non può essere liquidato come irrilevante. Non interessa se Pirlo sia filorusso o meno. Conta ciò che ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata». A scriverlo su X è la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno. «Non è stata una semplice partita di calcio, ma un tassello della strategia con cui Mosca cerca di dimostrare che tutto può continuare come se nulla fosse. La Nazionale italiana rappresenta l’Italia nel mondo. E l’Italia è dalla parte dell’Ucraina, dell’Unione europea e del diritto internazionale. Per questo la scelta di Pirlo è stata un grave errore. E la scelta della Figc lo è ancora di più. Non il piano B di Guardiola. Il piano Z del calcio italiano».

La Russa: un salto nel buio

Ci sono anche perplessità di natura tecnica emersi nelle dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa: «Stimo Malagò, Leonardo e Maldini, in quest’ordine, e quindi non ho fatto dichiarazioni immediate su Pirlo ct azzurro anche per rispetto a loro, ed ora parlo solo perché mi avete chiamato: che Dio ce la mandi buona». E ha aggiunto La Russa: «Certo, sono un tifoso dell’Italia e Pirlo è stato un grande campione: ma come allenatore è un salto nel buio. Dopo il ballon d’essai mediatico di Guardiola non vorrei che la montagna avesse partorito un topolino, il topolino Pirlo. Pensavo che la scelta fosse Conte o Mancini».

Abodi: mi auguro Pirlo porti risultati sperati, io primo supporter

«Mi auguro Pirlo possa portare i risultati sperati, sapendo che si tratta di un percorso. Lui, poi, ha un suo percorso da allenatore e mi auguro possa incrementarlo ulteriormente» ha commentato il ministro per lo Sport e per i giovani, Andrea Abodi, a Sky Tg24. «Il campo dirà se questa sarà stata una scommessa o una scelta lungimirante - ha aggiunto -. Io resto il primo supporter del ct e della nazionale che per me è la squadra del cuore». Poi sul no di Pep Guardiola alla nazionale: «Non so se ci abbia pensato veramente. Lui e Pirlo mi sembrano alternative talmente distanti tra loro che senza una certezza del sì avrei tenuto nascosta la pista Guardiola».

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Renzi: in bocca al lupo a Pirlo, su Guardiola ci avevo creduto

«In bocca al lupo a Pirlo, facciamo il tifo per lui», dopo di che «io ho conosciuto Guardiola e un po’ ci ho creduto, ci ho sperato» ha commentato Matteo Renzi interpellato sulla nazionale a SkyTg24. «Mi fa ridere - ha aggiunto a proposito dello spagnolo - chi dice che non va bene un allenatore straniero nella nazionale: a loro ricordo che se non ci fosse stato un signore argentino che si chiama Velasco non avremmo avuto i risultati avuti nella pallavolo e lo stesso in altri sport: con ct stranieri ci sono state alcune delle più belle avventure dell’Italia dello sport per cui i sovranisti alle vongole vadano in vacanza che abbiamo bisogno di più serietà».

Pirlo: «Sempre rispettato le leggi, rammarico per le polemiche»

Nella tarda serata di ieri si è fatto sentire lo stesso ct in pectore Pirlo, che sui suoi social ha confessato la propria amarezza per le polemiche politiche scatenate dal suo contratto con la società di scommesse rissa Fonbet. «Ho assistito con grande amarezza al dibattito intorno al mio nome come ct. Nel corso della mia carriera ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche è esclusivamente di natura commerciale e sportiva, attribuirle un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono. Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico».

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