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Pnrr, l’ultima sfida è il completamento delle case della comunità

Target sanitario più difficile da raggiungere rispetto a digitalizzazione e asili nido

di Camilla Colombo

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Se i Comuni sono la rete neurale del Pnrr, la sanità è l’organo a cui tutti si collegano. Per questo, era particolarmente importante che gli investimenti nella modernizzazione del Sistema sanitario nazionale arrivassero a compimento. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo in collegamento all’evento annuale «L’Italia del Pnrr» al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, elenca i target raggiunti:

  • tre miliardi per l’assistenza domiciliare di oltre un milione e mezzo di over 65 presi in carico nel 2025;
  • un miliardo e mezzo per la telemedicina rivolta a oltre 560mila persone fragili e con patologie croniche;
  • oltre un miliardo per l’ammodernamento del parco tech degli ospedali;
  • un miliardo e quattrocento milioni per la digitalizzazione dei reparti d’emergenza e l’accettazione;
  • l’avvio del fascicolo sanitario elettronico.

«Resta da completare il progetto delle case della comunità: il target della medicina territoriale è più complesso da raggiungere, ma con lo sforzo di tutti è fattibile in tempo (la scadenza è il 30 giugno, ndr), perché dopo 47 anni è giusto che il Ssn si ammoderni senza rinunciare ai suoi principi fondanti», dice Schillaci.

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Gli enti locali

Antonio Decaro, nella doppia veste di ex sindaco di Bari e attuale presidente della Regione Puglia, si dimostra fiducioso, visti i target raggiunti finora in ambito sanitario, ma pone un quesito rilevante: se il target delle 1.038 case della comunità è complessivo per tutto il Paese, l’impresa è fattibile, se deve essere distribuito per regione, emergono criticità. «Per creare le case della comunità ci sono difficoltà pratiche, come l’individuazione degli immobili nei Comuni, le numerose autorizzazioni, l’affidamento a Invitalia per velocizzare le procedure ma con l’effetto che le imprese coinvolte erano sempre le stesse».

Il caso della Regione Liguria sembra indicare un modello positivo: il presidente Marco Bucci riferisce di aver realizzato 32 case della comunità (il target era 30) per un totale di 25mila visite al mese tolte ai Pronto soccorso. «L’alta qualità della vita è garantita solo dall’alta qualità della sanità», commenta Bucci. «In questo la medicina territoriale è fondamentale al pari della telemedicina sia perché ci sono valli nel nostro territorio difficili da raggiungere sia perché, con l’invecchiamento della popolazione, è imprescindibile investire in prevenzione in un’ottica anche di sostenibilità economica».

Oltre alla sanità, gli ambiti in cui i finanziamenti del Pnrr hanno attecchito di più sui territori sono la digitalizzazione, le infrastrutture scolastiche, la mobilità. Dei 415 milioni ottenuti con il Pnrr, la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, spiega che oltre 200 sono stati rivolti alla mobilità sostenibile per decongestionare il traffico privato mentre oltre otto milioni sono stati dedicati alla demolizione e alla ricostruzione di scuole e asili nidi, per un totale di 140 posti in più. «Dobbiamo attirare non solo turisti, ma anche famiglie e diffondere un’idea di genitorialità sostenuta da infrastrutture, occupazione femminile e sostegni alla casa», sottolinea Carnevali.

Di quattro scuole nuove e quattro palestre nuove beneficia anche la provincia di Cuneo, come ricordato dal presidente della Provincia Luca Robalbo, il cui ente ha gestito direttamente 35 gare relative a opere proprie per un valore di circa 85 milioni e ha seguito ulteriori 51 procedure di affidamento per conto di decine di Comuni, per un valore di circa 29 milioni. «La capacità di interloquire con altre realtà, il sistema scolastico o le camere di commercio, ad esempio, è una delle eredità più utili del Pnrr. Al pari della collaborazione fra uffici», conclude Robalbo.

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