Poca concorrenza, scarsi controlli e usato ostacolato, ecco i 10 motivi del caro libri
Alcuni dei punti critici rilevati dall'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato al termine della sua indagine conoscitiva iniziata nel 2024 e conclusasi nel dicembre 2025, analizzati dal portale specializzato
4' di lettura
4' di lettura
Pochi editori sul mercato e quindi poca concorrenza, docenti che decidono quanto far spendere alle famiglie senza che nessuno controlli il loro operato, nuove edizioni troppo facili e licenze digitali che frenano il mercato dell'usato e quello del comodato, libri essenzialmente rimasti di (tanta) carta con il relativo aggravio per le schiene degli studenti e per i portafogli delle famiglie. Sono questi alcuni dei punti critici rilevati dall'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato al termine della sua indagine conoscitiva iniziata nel 2024 e conclusasi nel dicembre 2025, analizzati dal portale Skuola.net e riassunti in 10 punti essenziali, per rispondere ad una domanda che in questo periodo angustia le famiglie: perché i libri scolastici costano sempre più caro?
Non c'è del marcio. L'intervento dell'Antitrust anche verso il Mim
Non c'è del marcio - vale la pena chiarirlo - e quindi nessuno è da dichiarare colpevole, ma ci sono tanti elementi che sommati uno sull'altro vanno a scapito delle famiglie: per questo l'Antitrust “ha indirizzato una segnalazione formale a una pluralità di soggetti istituzionali, tra cui il MIM, contenente puntuali indicazioni di intervento e supervisione”.
Perché se è vero che alle elementari i libri sono gratis perché li passa lo Stato - o meglio gli enti locali - alle medie e alle superiori la spesa ricade sulle famiglie: il costo dei testi scolastici (fino 1.200 euro per un ciclo di scuola superiore) non è aumentato più dell'inflazione.
Stipendi fermi e mercato dell'usato ostacolato
Ma con stipendi fermi e mercato dell'usato fortemente ostacolato da alcune pratiche per i portafogli più deboli, settembre è il mese da segnare in rosso sul calendario, soprattutto quest'anno che in prima elementare e media debuttano le nuove indicazioni nazionali che giustificano la produzione in massa di nuove edizioni. Ma perché per le famiglie è così difficile spendere meno?
I 10 principali nodi segnalati dall'Autorità che regola la libera concorrenza
Sempre il portale Skuola.net ha evidenziato i 10 principali motivi che emergono dall'indagine dell'Antitrust.
1. Le famiglie sostengono il settore dell'editoria scolastica: il mercato dei libri scolastici vale sugli 800 milioni di euro per quel che riguarda il nuovo (a cui si aggiungono i 150 milioni generati dal mercato dell'usato): un settore industriale che dunque genera tanti posti di lavoro, ma che allo stato attuale viene tenuto in piedi anche e soprattutto dalle famiglie. Lo dice la stessa autorità, che tuona: “Appare inadeguato che il sostegno al settore ricada sulle famiglie, quando esistono strumenti alternativi di supporto pubblico, come crediti d'imposta o incentivi diretti, già utilizzati in altri ambiti dell'editoria”. Infatti, gran parte del ricavo degli editori deriva proprio dai testi delle scuole secondarie, con un bilancio finale che parla di una spesa (sempre media) di 580,75 euro per completare le scuole medie e addirittura di 1.250,43 euro per concludere l'intero ciclo delle superiori.
Brand connect
Newsletter Scuola+
La newsletter premium dedicata al mondo della scuola con approfondimenti normativi, analisi e guide operative
Abbonati







