Podcast Nome In Codice: guerra elettronica
La terza puntata di Nome in Codice, il Podcast di 24Ore NextMed e Radio24 che vi racconta storie, tecnologie e intrighi dal lato oscuro della politica internazionale, naviga nel labirinto della guerra elettromagnetica, delle interferenze satellitari e di quei sistemi in grado mettere in crisi la tecnologia che ciascuno di noi usa ogni giorno. Droni fatti precipitare, Gps in tilt (come nel caso dell’aereo di Von der Leyen), ma anche ipotesi attorno all’affondamento dello yacht Bayesian. Ascolta la puntata.
di 24Ore NextMed
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2' di lettura
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Tra il marzo e il maggio 2026, numerosi droni da guerra ucraini entrano nello spazio aereo europeo, provocando allarmi in Finlandia, Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia e Romania. In alcuni di questi casi non si tratta di incidenti: secondo varie agenzie di intelligence europee, la Russia conduce atti di “guerra elettronica” deviando i droni nemici verso l’Europa per aumentare la tensione sul fianco Est della Nato. Qui, in queste zone del Vecchio Continente gli episodi si fanno sempre più frequenti. Ma ciò non significa che gli altri Stati Ue possano ignorare il tema e girarsi dall’altra parte.
Chiedilo al Sole
In questa puntata di “Nome in Codice”, Claudio Antonelli e Antonio Talia intervistano esperti e tecnici, scoprono attività come il jamming e lo spoofing e raccontano la cosiddetta “Guerra Elettronica”, quella branca della guerra moderna che consente di mettere in crisi sistemi tecnologici che ognuno di noi usa ogni giorno. Tra gli ospiti Samiele Ebano ad di Raysilience e Domenico Vigilante, VP Chief Technology Office della divisione Elettronica di Leonardo.
L’Unione europea ha già incluso nei vari pacchetti di sanzioni contro la Russia individui e società coinvolte nelle attività di guerra elettronica. Le sanzioni non servono. Le contromisure da intraprendere sono soprattutto di natura tecnologica, e richiedono investimenti. Nel giugno 2025, una lettera inviata alla Commissione europea da 13 stati membri – tra cui l’Italia – aveva chiesto una risposta più forte contro questo tipo di interferenze. A luglio 2025 l’Unione europea ha annunciato il lancio di OSNMA (Open Service Navigation Message Authentication), un protocollo che permetterà di riconoscere i segnali distribuiti dal sistema satellitare europeo Galileo e identificarli come autentici. Intanto l’Ue è la regione più colpita al mondo» da attività di questo tipo, e per comprendere la portata del fenomeno è sufficiente visitare il sito di EGIPRON Project, un’iniziativa dell’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale: EGIPRON – che si avvale di tecnologie italiane fornite da Leonardo e QASCOM S.r.l. – mappa le interferenze sui sistemi satellitari, e basta uno sguardo alla cartina geografica per rendersi conto che ogni giorno il fronte orientale dell’Unione europea viene bombardato da segnali di disturbo, dal Mar Baltico fino a Cipro. La puntata non si ferma alla lista dei droni precipitati o fatti precipitare, ma- con il contributo di esperti del mondo della Difesa - analizza le mosse per prevenire attacchi ed entra nelle zone grigie di questa tecnologia. Dalla cosiddetta sindrome dell’Avana, fino alle ipotesi dietro all’affondamento dello yacht Bayesian del tycoon Mike Lynch.

