Bodycam e tutele più ampie: in arrivo la riforma della polizia locale. Ma c’è il nodo coperture
Via libera della Camera alla delega. Il testo passa al Senato ma c’è il nodo coperture
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La riforma della polizia locale arriva dopo quasi quarant’anni. Ma rischia di nascere senza benzina. La Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega che riscrive funzioni, ordinamento e tutele degli agenti con 130 voti favorevoli, 31 contrari e 71 astenuti. Scoppia la polemica tra opposizione e maggioranza.
È il primo intervento organico dalla legge quadro del 1986. Un passaggio atteso da decenni, destinato a cambiare il lavoro degli agenti nei Comuni italiani: più garanzie assicurative, nuove coperture in caso di infortunio, patrocinio legale quando l’uso delle armi o della forza finisce davanti a un giudice, bodycam tra le dotazioni, accesso ai database delle Forze di polizia dello Stato.
Sulla carta, una svolta.
Nei conti, però, la riforma parte già zoppa. L’unico capitolo di spesa previsto dal testo - un fondo da 20 milioni di euro all’anno - per il 2026 non c’è più. È stato svuotato dal decreto Sicurezza del governo Meloni. Quei soldi, nati per accompagnare il riordino della polizia locale, sono stati dirottati su altre misure di sicurezza urbana. E ai Comuni, intanto, arrivano nuovi obblighi, nuove spese, nuove responsabilità. Senza un euro di compensazione. A ciò si aggiunga che resta il nodo degli organici, in caduta libera dal 2009.
Il fondo da 20 milioni che non c’è più
Il cortocircuito nasce da lontano. La legge di Bilancio per il 2021 aveva istituito, presso il ministero dell’Interno, un Fondo per la riforma della polizia locale. Dotazione: 20 milioni di euro all’anno dal 2022. Era il serbatoio finanziario pensato per il momento in cui il Parlamento avrebbe finalmente messo mano al riordino della polizia locale. Quel momento è arrivato. Ma il serbatoio, per il primo anno utile, è vuoto.







