Porti, a Tanger Med il primato sul Mediterraneo. Chi sale e chi scende tra i concorrenti
Tra le sette principali città marittime mediterranee, lo scalo marocchino vanta numerosi primati. Incalza Valencia, che ha il miglior equilibrio tra container movimentati e accesso al grande mercato interno. Seguono Marsiglia, Pireo, Genova e Trieste
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Lo snodo centrale del traffico merci nel Mediterraneo si sta concentrando, sempre più, verso il Marocco. Lo testimonia l’incrocio dei dati di diversi studi, che portano ad assegnare a Tanger Med la leadership tra i porti del Mare nostrum, anche se Valencia è il gateway per i container più rilevante dell’area. Restano più arretrati, quanto a volumi di traffici (ma non solo), pur mantenendo caratteristiche di forte rilevanza, altri scali che, nel recente passato, sono stati protagonisti di forti crescite (ma anche di rallentamenti), come il Pireo in Grecia e Trieste in Italia, e altri ancora che detengono, comunque, posizioni importanti per traffici, logistica e tipologie di merci movimentate, come Genova e Marsiglia-Fos. Gioia Tauro, che il più significativo porto tricolore di transhipment (cioè di trasbordo dei container da navi più grandi a unità feeder) ed è l’hub di punta, nel Paese, del gruppo Msc cargo, segna invece un aumento dei traffici ma resta ben distante dal suo omologo marocchino.
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Su questi sette scali si è concentrata la nostra attenzione, in un necessario lavoro di scrematura (che comunque ha tenuto conto anche delle altre realtà operanti nell’area), nel tentativo di individuare la possibile capitale portuale del Mediterraneo nel 2026. Tenendo in considerazione fattori quali scala dei traffici, connettività, accesso al retroterra, efficienza operativa, integrazione industriale, capacità d’investimento e rilevanza strategica. Il tutto, in uno scenario geopolitico in grande mutamento, nel quale le crisi del Mar Rosso e di Hormuz hanno prodotto deviazioni delle rotte sul Capo di Buona Speranza, maggiori distanze di navigazione tra Asia ed Europa, aumento del bunkeraggio, riorganizzazione degli scali e volatilità del transhipment.
In questo quadro, Tanger Med, come rileva un report prodotto in ambito Osservatorio NextMed, a cui si aggiungono i numeri di Srm (centro ricerche che fa capo a Intesa Sanpaolo) e Assoporti, ha totalizzato, nel 2025, 11,1 milioni di teu (unità di misura pari a un container da 20 piedi), pari a +8,3% sul 2024, raggiungendo anche il record di 161 milioni di tonnellate di merci movimentate, con un incremento del 13,3%. Primati che sono fondati, in larga misura, sul transhipment, sulla localizzazione presso lo Stretto di Gibilterra, a cavallo tra Mediterraneo e Oceano Atlantico, e sull’integrazione con una piattaforma industriale marocchina progettata dallo Stato.
Tanger Med group dichiara oltre 3mila ettari di parchi industriali e logistici, più di 1.400 imprese e un volume d’affari industriale di circa 17,4 miliardi di euro nei settori automotive, aeronautica, tessile, agroalimentare e logistica. E questo segna la differenza tra un terminal di transhipment puro, com’è invece Gioia Tauro, e lo scalo marocchino dove una parte crescente di traffico collegata alla trasformazione industriale e alle esportazioni del Marocco, in particolare l’automotive.
Velencia, invece, si configura come un grande porto di stazionamento e distribuzione, verso il continente europeo, dei container. Nel 2025 ha totalizzato 5,66 milioni di teu (+3,41%) e 80 milioni di tonnellate di merci (-0,75%). E i suoi principali mercati di riferimento sono Cina, Italia e Usa. Peraltro, dallo scalo spagnolo - che ha segnato, l’anno scorso, una crescita dell’export containerizzato del 5,56% e un aumento delle importazioni del +15,55% - entra nell’economia della Spagna e dell’Europa, e ne esce, una quota più consistente di contenitori, rispetto a quella di Tanger Med. Le connessioni ferroviarie, inoltre, sono in crescita.


