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Poste alza prezzo opas Tim e rinuncia alla condizione soglia

Lo ha deciso il cda confermando il valore strategico dell'offerta. Aumentata parte cash di 30 centesimi a 1,97 euro complessivi

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I punti chiave

  • Confermata la politica di dividendi
  • Non si procederà a ulteriori aumenti
  • Rinunciabilità della condizione soglia già prevista nel prospetto
  • L'adesione all'offerta di Labriola e top management di Tim

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Poste Italiane, a pochi giorni dalla chiusura dell'operazione, alza il prezzo dell'opas su Telecom Italia. Il consiglio di amministrazione ha infatti deliberato di incrementare il corrispettivo dell’offerta mediante il riconoscimento di una componente aggiuntiva in denaro pari a 0,30 euro per ciascuna azione Tim portata in adesione. Pertanto il corrispettivo sarà complessivamente costituito da 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione e da una componente cash, comprensiva del rilancio, pari a complessivi 1,97 per azione. L'offerta termina venerdì 11 settembre. L'aumento del prezzo secondo i regolamenti che prevedono la tutela dei tre giorni dalla modifica dell'offerta, sarebbe potuta arrivare entro la giornata di domani. Se Poste, nel decidere il rilancio, fosse andata più a ridosso del termine dell'offerta, avrebbe dovuto prorogare i termini per la conclusione dell'opas.

Confermata la politica di dividendi

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Con l’incremento del corrispettivo, il consiglio di amministrazione dell’offerente intende confermare la rilevanza strategica e industriale dell’offerta. I benefici economici e finanziari per gli azionisti di Poste abilitati dall’offerta rimarranno sostanzialmente immutati a seguito del riconoscimento del corrispettivo unitario incrementato, con un impatto positivo confermato sull’utile per azione di Poste a partire dall’esercizio 2027 e previsto a doppia cifra nel 2028. Si conferma, altresì, la politica di dividendi di Poste relativa all’esercizio 2026 su base stand-alone e l’impegno ad una politica di dividendi accrescitiva a partire dal 2027.

Non si procederà a ulteriori aumenti

Poste Italiane precisa che il corrispettivo unitario incrementato rappresenta il corrispettivo finale dell’offerta e che non si procederà ad ulteriori incrementi dello stesso. Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Poste rilevato alla chiusura del 20 marzo 2026, pari a 21,46 euro, il corrispettivo unitario incrementato esprime una valorizzazione monetaria implicita pari a 6,65 euro per ciascuna azione Tim e, dunque, incorpora un premio implicito del 14,16% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Tim rilevato alla data di riferimento. Inoltre, sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Poste rilevato alla chiusura del 4 settembre 2026, pari a 26,90 euro e incrementato del 25% dalla data di riferimento, il corrispettivo incrementato esprime una valorizzazione monetaria implicita pari a 7,83 euro per ciascuna azione Tim.

In caso di adesione totalitaria all’offerta, il controvalore monetario implicito complessivo dell’offerta sarebbe pari a 11.345.126.354 euro, comprensivo della componente aggiuntiva in denaro, calcolato sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Poste alla data di riferimento. In tale scenario, l’ammontare massimo complessivo della componente in denaro del corrispettivo unitario incrementato sarebbe pari a 3.361.532.803 euro.

Rinunciabilità della condizione soglia già prevista nel prospetto

Poste ha inoltre annunciato di rinunciare ufficialmente alla condizione soglia per l'offerta su Tim. L'ipotesi della rinunciabilità era già contenuto nel prospetto dell'opas pubblicato a luglio. Ora Poste annuncia che acquisterà tutte le azioni oggetto dell'offerta portate in adesione anche qualora si trattasse di un quantitativo inferiore alla condizione soglia del 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee dell'emittente.

L'adesione all'offerta di Labriola e top management di Tim

A inizio giornata, il top management di Tim aveva annunciato di aver aderito all'offerta. L'amministratore delegato di Tim Pietro Labriola e i dirigenti con responsabilità strategiche della società hanno portato in adesione le azioni detenute all'offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria volontaria promossa da Poste Italiane. La seduta di Borsa, prima della diffusione del comunicato sul rilancio in serata, si è chiusa con adesioni pari al 6,15% del capitale.

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