In Senato

Prelievo sulle scommesse e tetto ai procuratori: il Ddl per riformare il calcio

Il disegno di legge è stato depositato a Palazzo Madama da Paolo Marcheschi di Fratelli d’Italia

Adobe Stock

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Un prelievo del 2% sulla raccolta delle scommesse calcistiche - che può valere almeno 230 milioni di euro - e un tetto ai compensi dei procuratori sportivi. Sono soltanto due degli interventi inseriti all’interno del disegno di legge “Disposizioni in materia di sistema calcistico italiano”, presentato dal senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi e depositato ieri a Palazzo Madama.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Lo stato attuale del calcio

Il testo si compone di 21 articoli e affronta il sistema calcistico su due piani distinti. Il primo, quello fiscale e finanziario, presenta misure che toccano operatori del mercato delle scommesse e agenti sportivi. L’altro, più strettamente sportivo, interviene sui vivai, sulla struttura delle leghe e sui trasferimenti tra club. Il testo nasce dalla «necessità di affrontare le gravi criticità strutturali del sistema calcistico italiano». In ordine: debito complessivo del settore a 5,5 miliardi, crisi dei vivai fotografata dal dato sull’1,9% di minuti giocati da Under 21 selezionabili nelle massime serie, mancata qualificazione ai Mondiali 2026.

Loading...

Il prelievo che vale 230 milioni

Sul fronte fiscale, la misura più rilevante è il contributo del 2% sulla raccolta di tutte le scommesse calcistiche in Italia, fisiche e online, relative agli eventi organizzati dalla Figc e dalle leghe affiliate. Scatterebbe dal 1° gennaio 2027, con versamento trimestrale dei concessionari alla Federazione. Le risorse andrebbero per almeno il 50% ai settori giovanili e agli impianti, per almeno il 30% alla prevenzione della ludopatia, il restante 20% al calcio femminile e alle scuole calcio dilettantistiche. La copertura è garantita da una corrispondente riduzione del prelievo erariale unico (Preu) sulle scommesse calcistiche, a invarianza di gettito per lo Stato.

La relazione tecnica stima il valore del prelievo in 230 milioni di euro annui a partire dal 2027. Una cifra che appare prudente: nel 2024 la raccolta sulle scommesse calcistiche in Italia ha superato i 16 miliardi di euro, il che collocherebbe il gettito del 2% oltre quella soglia (circa 320 milioni).

Il tetto ai procuratori

Il secondo intervento fiscale riguarda i procuratori. Il ddl fissa un tetto alle provvigioni: 5% della retribuzione lorda se a carico del calciatore, 7% se a carico della società, 5% del valore dell’affare per i trasferimenti definitivi, 3% per quelli temporanei. In caso di rinnovo con la stessa società le percentuali scendono di un ulteriore 30%. Le clausole che eccedono i limiti sarebbero nulle per la parte in eccesso. Le violazioni comportano sanzioni da 10mila a 100mila euro per ciascun caso. La Figc dovrebbe istituire un registro pubblico online con i compensi corrisposti da ciascun club agli agenti.

I reverse charge Iva

Il terzo intervento di natura fiscale è l’introduzione del reverse charge Iva sui trasferimenti domestici: l’obbligo di versamento si sposta dalla società cedente all’acquirente, alleggerendo la gestione della liquidità dei club. Viene eliminato anche l’obbligo di fideiussione per le cessioni dilazionate tra società italiane, sostituito da un Fondo di garanzia presso l’Istituto per il credito sportivo, alimentato con lo 0,3% del valore delle cessioni stagionali.

Le proposte sul versante sportivo

Sul versante sportivo, il testo di legge vincola il 15% dei diritti audiovisivi della Lega Serie A a parametri che premiano chi investe nei giovani, mantiene bilanci sani e ammoderna gli impianti. I costi per l’acquisto e la retribuzione di calciatori italiani Under 23 sarebbero esclusi per il 50% dagli indici di controllo economico-finanziario. Le società di Serie A e B dovranno includere nelle liste Primavera almeno dieci calciatori tra i 15 e i 21 anni formati in Italia, con sanzioni da 10mila a 50mila euro per gara in caso di violazione. Infine, c’è un punto di cui si discute da anni in Italia, cioè ridurre il numero massimo di squadre professionistiche: la soglia si abbasserebbe a 80.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti

Tutto mercato WEB