Previdenza dei professionisti, undici miliardi di patrimonio e 221mila iscritti
Trent’anni fa il decreto legislativo 103/1996 che ha introdotto il sistema contributivo puro a capitalizzazione individuale
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Undici miliardi di patrimonio, più di 221mila iscritti e circa 24mila pensionati: sono questi i numeri degli Enti di previdenza dei professionisti, nati trent’anni fa con il decreto legislativo 103/1996. Nel 2024, le misure erogate a sostegno degli iscritti ammontavano a 44 milioni di euro a fronte di circa 95 milioni di tasse versate. I dati sono contenuti nel rapporto «30 anni di previdenza privata. Rapporto sugli enti previdenziali istituiti con d.lgs. 10 febbraio 1996, n.103» del Centro studi e ricerche itinerari previdenziali, presentato a Roma il 13 maggio durante l’evento «30 anni di 103- La previdenza privata per i professionisti: una protezione per il Paese».
I dati
I contributi versati nel 2024 hanno raggiunto gli 875 milioni di euro ed è cresciuto anche il peso della gestione finanziaria delle risorse accumulate. I rendimenti, infatti, sono passati dal 10 per cento delle entrate complessive nel 2000 al 22 per cento di oggi, per un valore complessivo di 356 milioni di euro. È aumentato anche il valore delle prestazioni erogate agli iscritti: nel 2000 era 3 milioni di euro, nel 2024 l’ammontare è salito a 165 milioni.
Gli enti
Gli Enti di previdenza coinvolti sono sette:
- Enpab (Ente nazionale previdenza assistenza biologi);
- Enpaia (Ente nazionale di previdenza per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura);
- Enpap (Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi);
- Enpapi (Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica);
- Epap (Ente di previdenza ed assistenza pluricategoriale, che raggruppa agronomi, attuari, chimici, fisici e geologi);
- Eppi (Ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati);
- Inpgi (Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani).
Per gli Enti di nuova costituzione il Dlgs 103/96, attuativo della riforma Dini, introduceva il sistema contributivo puro a capitalizzazione individuale. Gli Enti, nel corso del trentennio, hanno destinato circa un miliardo di euro all’incremento dei montanti contributivi individuali degli iscritti, distribuendo quote del contributo integrativo per circa 588 milioni di euro. Altri 375 milioni di euro sono stati impiegati per ulteriori rivalutazioni dei montanti individuali a tassi superiori rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente.
Nuove proposte
Durante l’evento sono state presentate alcune proposte per rafforzare la previdenza professionale, anche alla luce delle trasformazioni sociali, economiche e produttive di oggi. Tra queste, l’introduzione del trattamento di fine attività professionale con il rafforzamento della flessibilità del contributo integrativo innalzando il tetto dal 5 per cento al 6 per cento.







