Imposte e Tasse

Prezzi carburanti, ecco il piano Gdf anti speculazione sul riallineamento delle accise

In campo i Reparti speciali delle Fiamme Gialle per verificare chi gioca sporco sui prezzi di gasolio e benzina a danno di consumatori e concorrenza leale

di Redazione Roma

Un distributore di benzina a Roma in un'immagine d'archivio. ANSA

3' di lettura

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La Guardia di Finanza alza il tiro sui prezzi dei carburanti e mette nel mirino soprattutto chi non si allinea alle nuove regole sul riallineamento delle accise tra gasolio e benzina. Il 15 maggio scorso, infatti, è entrato in vigore il decreto interministeriale che ha disposto il riallineamento delle accise tra benzina e gasolio – con una riduzione di 1,50 centesimi al litro per la benzina e un contestuale aumento dello stesso importo per il gasolio, ma non tutti sembrano essersi adeguati alle nuove disposizioni introdotte dal governo. Per stanare i nuovi furbetti che aumentano il gasolio senza diminuire la benzina, la Guardia di Finanza ha lanciato un dispositivo di controllo su scala nazionale per contrastare le condotte illecite che alterano la formazione dei prezzi e danneggiano i consumatori e la concorrenza leale. Come spiegano dal Comando generale il rafforzamento dei controlli e l’adozione di strumenti digitali per la tracciabilità dei carburanti rappresentano una risposta concreta a un fenomeno complesso e radicato. «La stretta della Guardia di Finanza sul riallineamento delle accise è un segnale chiaro: il mercato dei carburanti deve essere trasparente, competitivo e rispettoso delle regole, per tutelare consumatori, imprese e finanze pubbliche» sottolinenano le Fiamme Gialle.

I reparti in campo

Il piano, coordinato dal Comando Generale delle Fiamme Gialle, spiega una nota di Viale XXI Aprile, coinvolge oltre 660 Reparti operativi dislocati su tutto il territorio nazionale, con il supporto costante dei Reparti Speciali della GdF. L’obiettivo è duplice: da un lato, verificare il rispetto delle nuove disposizioni fiscali e, dall’altro, contrastare le manovre speculative che distorcono il mercato, a danno dei consumatori e degli operatori onesti. La strategia di intervento si basa su analisi di rischio elaborate a livello centrale, che guidano i controlli mirati nei confronti di distributori e operatori della filiera. Il faro è puntato soprattutto su quegli elementi sospetti di manipolazioni dei prezzi per consentire ai reparti di risalire la catena commerciale e scoprire eventuali speculatori senza scrupoli. Particolare attenzione è rivolta anche alla corretta esposizione e comunicazione dei prezzi praticati, obblighi normativi fondamentali per garantire trasparenza e informazione ai consumatori.

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Non solo verifica dei prezzi

Il dispositivo di controllo non si limita alla verifica dei prezzi, ma si estende anche al controllo degli obblighi fiscali, al regolare funzionamento degli impianti di erogazione e alla qualità dei carburanti venduti. Nel biennio 2023-2024, ricorda la Guardia di Finanza, sono stati eseguiti oltre 20.000 interventi che hanno portato alla contestazione di quasi 10.000 violazioni. Di queste, 2.416 riguardano la mancata esposizione o la difformità tra prezzi praticati e prezzi indicati, mentre 7.312 sono relative all’omessa comunicazione al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Numeri che testimoniano la diffusione di comportamenti irregolari che minano la trasparenza del mercato e la fiducia dei consumatori, sottolinenano dal Comando Generale. L’azione della Guardia di Finanza si inserisce in un contesto più ampio di monitoraggio, che vede la collaborazione con l’agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Garante per la sorveglianza dei prezzi, il cosuddetto “Mister Prezzi” istituito per individuare e segnalare fenomeni speculativi lungo tutta la filiera.

Sotto la lente anche il gasolio illegale

Non mancano le operazioni contro il gasolio illegale proveniente dall’est Europa, con sequestri di ingenti quantitativi di carburante adulterato e frodi fiscali per milioni di euro, come dimostrano le recenti attività del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Udine. Queste frodi non solo sottraggono risorse allo Stato, ma mettono a rischio la sicurezza dei consumatori e danneggiano il mercato legale.

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