Professionisti, in caduta libera la fiducia sull’economia e sull’occupazione
A preoccupare sono soprattutto le tensioni geopolitiche e l’incertezza internazionale. Lo rivela la seconda edizione dell’Indice
2' di lettura
I punti chiave
2' di lettura
L’indice di fiducia dei professionisti, tra febbraio e aprile 2026, cala drasticamente da -9,4 a -32,5. A preoccupare sono soprattutto le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica internazionale: le dinamiche internazionali non vengono infatti avvertite come elementi lontani, ma come fattori capaci di incidere direttamente sulle prospettive economiche e occupazionali. Il deterioramento della fiducia, infatti, è strettamente connesso all’avvio del conflitto in Iran e alla chiusura dello stretto di Hormuz. A rivelarlo è l’indagine realizzata dall’Osservatorio delle libere professioni (la confederazione delle sigle sindacali dei liberi professionisti), che ha curato la seconda edizione dell’Indice, calcolato come la media dei saldi tra risposte favorevoli e sfavorevoli dei professionisti sulle aspettative a proposito dell’andamento generale dell’economia italiana e dell’occupazione nei prossimi tre mesi.
La fotografia
I valori più negativi si osservano nelle attività professionali scientifiche e tecniche (-44,9) e tra gli odontoiatri (-43,1). I consulenti del lavoro, pur registrando un peggioramento, presentano livelli meno critici (-23,4), ma i professionisti del campo economico-finanziario sono i meno preoccupati (-11,9). Il clima di sfiducia evidenzia un peggioramento sia nella componente femminile sia in quella maschile del campione, ma si confermano aspettative più pessimistiche nel segmento femminile. A fronte di un -30,8 tra gli uomini tra le donne si raggiunge il -35,4.
I più giovani, fino a 44 anni, mostrano una maggiore sicurezza per il futuro e l’indice di sfiducia per questa fascia demografica si arresta a -28,4. Sono le classi centrali e più mature a evidenziare valori più critici: i professionisti tra i 55 e i 64 anni toccano addirittura -35,5. La situazione migliora almeno parzialmente se si considerano gli over 65, che si attestano a -31,1.
Sotto il profilo territoriale, il peggioramento coinvolge tutte le zone del Paese, ma le rilevazioni peggiori sono nel Nord Est (-36,8) e nel Mezzogiorno (-36,2). Il saldo è di -26,3 al Centro, dove si registra un calo particolarmente marcato rispetto al -8,1 di febbraio.
A essere particolarmente penalizzate sono le realtà prive di dipendenti, con un indice che arriva a toccare -37,1, mentre per gli studi con 3-5 dipendenti il valore è di -29,3.







