Progetto Compiti@casa contro la povertà educativa, “più costanza e meno abbandoni”
Nell'anno scolastico appena concluso, 285 studenti e studentesse universitari hanno affiancato nel loro percorso di studi 554 ragazzi e ragazze di 20 scuole secondarie di primo grado di Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia.
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Più costanza nella frequenza, meno abbandoni e un'alleanza sempre più stretta tra scuola, università e territorio. Nell'anno scolastico appena concluso, 285 studenti e studentesse universitari hanno affiancato nel loro percorso di studi 554 ragazzi e ragazze di 20 scuole secondarie di primo grado di Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia grazie a Compiti@casa: il progetto selezionato da Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e sostenuto anche da Fondazione De Agostini, Fondazione Alberto e Franca Riva, UniCredit Foundation, Fondazione Comunità Novarese.
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L'aiuto e la collaborazione
Attraverso un servizio di tutorato online offerto da studenti e studentesse universitari formati e retribuiti, il progetto triennale ideato da Fondazione De Agostini e Università di Torino punta a dare un supporto nello studio a ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo grado con difficoltà di apprendimento, disagio educativo, scarso rendimento e bassa partecipazione alla vita scolastica, compresi alunni e alunne con background migratorio.
Tutor didattici selezionati
La partnership di Compiti@casa è guidata da Parsec cooperativa sociale (Roma) in collaborazione con cooperativa sociale Raggio Verde (Novara), Traparentesi aps (Napoli) e associazione I Tetti Colorati (Ragusa). I tutor didattici sono stati selezionati tra gli studenti e le studentesse dei quattro grandi atenei partner: Università di Torino, Università di Messina, Università di Napoli Federico II e Sapienza Università di Roma, che operano in sinergia con le 20 scuole dei territori coinvolti. Il progetto prevede anche un servizio di segretariato socio-educativo attivo nelle scuole, per facilitare il rapporto tra famiglie, istituti e servizi territoriali, con l'obiettivo di rafforzare il patto educativo di comunità. La valutazione di impatto sociale è affidata alla Fondazione Bruno Kessler.
Un successo
I dati dell'anno scolastico 2025-2026: un successo in crescita Rispetto al primo anno di attività (che aveva coinvolto 254 tutor, 486 studenti e 19 scuole), la seconda annualità evidenzia un netto miglioramento dei risultati complessivi. Nell'anno scolastico 2025-2026 gli studenti che hanno lasciato il percorso dopo poche lezioni sono scesi drasticamente, passando da 98 a 33. Allo stesso tempo emerge una maggiore costanza: la partecipazione considerata “buona” o “ottima” ha riguardato 352 studenti su 526 (rispetto ai 196 dell'anno precedente), mentre i percorsi seguiti con la massima assiduità sono passati da 88 a 177. Il quadro però non è uniforme: al Sud si riscontrano maggiori criticità, per quanto anche qui si rilevi un netto miglioramento tra il primo e il secondo anno di attività.
Rafforzata la collaborazione tra scuola, famiglie e Terzo settore
“La differenza tra il primo e il secondo anno si gioca sulla continuità del progetto. Le scuole e le famiglie ne hanno maggiormente compreso le caratteristiche e le potenzialità”, spiega Barbara Guadagni, referente del progetto per Parsec. “Si è poi rafforzata la relazione tra la scuola, le famiglie e il Terzo settore: tale alleanza è risultata vincente nei momenti di crisi dei ragazzi, nell'individuazione delle criticità e delle risorse, nel rafforzamento della motivazione”. A conferma del bisogno di supporto delle famiglie, anche lo sportello di segretariato sociale attivo una volta a settimana in ogni scuola ha registrato un'impennata rispetto al primo anno, con ben 835 persone accolte tra Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia e oltre 1.500 interventi legati a iscrizioni, pratiche scolastiche e accesso ai servizi. Un dato che, secondo Barbara Guadagni, “dimostra come, oltre al supporto didattico, sulle famiglie pesino gli ostacoli pratici e burocratici quotidiani”.
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