Pronto soccorso alberi, Prato riesce a salvare gli alberi grazie ai satelliti Esa
La cittadina toscana è la prima a realizzare il monitoraggio satellitare dei propri alberi (37.766): ogni 5 giorni ne verifica lo stato di salute
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Un passo deciso verso il futuro per contrastare in modo concreto il cambiamento climatico. Prato è la prima città in Italia a monitorare ogni cinque giorni gli alberi, attraverso i dati di ascolto satellitare. Si tratta di un’innovazione che riguarda al momento i 37.766 alberi pubblici della città. Un albero viene considerato come un individuo e, attraverso l’analisi dei dati satellitari, è possibile monitorarne lo stato di salute. Il vantaggio è enorme, soprattutto in termini di tempestività: questi dati danno una panoramica completa ben prima che l’occhio umano possa rendersi conto della criticità.
Chiedilo al Sole
Come funziona il sistema e perché è un caso unico
Dal marzo 2025 Prato ha scelto di ascoltare gli alberi attraverso il telerilevamento multispettrale. Ogni cinque giorni, i satelliti Sentinel-2 dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) sorvolano Prato e acquisiscono immagini in 13 bande spettrali: dall’ultravioletto al medio infrarosso. A partire da queste immagini, la piattaforma TreeSos – sviluppata da SuperAlberi – estrae due indici fondamentali per ogni singolo albero: Ndvi, che misura la capacità fotosintetica della chioma e Ndmi, che ne rileva il contenuto idrico. Il monitoraggio è dunque continuo e non invasivo.
In questi mesi il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, gli assessori Cristina Sanzò (con delega al verde pubblico) e Maria Rita Cecchini (con delega alla forestazione) stanno raccogliendo i primi frutti del lavoro. In Italia un altro Comune che si è avvicinato a tale tecnologia è Udine ma in questo caso il monitoraggio è stato fatto una tantum: è stata acquisita un’immagine istantanea del patrimonio arboreo in un determinato momento ma senza integrarlo come sistema di gestione ordinaria.
Il monitoraggio delle criticità
Come osserva Biffoni l’esigenza delle città è «affrontare una riconfigurazione urbanistica: è ormai chiaro che l’approccio adottato negli ultimi anni vada radicalmente modificato. Se da un lato l’estensione degli spazi verdi e la piantumazione di nuovi alberi rappresentano un obiettivo primario per le amministrazioni, dall’altro è fondamentale tutelare il patrimonio vegetale già esistente. Ogni pianta va monitorata con attenzione lungo tutto il suo ciclo di vita: dalla piantumazione alla crescita, fino all’eventuale sostituzione. In quest’ottica, l’impiego di tecnologie avanzate come i sistemi satellitari si rivela decisivo».
Biffoni spiega che lo strumento «garantisce un monitoraggio costante e preciso dello stato di salute del verde urbano, consentendo di individuare tempestivamente eventuali criticità in tempo reale. Inoltre, permette di ottimizzare le risorse e il lavoro del personale a terra — fisiologicamente limitato all’interno di un Comune — indirizzandolo con priorità dove c’è maggiore necessità». «In tempi in cui si parla sempre di più di politiche attive per il territorio e del miglioramento della qualità della vita nell’ambiente urbano – rivendica il sindaco di Prato – noi facciamo un passo concreto in questa direzione, investendo risorse».

