Prosiebensat, il fondo Ppf esce e spiana la strada a Mfe
La holding ceca ha reso nota la decisione di conferire la sua quota del 15,7% al gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi impegnato nella conclusione dell’Opas sulla controllata bavarese
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Game, set, match. Nella partita per il controllo di Prosiebensat arriva il colpo di scena che ora spiana al gruppo Mediaset la strada verso il controllo della media company tedesca. La holding ceca Ppf ha comunicato la decisione di uscire da Prosieben e di consegnare così la sua quota del 15,7% all’Opas promossa da Mfe, smobilitando anche i restanti strumenti finanziari detenuti sulla società.
Se la sua missione come investitore diretto si chiude qui, Ppf - che aveva promosso un’offerta concorrente a quella di Mfe anche se limitata al raggiungimento del 29,9% del capitale, fermandosi quindi alle soglie dell’Opa - rivendica comunque un risultato: aver spinto Mfe a migliorare sensibilmente i termini dell’offerta, aumentando la valutazione della società tedesca e portando benefici a tutti gli azionisti.
Del resto, specifica Ppf in una comunicazione, «con oltre il 43% dei diritti di voto di ProSiebenSat.1, la partecipazione di MFE è molto probabilmente sufficiente a garantire la maggioranza semplice in ogni assemblea degli azionisti di ProSiebenSat.1. Allo stesso tempo, l’accettazione limitata di PPF impedisce a PPF di continuare il suo ruolo originale di investitore strategico, interagendo con MFE a parità di condizioni e apportando la propria competenza nella creazione di piattaforme di trasmissione digitale».
Con la soglia del 50% ora superata, per Mfe si aprono le porte del controllo, con la necessità di garantire con le banche il debito di Prosiebensat superiore al miliardo e mezzo di euro. Dall’altra parte giunge all’effettivo “The End” - che ora sarà ufficializzato il prossimo 4 settembre dalla Bafin, l’equivalente tedesco della Consob - il percorso che il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi ha iniziato in Germania nel 2019, con un primo acquisto del 9,6%, salendo progressivamente fino al lancio dell’Opas (annunciata a marzo e partita l’8 maggio, con revisione al rialzo lo scorso 28 luglio). Sei anni contrassegnati da molte resistenze in Germania, con un muro che però ha iniziato a incrinarsi dopo la morte dell’ex premier Silvio Berlusconi, utilizzato - facendo leva sul côté politico - come argomento per frenare qualsiasi velleità del Biscione in Baviera.
Una vittoria strategica, insomma, che rafforza ora il progetto di creazione di un polo televisivo paneuropeo con base in Italia e Germania.


