Rapporto Aifa

Psicofarmaci: raddoppiano le prescrizioni in età pediatrica

Si tratta soprattutto di antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’ADHD: in Italia consumi inferiori rispetto ai Paesi Ue ma trend in aumento

di Ernesto Diffidenti

Young woman in a mental therapy session talking with a psychologist in the office. Pormezz - stock.adobe.com

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Dal 2016 sono più che raddoppiati sia la prevalenza d’uso che i consumi di psicofarmaci in età pediatrica. Sebbene si mantengano ancora su livelli bassi, si è passati da 20,6 confezioni per 1000 bambini (prevalenza pari allo 0,26%) nel 2016 a 59,3 confezioni per 1000 bambini (prevalenza dello 0,57%) nel 2024. Si tratta soprattutto di antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’ADHD. Sono i dati del Rapporto OsMed 2024 sull’uso dei medicinali in Italia, realizzato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) secondo cui nel corso del 2024, circa 4,6 milioni di bambini e adolescenti hanno ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica, pari al 50,9% della popolazione pediatrica italiana, con una prevalenza leggermente superiore nei maschi rispetto alle femmine (51,9% contro 49,9%).

Il ricorso agli psicofarmaci cresce insieme all’età

“Il ricorso agli psicofarmaci - sottolinea il report Aifa - presenta un andamento crescente per età, raggiungendo il massimo nella fascia 12-17 anni, nella quale si registra un consumo di 129,1 confezioni per 1000 e una prevalenza dell’1,17%”. Un trend in crescita, quindi, in linea con i risultati di altri studi epidemiologici internazionali pubblicati, che evidenziano una generale tendenza all’aumento dei tassi di prescrizione di questi medicinali in tutti i Paesi del mondo, soprattutto in seguito alla pandemia di Covid-19. In Italia, nonostante l’aumento osservato negli ultimi anni, in parte legato alle conseguenze dell’emergenza pandemica sulla salute mentale di bambini e adolescenti, l’uso dei farmaci psicotropi rimane sensibilmente più basso rispetto ad altri Paesi. Nel 2024 la prescrizione di questi medicinali nella popolazione pediatrica italiana si attesta allo 0,57%, un dato sì raddoppiato rispetto al 2020 (0,30%), ma ancora inferiore rispetto ad altri Paesi europei (ad esempio la Francia con 1,61%) ed extra-europei (USA 24,7%-26,3%).

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I farmaci più prescritti in età pediatrica

Secondo il rapporto Osmed gli antinfettivi per uso sistemico si confermano la categoria terapeutica a maggiore consumo in età pediatrica, seguiti dai farmaci dell’apparato respiratorio e dai preparati ormonali sistemici, esclusi quelli sessuali e insuline; per tutte le categorie si osserva un incremento dei consumi rispetto all’anno precedente. I farmaci del sistema nervoso centrale (antiepilettici, antipsicotici, antidepressivi e psicostimolanti) sono al quarto posto tra i medicinali più prescritti, con un consumo pari all’8% del totale e un aumento del 4,1% rispetto al 2023.

Il trend in Toscana e nel Lazio

L’allarme lanciato da Aifa sul consumo di psicofarmaci in età pediatrica impone un’attenzione coordinata tra pediatri, neuropsichiatri infantili, medici di medicina generale e farmacisti, afferma Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma sottolineando che “come farmacisti abbiamo rilevato un aumento nella domanda, sia per i medicinali indicati nei disturbi dell’attenzione e dell’iperattività che per gli ansiolitici e gli oppioidi”.

Particolarmente rilevante è l’aumento dei farmaci per l’ADHD, che nel Lazio raggiungono 12,3 confezioni per 1.000 bambini, a fronte delle 4,9 della media nazionale, con una variazione annua del +30,8%. “Soprattutto per ansiolitici e oppioidi - propone Cicconetti - sarebbe fondamentale completare la transizione nazionale alla ricetta elettronica bianca per contrastare eventuali falsificazioni e migliorare la tracciabilità delle prescrizioni. Allo stesso tempo, è necessario investire in alfabetizzazione sanitaria, coinvolgendo famiglie e giovani, per promuovere un uso più consapevole e appropriato di questi farmaci”.

Anche la Toscana registra un consumo di psicofarmaci significativamente superiore alla media nazionale. “A preoccupare - spiega Valentina Albertini, presidente della Fondazione dell’Ordine degli Psicologi della Toscana - è soprattutto l’uso di psicofarmaci nei minori. Essere la prima regione in Italia per prevalenza d’uso di psicofarmaci negli under 18 (0,96% contro 0,57% nazionale) non è un primato di cui vantarsi. Quando i servizi pubblici rivolti all’infanzia e all’adolescenza sono sotto organico e non riescono a erogare percorsi psicoterapeutici e riabilitativi complessi in tempi utili e per vari motivi il percorso privato non viene consigliato, l’unica via d’uscita per gestire l’emergenza e l’afflusso di domande è la stabilizzazione farmacologica”.

L’importanza di un intervento precoce

Intervenire precocemente e in modo appropriato, d’altra parte, potrebbe modificare in modo significativo la traiettoria evolutiva dei giovani con un problema psichico. A rafforzare questo tesi è uno studio appena pubblicato su JAMA Psychiatry, presentato al 5° Congresso congiunto Sinpia-Sinpf di Cagliari. Lo studio, condotto su un totale di 700mila giovani, ha seguito per oltre 8 anni circa 4 mila bambini e adolescenti con diagnosi di ADHD, evidenziando che il trattamento farmacologico standard (con metilfenidato) nei bambini diagnosticati prima dei 13 anni è associato a una riduzione del rischio di sviluppare psicosi in età adulta pari a circa il 21-24% rispetto ai non trattati. “Come società scientifiche – concludono Elisa Fazzi (presidente Sinpia) e Matteo Balestrieri (co-presidente Sinpf) – segnaliamo la necessità di superare alcune criticità che rendono difficile l’accesso alle cure e ai trattamenti per famiglie e pazienti, tra cui le complesse modalità prescrittive del metilfenidato e la limitazione delle prescrizioni ai soli centri di riferimento”.

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